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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


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linguista scrive:
[2]
9 maggio 2011 alle 09:54
[3]
Sono corrette entrambe le espressioni: nel primo caso (vicino Roma) vicino è una preposizione impropria, cioè una parola che primariamente è un avverbio, ma che può trovare impiego anche come preposizione (per formare un complemento di luogo, in questo caso).
[4]
Nel secondo caso (vicino a Roma) ci troviamo dinanzi a una locuzione preposizionale, cioè a un insieme di parole che svolgono la funzione di una preposizione.
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In assoluto questa seconda forma è più frequente, anche perché vicino, come proposizione impropria, non può essere usata con tutti i sostantivi.
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P. es., posso dire mi trovo vicino Roma ma non *sono seduto vicino mio fratello; in questo caso dovrò usare, piuttosto, la locuzione preposizionale: sono seduto vicino a mio fratello.
[7]
Nel fare l'analisi logica di una frase come mi trovo vicino (a) Roma, il complemento di stato in luogo comprende ovviamente tanto il sostantivo quanto la preposizione (o la locuzione preposizionale) che lo precede: vicino (a) Roma.
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Francesco Bianco
[9]
Sergio scrive:
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9 maggio 2011 alle 14:00
[11]
Potrei sapere se la frase "grazie per la scelta" corrisponde ad un complemento di fine?
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linguista scrive:
[13]
9 maggio 2011 alle 14:05
[14]
No.
[15]
Di causa.
[16]
Francesco Bianco
[17]
Marco scrive:
[18]
10 maggio 2011 alle 08:32
[19]
L'accordo col sostantivo di inizio frase è possibile in una frase di questo tipo: Il tasso di ripresa "economico" oppure è più corretto "il tasso di ripresa "economica"? Grazie
[20]
linguista scrive:
[21]
10 maggio 2011 alle 09:24
[22]
In teoria sono possibili entrambe le soluzioni.
[23]
Tuttavia, considerato ciò a cui l'espressione fa riferimento, è preferibile la seconda.
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Alessandro Aresti
[25]
Luca scrive:
[26]
10 maggio 2011 alle 09:56
[27]
Ho letto una frase così articolata: Vieni con me, se no vai da solo.
[28]
Si può considerare corretta utilizzando "se no" in luogo di "altrimenti"?
[29]
Nel caso "se no", è una locuzione avverbiale?
[30]
linguista scrive:
[31]
10 maggio 2011 alle 10:25
[32]
Qui altrimenti e se no sono intercambiabili in quanto sinonimi.
[33]
Se no, , è una locuzione avverbiale.
[34]
Alessandro Aresti
[35]
Marwa scrive:
[36]
11 maggio 2011 alle 00:56
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lingua italiana è la lingua della semplicità, gioia, musica, passione, cultura e arte, quando ascolto i nativi parlano, parlano veloce, ma mi sento come corro con loro per raggiungere non solo quello che dicono, ma quello che provano quando parlano con orgoglio
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grammatica in lingua italain è molto dettagliata e un po 'difficile, ma anche per me come sudanese. in Sudan, in lingua italiana sembra essere molto richiesto come ogni linguaggio universale e vorrei dire a voi miei cari che ho imparare l'italiano e ho ancora imparare da solo e grazie al vostro websit (La Republica) ho fatto un passo avanti perché i ancora correre con voi mentre parlare . Mi sento davvero io volo
[39]
Giulia scrive:
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11 maggio 2011 alle 19:42
[41]
In analisi del periodo, ho un dubbio:
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"Manuela si domanda ancora chi sia stato a farle quello scherzo così originale"
[43]
Manuela si domanda ancora: principale
[44]
chi sia stato a farle quello scherzo così originale: interrogativa indiretta?
[45]
a farle quello scherzo così originale, fa parte dell'interrogativa indiretta o è una prop. subordinata diversa?
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linguista scrive:
[47]
12 maggio 2011 alle 15:38
[48]
Nell'esempio da lei fatto "a farle quello scherzo..." costituisce una proposizione relativa implicita introdotta da a.
[49]
Anna Colia
[50]
Luca scrive:
[51]
12 maggio 2011 alle 15:40
[52]
Si può considerare un verbo fraseologico la costruzione verbale "c'è da comprare"? grazie
[53]
linguista scrive:
[54]
12 maggio 2011 alle 15:51
[55]
No.
[56]
Si tratta invece del verbo procomplementare esserci che, se seguito dalla preposizione da e infinito, può indicare necessità (come in questo caso), possibilità (es. c'è da ridere) o disponibilità (es. c'è da far udire anche i sordi).
[57]
Anna Colia
[58]
Ines Desideri scrive:
[59]
12 maggio 2011 alle 19:45
[60]
Gentile Professor Bianco,
[61]
in data 9 maggio Luca chiede se sia corretto scrivere vicino a Roma oppure vicino Roma.
[62]
Sulla base di quanto affermato da Luca Serianni ( Quel che è certo è che non si può usare il solo vicino con funzione di locuzione preposizionale: sono da evitare, benché alquanto diffusi persino nei giornali, vicino Roma, vicino casa (recte: «vicino a Roma», «vicino a casa») sito dell’Accademia della Crusca sarei propensa a considerare l’unica forma corretta vicino a Roma.
[63]
La Sua risposta prevede invece la possibilità di orientarsi anche verso la forma vicino Roma e, sinceramente, mi lascia perplessa: dunque mi consenta una precisazione alla quale spero Lei voglia dare riscontro.
[64]
Se chiedessi a una persona di darmi un riferimento spaziale riguardo al luogo in cui si trova, per esempio, le chiederei: Vicino A quale città/negozio/strada/monumento/persona/ ti trovi?, non Vicino quale città/.; Vicino A chi sei seduto? non Vicino chi.
[65]
Ti sono vicino corrisponde a Sono vicino A te, non a Sono vicino te.
[66]
Del resto anche il Dizionario Treccani precisa a tale proposito Vicino, seguito da complemento con la preposizione A, indicante il termine di riferimento: vicino alla fine, .
[67]
La ringrazio per l’attenzione.
[68]
Ines Desideri
[69]
linguista scrive:
[70]
12 maggio 2011 alle 19:50
[71]
Evidentemente c'è una certa incertezza anche da parte dei linguisti, se lo stesso Luca Serianni, da Lei chiamato in causa, nella sua Grammatica (§ VIII.136.h), ammette l'uso di vicino come preposizione impropria, accanto al più frequente vicino a.
[72]
Parere analogo sembrano mostrare Dardano/Trifone (Grammatica, § 10.9).
[73]
La possibilità di usare vicino come preposizione elimina, fra l'altro, l'ambiguità fra preposizione e aggettivo in caso di sostantivo maschile:
[74]
un paesino vicino Roma [= preposizione]
[75]
un paesino vicino a Roma [= locuzione preposizionale o aggettivo?]
[76]
Gioverà ricordare che il costrutto è "attestato", pur con l'avvertenza che attestato non equivale ad "accettabile":
[77]
Pergole di questa tipologia sono attestate tra VII e IX secolo in San Giovanni in Laterano, in San Pietro e in Santa Maria Maggiore, e un esempio ben conservato si può ancora vedere oggi nella chiesa di San Leone a Capena vicino Roma.
[78]
(Il Medioevo. Barbari, cristiani, musulmani, a cura di Umberto Eco, Encyclomedia Publishers, Milano 2010, pp. 596-597)
[79]
Tra le gambe stringeva una bottiglia di vodka Kasatskij, prodotta e imbottigliata ad Ariccia, un paesino sui Castelli, vicino Roma.
[80]
(Niccolò Ammaniti, L'ultimo capodanno, Mondadori, Milano 1998, p. 13)
[81]
Per questo Giovanni Antonio Delogu, 43 anni, fa fuoco con una calibro 38 contro la sorella Sebastiana, 47 anni, e il marito Graziano Manca, 53 anni.
[82]
Poche ore prima, altro sangue in famiglia a Nichelino, vicino Torino.
[83]
(La Repubblica, 27.4.2010, p. 17)
[84]
Francesco Bianco
[85]
Marco scrive:
[86]
12 maggio 2011 alle 19:51
[87]
Si può considerare corretta una frase di questo tipo: "Al lavoro sta sotto di me" oppure si può anche scrivere "Al lavoro sta sotto me".
[88]
Nel caso sono entrambi complemento oggetto?
[89]
Grazie
[90]
linguista scrive:
[91]
13 maggio 2011 alle 08:30
[92]
Sono entrambe accettabili.
[93]
Non si tratta di complemento oggetto: la preposizione impropria sotto (detta così perché è in origine un avverbio impiegato con funzione preposizionale) si combina col pronome personale oggetto me a formare un complemento indiretto, che esprime uno stato in luogo figurato.
[94]
In casi come questo sotto, sopra, dentro e le altre preposizioni improprie si comportano come la preposizione su, di cui condividono la caratteristica di poter essere seguite dalla preposizione pleonastica di in presenza di pronomi personali: su (di) noi, dietro (di) te, contro (di) lui ecc.
[95]
Dunque la combinazione formata da preposizione e (pro)nome, detta sintagma preposizionale, va intesa alla stregua di un comune complemento indiretto, come sul tavolo nella frase la penna è sul tavolo.
[96]
Marco Maggiore
[97]
Ines Desideri scrive:
[98]
13 maggio 2011 alle 14:37
[99]
Gentile Professor Bianco,
[100]
La ringrazio per la dettagliata risposta riguardo a "vicino Roma" e "vicino a Roma".

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