Sentence view

Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/2

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 14 agosto 2011


showing 101 - 200 of 7189 • previousnext


[1]
Marta Malaguti scrive:
[2]
18 ottobre 2010 alle 16:30
[3]
Si dice "acclimatarsi" o "acclimarsi"?
[4]
Sto leggendo la Montagna Incantata di Mann, nella traduzione di Ervino Pocar per Corbaccio editrice.
[5]
Il traduttore preferisce sempre le varianti flessive di "acclimarsi", ma in genere ho sempre sentito usare solo "acclimatarsi".
[6]
linguista scrive:
[7]
18 ottobre 2010 alle 16:45
[8]
Entrambe lo forme sono corrette.
[9]
La forma acclimatare deriva dal francese acclimater (da climat); mentre acclimare è composto parasintetico dell’italiano clima, sebbene anch’esso formato per suggestione del termine francese.
[10]
Rispetto ad acclimatare, la forma acclimare fu preferita dai puristi del XIX secolo in quanto avvertita come più italiana , ma ebbe tuttavia una diffusione minore.
[11]
Oggi è senz’altro più comune acclimatare.
[12]
D’altra parte la scelta di acclimare denota forse una maggiore ricercatezza linguistica.
[13]
Marcello Ravesi
[14]
Maurizia scrive:
[15]
21 ottobre 2010 alle 17:11
[16]
Buongiorno, devo tradurre una professione dal francese all'italiano.
[17]
In francese è "coordinatrice juridique", e credo che la traduzione letterale "coordinatrice legale" non significhi nulla.
[18]
E' una persona che, in una ditta, si occupa del deposito dei brevetti e della contraffazione.
[19]
Grazie per l'attenzione
[20]
linguista scrive:
[21]
21 ottobre 2010 alle 18:41
[22]
Può usare invece "coordinatrice legale".
[23]
Il "coordinatore legale" è la persona competente in materia giuridica presso enti, uffici, società, ecc.
[24]
Massimo Arcangeli
[25]
Marcella scrive:
[26]
22 ottobre 2010 alle 09:40
[27]
E'una domanda stupida, lo so, ma c'è una controversia in atto: si dice "spillare" una birra o "spinare" una birra?
[28]
Grazie per la disponibilità.
[29]
linguista scrive:
[30]
22 ottobre 2010 alle 12:05
[31]
Spillare è un verbo transitivo dalla costruzione regolare pertanto l’espressione spillare una birra, un boccale, ecc. è corretta.
[32]
Più rara e di basso uso, ma altrettanto ammissibile, è l’espressione spinare una birra, come riportato nel Grande Dizionario dell’Uso di De Mauro, con riferimento alla spina, cioè la cannella che si inserisce nel foro della botte per estrarre liquido.
[33]
Marco Paciucci
[34]
Luca scrive:
[35]
22 ottobre 2010 alle 16:37
[36]
Possiamo dire sia: "Ci siamo andato vicino" e "ci siamo andati vicini"?
[37]
Mi spiego: è possibile l'utilizzo di "vicino" come aggettivo o di avverbio in questi casi? grazie
[38]
linguista scrive:
[39]
22 ottobre 2010 alle 17:15
[40]
In un’espressione cristallizzata come andare vicino a la funzione di vicino è pienamente e stabilmente avverbiale.
[41]
Quindi l’uso di vicino come aggettivo concordato con il soggetto in questo caso è da evitare.
[42]
Marco Paciucci
[43]
Alfonso scrive:
[44]
24 ottobre 2010 alle 20:52
[45]
Si può usare l'espressione "rimanere a casa da scuola" nel senso di "assentarsi da scuola"?
[46]
Grazie
[47]
linguista scrive:
[48]
24 ottobre 2010 alle 21:39
[49]
Assolutamente no.
[50]
Massimo Arcangeli
[51]
Riccardo scrive:
[52]
25 ottobre 2010 alle 13:08
[53]
Buongiorno.
[54]
Rivolgendomi al vostro forum avevo chiesto una spiegazione sull'uso corretto dei riflessivi reciproci come ad esempio nella seguente frase: "si sono incontrati e si sono STRETTO la mano".
[55]
Ho letto abbastanza sull'argomento, ma in nessun caso ricorre un esempio in cui l'azione reciproca cade su un oggetto.
[56]
Solo in una grammatica ho trovato che, per eliminare eventuali ambiguità, basterebbe aggiungere "l'un l'altro".
[57]
Infatti, in questo caso la frase precedente meglio così:"...si sono strettI la mano l'un l'altro".
[58]
Vi ringrazio e mi scuso se vi ho sottoposto nuovamente lo stesso quesito.
[59]
linguista scrive:
[60]
25 ottobre 2010 alle 14:45
[61]
E infatti nella risposta precedente le ho suggerito di accordare il participio con il soggetto ("si sono stretti la mano").
[62]
Esempi di accordo con l'oggetto, sempre più rari, non sono comunque del tutto assenti nell'uso attuale: dia un'occhiata qui.
[63]
Per quanto riguarda la specificazione "l'un l'altro", irrinunciabile in casi ambigui, non mi pare che sia utile in questa circostanza, visto che l'ovvia interpretazione è che le due persone che si incontrano si stringano la mano l'un l'altro (e non ciascuno la propria).
[64]
Alessandro Aresti
[65]
Riccardo scrive:
[66]
25 ottobre 2010 alle 15:42
[67]
La ringrazio vivamente.
[68]
Purtroppo non avevo capito bene.
[69]
Ora mi rendo conto che mi aveva già risposto.
[70]
Non ero arrivato sulla pagina che mi ha correttamete indicato.
[71]
Ancora grazie e alla prossima.
[72]
Chinio scrive:
[73]
25 ottobre 2010 alle 15:50
[74]
Per voi è corretto l'ausiliare essere nella frase "sono potuto entrarci"? ho visto che le opinioni delle grammatiche in merito sono contrastanti.
[75]
linguista scrive:
[76]
25 ottobre 2010 alle 15:53
[77]
In genere, le grammatiche scolastiche tradizionali danno la regola che l’ausiliare da usare col verbo servile è quello dell’infinito: sono potuto entrare (perché si dice sono entrato).
[78]
Tuttavia, come ausiliare di un verbo servile che regga un verbo INTRANSITIVO (come entrare, uscire, andare, ecc.) può adoperarsi tanto essere, quanto avere.
[79]
Quindi: Paolo è potuto entrare / Paolo ha potuto entrare.
[80]
Ciò avviene anche perché il verbo servile usato da solo vuole avere e tende a imporre questa scelta anche nel caso in cui regga un infinito: Ho cercato di entrare, ma non ho potuto > Non ho potuto entrare (invece di Non sono potuto entrare).
[81]
Un’altra circostanza che può motivare l’uso di avere (e che mi sembra sia quella più attinente alla domanda che mi ha posto) risiede nel fatto che questo ausiliare è già obbligatorio quando l’infinito sia combinato con un pronome atono: Ho potuto entrarci.
[82]
Non è quindi pienamente accettabile Sono potuto entrarci; mentre se il pronome atono è anteposto e perciò non combinato con l’infinito , si ricade nella regola generale di cui s’è detto, che in questo caso richiede essere: Ci sono potuto entrare (perché sono entrato).
[83]
Marcello Ravesi
[84]
Anna scrive:
[85]
25 ottobre 2010 alle 17:08
[86]
Vorrei che mi chiariste una regola sull'uso del Congiuntivo: ebbene, stando alla consecutio, se nella reggente trovo un verbo ad un tempo passato allora nella subordinata userò il Cong Impf(contemporaneità), il Trapassato(anteriorità) e il Condiz Passato per la posteriorità.
[87]
Allora perché mi è capitato di sentire usare il Cong Impf quando nella reggente non c'era un tempo storico?
[88]
E' esatto?
[89]
Grazie
[90]
linguista scrive:
[91]
25 ottobre 2010 alle 18:00
[92]
Quello che Lei dice risponde alla regola generale e condivisa sull'uso del congiuntivo.
[93]
Nella concordanza dei tempi, il tempo della frase principale stabilisce la cronologia assoluta di un evento.
[94]
Il tempo della subordinata definisce, invece, la cronologia relativa di un evento rispetto a un altro, esprimendo le relazioni di contemporaneità, anteriorità e posteriorità.
[95]
Se la frase principale è al passato abbiamo, ad esempio, "Pensavo che Carlo venisse", "Pensavo che Carlo fosse venuto", "Pensavo che Carlo sarebbe venuto".
[96]
Tuttavia il sistema delle concordanze risulta più variegato e complesso, poiché risponde alla necessità di esprimere molte sfumature di ordine temporale (ma non solo): posso dire, ad esempio, "Non so se Carlo nel 2009 lavorasse già in quell'ufficio".
[97]
Una frase di questo genere è meno frequente di altre, ma sempre possibile.
[98]
Simonetta Losi
[99]
Chinio scrive:
[100]
26 ottobre 2010 alle 08:33

Text viewParagraph view