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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/6

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 10 gennaio 2014


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[1]
Nelle lettere, dopo i saluti o le espressioni di commiato si utilizza di norma la virgola.
[2]
Molti cordiali saluti,
[3]
Rocco Luigi Nichil
[4]
Alberto scrive:
[5]
23 maggio 2016 alle 17:06
[6]
Buona sera Dott.
[7]
Aresti, e colleghi!
[8]
Mi è sorto un dubbio sull'uso della congiunzione "anche".
[9]
Quando c'è una negazione nella principale va sempre sostituito da "neanche" nella subordinata o nella coordinata? esempio: "non ho niente da lamentarmi, anche quando mi guardo indietro!" É giusta oppure avrei dovuto mettere neanche?
[10]
"non ho niente da lamentarmi, neanche quando mi guardo indietro!" grazie e cordiali saluti a tutti voi
[11]
linguista_1 scrive:
[12]
23 maggio 2016 alle 23:32
[13]
Mi rifaccio a un caso simile che, nella sua maggiore semplicità, forse ci fa capire meglio la questione: "Non vieni al cinema?" "No" (= 'no, non vengo al cinema') / "" (= ', non vengo al cinema').
[14]
Come nei nostri due enunciati, il significato veicolato è lo stesso; dunque, entrambe le soluzioni sono possibili.
[15]
Alessandro Aresti
[16]
Luca Fortugno scrive:
[17]
27 maggio 2016 alle 07:07
[18]
Ma nella frase "Poiché si avvicinava al nemici, Cesare conduceva le legioni spedite,secondo la sua consuetudine." Che cosa sono "spedite" e "secondo la sua consuetudine" in analisi logica??
[19]
linguista_1 scrive:
[20]
27 maggio 2016 alle 18:32
[21]
Spedite è attributo e secondo la sua consuetudine complemento di modo.
[22]
Alessandro Aresti
[23]
Arno scrive:
[24]
30 maggio 2016 alle 17:27
[25]
Egregi Linguisti, il mio quesito è a proposito dell'uso del futuro nel passato e del futuro nelle proposizioni subordinate.
[26]
P.es., "Ha detto qualche giorno fa che sarebbe venuto (il futuro nel passato) da me"; "Ha detto stamattina (il passato prossimo nel presente) che verrà da me".
[27]
E se scrivo "Ha detto QUALCHE GIORNO FA che VERRÀ da me" la frase sarà corretta o no?
[28]
Grazie.
[29]
linguista_1 scrive:
[30]
30 maggio 2016 alle 18:40
[31]
È corretta: "Ha detto che verrà da me (= non è ancora venuto, e non si sa se effettivamente verrà"). Con il condizionale passato invece l'azione si conclude nel passato: "Ha detto che sarebbe venuto (e poi è venuto/non è venuto)".
[32]
Alessandro Aresti
[33]
Ross scrive:
[34]
15 giugno 2016 alle 16:18
[35]
"Non ha frequentato almeno tre quarti delle lezioni" cosa significa?
[36]
Secondo me significa che è stato assente per almeno tre quarti delle lezioni, ad se sono 1000 ore, è stato assente per almeno 750 ore.
[37]
Io ho avuto dubbi su questa dicitura, apposta su una pagella.
[38]
La dicitura in caso affermativo è corretta: HA frequentato.... cioè è stato presente per almeno tre quarti delle lezioni, quindi può essere ammesso alla classe successiva.
[39]
Ma a mio parere, la sua negazione "NON HA...." non è corretta se si vuole affermare che, su 1000 ore, è stato assente 250 o più ore, quindi ha avuto una frequenza inferiore ai tre quarti e non può essere promosso.
[40]
Io ho fatto presente a scuola questo mio dubbio...
[41]
E ho proposto di sostituire la frase.
[42]
Scriverei: "Non ha frequentato oltre un quarto delle lezioni", oppure "Non ha raggiunto una frequenza di almeno tre quarti delle lezioni".
[43]
Io, se fossi un genitore, farei ricorso contro una bocciatura avvenuta con "sole" 275 ore visto che da quella dicitura sembrerebbe che mio figlio abbia fatto almeno 750 ore di assenza e che ciò ha causato la sua bocciatura!
[44]
Vorrei un parere che mi chiarisse le idee sulla suddetta frase, forse sbaglio io, ma vorrei capire perchè sbaglio a considerare scorretta quella frase...
[45]
In tal caso non insisto con Dirigente e colleghi per sostituirla...
[46]
Grazie della risposta.
[47]
linguista_1 scrive:
[48]
16 giugno 2016 alle 17:02
[49]
Il significato della frase è quello da lei illustrato: stando alla formulazione data, l'alunno di cui si parla è stato assente per almeno tre quarti delle lezioni.
[50]
Si può dire, come propone lei, "Non ha raggiunto una frequenza di almeno tre quarti delle lezioni".
[51]
Alessandro Aresti
[52]
Francesco scrive:
[53]
18 giugno 2016 alle 11:38
[54]
Gent.
[55]
Li linguisti,
[56]
vi chiedo quali tra le alternative proposte siano corrette:
[57]
"Non so chi sia" o "Non non so chi è"
[58]
"Mi spiace che tu stia male" o "Mi spiace che stai male"
[59]
Grazie dell'attenzione
[60]
Francesco
[61]
linguista_1 scrive:
[62]
18 giugno 2016 alle 17:03
[63]
Il congiuntivo è da preferire.
[64]
Alessandro Aresti
[65]
giusi scrive:
[66]
22 luglio 2016 alle 12:41
[67]
Sono corrette le seguenti frasi?
[68]
1) se le serve in versione inglese o se è sufficiente in italiano;
[69]
2)considerato che tu, ti sei soffermato più a lungo
[70]
3)Io credo fermamente che tu sei pieno di paure
[71]
Credo che andavano con il congiuntivo.
[72]
Me lo può confermare?
[73]
Grazie, cordiali sluti
[74]
linguista_1 scrive:
[75]
22 luglio 2016 alle 16:02
[76]
Le prime due frasi ("se le serve in versione inglese o se è sufficiente in italiano", "considerato che tu, ti sei soffermato più a lungo") non hanno molto senso e sembrano mancare di un inzio o di una fine, senza le quali è difficile rispondere.
[77]
In base alla reggente, ad esempio, il verbo della prima frase potrebbe andar bene all'indicativo ("Vorrei sapere se le serve in versione inglese o se è sufficiente in italiano") o potrebbe richiedere il congiuntivo ("Mi chiedo se le serva in versione inglese o se sia sufficiente in italiano").
[78]
La seconda - sempre che non abbia capito male il senso della frase - è in realtà una subordinata causale che presenta una punteggiatura sbagliata e di certo non richiede il congiuntivo (pensi ad esempio alla frase "Considerato che tu [= dal momento che tu, poiché tu, ecc.] ti sei soffermato più a lungo ad osservare la scena, sarebbe opportuno che spiegassi agli altri che cosa hai visto). Nella terza frase, in effetti, il verbo "credere" regge un'oggettiva che andrebbe espressa al congiuntivo ("Io credo fermamente che tu sia pieno di paure"). Per lo stesso motivo, del resto, riscriverei anche la frase "Credo che andavano [> andassero] con il congiuntivo" con cui lei chiude gli esempi.
[79]
Cordiali saluti,
[80]
Rocco Luigi Nichil
[81]
Sabrina scrive:
[82]
17 febbraio 2017 alle 08:15
[83]
Gentile linguista, ho un dubbio circa una delle regole della divisione in sillabe.
[84]
In particolare mi riferisco a quella sullo "iato", infatti,secondo questa, la parola "via" andrebbe divisa in tal modo: " vì-a", così anche una sua derivata: "vi-à-le".
[85]
In tale senso, trovo un'incongruenza tra questa regola e quella che afferma che non si può andare a capo con una lettera.
[86]
Per esempio, le parole "compagnia e armonia", come vanno divise?
[87]
Inoltre, fra questi due termini ci sono pareri discordanti tra due noti autori di libri di italiano.
[88]
Un autore le divide in tal modo:
[89]
"Com - pa - gnia, ar - mo - nia", l'altro: "com - pa - gni - a, ar - mo - ni - a".
[90]
Chi ha ragione?
[91]
Attendo cortesemente una sua risposta.
[92]
Cordiali Saluti.
[93]
linguista_1 scrive:
[94]
17 febbraio 2017 alle 09:29
[95]
Compagnia e armonia sono due parole piane, quindi presentano la seguente divisione in sillabe: com-pa-gnìa, ar-mo-nìa.
[96]
Confermo anche la divisione in sillabe di viale (vi-à-le), sul modello della base via (vì-a).
[97]
Tenga conto, però, che - come scrive Patrizia Petricola - «[l]a divisione in sillabe per andare a capo segue anche consuetudini di carattere estetico: ad es., si evita di andare a capo con la seconda vocale di uno iato (poe.sia e non po.esia) o con la sola ultima sillaba di una parola lunga» (http://www.treccani.it/enciclopedia/divisione-in-prontuario-sillabe_(Enciclopedia-dell'Italiano)/).
[98]
Rocco Luigi Nichil
[99]
sgabri scrive:
[100]
17 febbraio 2017 alle 10:37

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