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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/6

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 10 gennaio 2014


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[1]
Dopo che ero già entrato nel negozio, mi sono accorto che avevo lasciato a casa il portafoglio.
[2]
È giusta questa forma?
[3]
Grazie ancora.
[4]
linguista_1 scrive:
[5]
25 novembre 2014 alle 08:37
[6]
, è corretta.
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Alessandro Aresti
[8]
Laurent scrive:
[9]
26 novembre 2014 alle 22:58
[10]
Gentili linguisti, prima di tutto grazie per questo sito utilissimo anche per gli stranieri alle prese con alcune difficoltà della lingua italiana.
[11]
Ecco i miei dubbi : sono due.
[12]
Primo dubbio : è corretto dire "bei e dolci ricordi" ?
[13]
(Spontaneamente, direi piuttosto "ricordi belli e dolci"", posponendo gli aggettivi)
[14]
Secondo dubbio : mi sono imbattuto nella frase "...come se a numerare gli anni dal Duemila rappresentasse un baco non solo nei nostri computer ma anche nelle nostre coscienze" : non riesco a capire il costrutto "a numerare gli anni...rappresentasse un baco".
[15]
Mi potrebbe gentilmente aiutare facendomene l'analisi?
[16]
Grazie in anticipo
[17]
linguista_1 scrive:
[18]
27 novembre 2014 alle 10:39
[19]
Correttissimo "bei e dolci ricordi", che è per giunta più elegante (vagamente poetico).
[20]
Il costrutto "a numerare gli anni" equivale a "qualora volessimo contare/valutare/tenere in considerazione gli anni dal Duemila in poi", e si tratta perciò di una subordinata implicita di valore ipotetico.
[21]
Massimo Arcangeli
[22]
Paolo scrive:
[23]
27 novembre 2014 alle 23:05
[24]
A seguito di uno scambio di opinioni su facebook ho scritto il seguente periodo:
[25]
"Ma come fai ad essere così sicuro? Hai letto gli atti del processo? Questa sacralizzazione della figura dello scienziato è una conseguenza della deriva scientista della scienza. La vera scienza coltiva il dubbio e dove ci sono forti interessi economici si deve dubitare ancora di più! Tu dici che un perito si può corrompere (ed è vero) ma ti faccio notare che molti scienziati sono sul libro paga delle più note aziende farmaceutiche; ritieni che il loro giudizio sia libero da vincoli? Che i vaccini facciano male (e che le aziende farmaceutiche spesso abbiano occultato i dati scientifici sulla loro tossicità) è un fatto acclarato. Sia chiaro: non sto dicendo che le persone non dovrebbero vaccinarsi e che con assoluta certezza i vaccini siano la causa dell'autismo; dico semplicemente che si dovrebbe valutare caso per caso (possibilmente affidandosi a medici a cui le aziende farmaceutiche non abbiano pagato costosi viaggi in località esotiche ) ed inoltre avvisare i pazienti (o i genitori/tutori in caso di minorenni) sul reale pericolo della pratica delle vaccinazioni (e dunque dare a loro la possibilità di scelta). Comunque, per concludere, ci sono anche ricerche scientifiche che dimostrerebbero un nesso di causalità tra vaccini ed autismo; è questa una verità assoluta? Sicuramente no! Ma, se permetti, io mi fido di più di quegli scienziati che fanno ricerca senza dipendere da sovvenzionamenti privati".
[26]
Il tutto può considerarsi corretto?
[27]
Temo di aver sbagliato un congiuntivo quel "dovrebbero".
[28]
Grazie in anticipo per la risposta
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linguista_1 scrive:
[30]
28 novembre 2014 alle 07:43
[31]
Testo perfetto in ogni sua parte ed elemento, compreso il "dovrebbero" (che è un condizionale, naturalmente).
[32]
Massimo Arcangeli
[33]
Maria Silvana Mediani scrive:
[34]
29 novembre 2014 alle 06:51
[35]
Mi piace giocare a calcio; come possiamo considerare il complemento "a calcio"?
[36]
Non mi sembra un complemento di modo, con qualche forzatura lo vede come complemento di mezzo.
[37]
Potrei tenere insieme l'espressione, "giocare a calcio"?
[38]
linguista_1 scrive:
[39]
29 novembre 2014 alle 11:08
[40]
Non si tratta infatti di un complemento di modo, ma di un complemento di mezzo.
[41]
La domanda da porsi non è "Come stiamo giocando?" ma piuttosto "Con quale mezzo stiamo giocando?".
[42]
Il mezzo è il pallone, naturalmente, e la distanza fra "giocare a calcio" e "giocare a pallone" non è poi così grande.
[43]
A essere precisi la domanda giusta da farsi, in casi del genere (come per "giocare a tennis"), sarebbe "A quale gioco stiamo giocando?", ma la sostanza non cambia.
[44]
Anche per "giocare a tennis" si sottintende il riferimento a quanto serve (palle e racchette) per praticare questo sport, sebbene il riferimento in questione non sia diretto come in "giocare a pallone" o "giocare a palla", "giocare a carte" o "giocare a scacchi".
[45]
Tenga separato il verbo dal complemento, perché la vera natura di "giocare" non è quella di un verbo copulativo ma di un verbo dotato di senso compiuto (il suo valore è cioè predicativo).
[46]
Massimo Arcangeli
[47]
julia scrive:
[48]
29 novembre 2014 alle 14:17
[49]
Gentile linguista,
[50]
Nella frase "mi sono accorto di aver lasciato a casa il portafoglio", vorrei sapere qual è la spiegazione per l'uso dell'infinito.
[51]
Grazie.
[52]
linguista_1 scrive:
[53]
29 novembre 2014 alle 18:17
[54]
"Di aver lasciato a casa il portafoglio" è una subordinata oggettiva implicita.
[55]
Massimo Arcangeli
[56]
Giulia scrive:
[57]
30 novembre 2014 alle 07:41
[58]
Buongiorno alla redazione e ai lettori del blog,
[59]
ecco la consueta raffica di domande.
[60]
1)"Dopo il temporale il sole tornerà a splendere" e "Dopo tre ore tornammo a casa": "Dopo il temporale" e "Dopo tre ore" sono complementi di tempo determinati o continuati?
[61]
2) "Quando vedi Mauro, salutamelo":"Quando" svolge qualche funzione in analisi logica?
[62]
3) "Sono quasi morto dalla fatica": è giusto, in analisi logica, definire "quasi" come avverbio (di quantità?)
[63]
Grazie
[64]
linguista_1 scrive:
[65]
30 novembre 2014 alle 08:07
[66]
1) Complementi di tempo determinato.
[67]
2) Si tratta di una congiunzione subordinante, con valore temporale.
[68]
3) Giusto.
[69]
"Quasi" è un avverbio ma in questo caso, più che la quantità (come nell'esempio: "Sono quasi tre ore che ti aspetto"), indica la modalità (quella implicata da un dubbio, un giudizio, ecc.): la questione rilevante, qui, non è "quanto" sia morto dalla fatica ma il mio giudizio sulla morte che (esagerando, e per via metaforica) avrebbe potuto cogliermi a causa di quella fatica.
[70]
Massimo Arcangeli
[71]
Paola scrive:
[72]
30 novembre 2014 alle 09:43
[73]
Buongiorno!
[74]
Potrei avere per favore l'analisi logica di queste due frasi?
[75]
_ Che ore sono?
[76]
-Sono le quattro.
[77]
Grazie mille
[78]
linguista_1 scrive:
[79]
30 novembre 2014 alle 10:15
[80]
Che: attributo del soggetto
[81]
ore: soggetto
[82]
sono: predicato verbale
[83]
Sono: predicato verbale
[84]
le quattro: soggetto
[85]
Massimo Arcangeli
[86]
Arnoldas scrive:
[87]
30 novembre 2014 alle 11:03
[88]
Gentili Linguisti, volevo precisare una cosa.
[89]
In Grammatica italiana di Luca Serianni (se ho capito bene!) c'e' scritto che si usa la preposizione "di" per indicare parti del giorno, giorni della settimana, mesi, stagioni (di notte, di lunedi', di febbraio, d'estate...) pero' alcuni miei conoscenti italiani mi dicono che usare "di" con i mesi in questo caso non e' corretto e cioe' non si dice, p.es., "Parto per Roma DI febbraio" ed invece si dice solo "Parto per Roma A/IN febbraio"(?!
[90]
).
[91]
Potreste darmi una mano per risolvere questo problema?
[92]
Vi ringrazio in anticipo.
[93]
linguista_1 scrive:
[94]
30 novembre 2014 alle 12:27
[95]
Talvolta, in questi casi, a seconda se usiamo "di", "a" oppure "in", possiamo trovarci di fronte a piccole sfumature di significato.
[96]
Si tratta, comunque, di usi tutti e tre corretti: "di febbraio" è il meno frequente, e può tranquillamente rinunciare ad adoperarlo; "in febbraio" è un po' formale, e anche più elegante; "a febbraio" è il modello corrente.
[97]
Massimo Arcangeli
[98]
julia scrive:
[99]
30 novembre 2014 alle 12:50
[100]
In occasione dell'avvicinarsi delle feste natalizie, vorrei salutare e ringraziare tutti i professori del blog che durante tutto l'anno rispondono alle nostre domande, aiutandoci a parlare sempre meglio la bella lingua italiana.

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