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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Italiano moderno, ma non troppo
Language column
Il linguista
Author
Francesco Bianco
Date
02
ottobre
2010
more header data
showing 1 - 100 of 192 •
next
[1]
Fra
i
tanti
temi
che
il
mondo
della
scuola
potrebbe
suggerirci
di
trattare
c'
è
quello
dei
classici
della
nostra
letteratura
(
Dante
,
Ariosto
,
Tasso
,
Manzoni
,
Leopardi
)
“
tradotti
”
in
italiano
moderno
:
se
sia
o
meno
opportuno
avallare
operazioni
di
questo
tipo
,
per
ridurre
la
distanza
linguistica
fra
testo
e
lettore
,
venendo
incontro
alle
difficoltà
di
scolari
sempre
meno
capaci
di
capire
,
assimilare
ed
apprezzare
i
“
monumenti
”
letterari
su
cui
si
sono
formate
le
generazioni
che
li
hanno
preceduti
.
[2]
Un
anno
fa
(
23/9/2009
,
ore
18
.
10
)
,
su
questo
blog
,
Fabio
ci
segnalava
il
crescente
disagio
degli
alunni
di
scuola
superiore
di
fronte
al
lessico
manzoniano
,
chiedendosi
se
non
potesse
aiutare
a
risolvere
il
problema
un'
edizione
dei
Promessi
Sposi
«
lessicalmente
aggiornata
»
.
[3]
Più
recentemente
,
dalle
pagine
della
Stampa
di
Torino
(
11/3/2010
,
p
.
30
)
,
il
suo
collega
Lorenzo
Catania
si
è
espresso
in
maniera
sostanzialmente
negativa
nei
confronti
della
modernizzazione
dei
classici
,
inutili
(
a
suo
modo
di
vedere
)
rispetto
allo
scopo
che
si
prefiggono
.
[4]
Viene
dunque
da
chiedersi
:
il
percorso
compiuto
dalla
lingua
italiana
,
nel
corso
della
propria
evoluzione
,
è
davvero
tale
da
aver
scavato
fra
noi
e
Manzoni
(
o
,
a
maggior
ragione
,
Ariosto
e
Dante
)
un
solco
così
profondo
?
[5]
A
prima
vista
potrebbe
sembrare
di
sì
;
tanto
il
giornalismo
e
la
saggistica
“
leggera
”
quanto
la
lessicografia
mostrano
un
crescente
interesse
per
le
innovazioni
lessicali
(
al
tema
della
neologia
,
su
questo
stesso
blog
,
Debora
De
Fazio
e
Rocco
Luigi
Nichil
hanno
dedicato
due
ricchi
interventi
)
.
[6]
L'
attenzione
che
numerosi
linguisti
dedicano
al
fenomeno
è
senz'
altro
giustificata
,
perché
proprio
il
lessico
,
più
esposto
di
altri
settori
della
lingua
al
contatto
con
la
realtà
extralinguistica
,
presenta
le
più
evidenti
(
ancorché
superficiali
)
tracce
del
dinamismo
con
cui
una
lingua
si
rinnova
.
[7]
Ciò
non
toglie
che
il
fenomeno
della
neologia
vada
misurato
rispetto
alla
totalità
del
lessico
italiano
e
all'
architettura
ancor
più
vasta
e
articolata
della
lingua
,
di
cui
il
lessico
non
è
che
una
parte
(
la
grammatica
è
assai
più
conservativa
)
.
[8]
Riformulando
la
domanda
di
partenza
,
ci
chiediamo
nuovamente
:
il
lessico
italiano
di
questo
primo
scorcio
di
ventunesimo
secolo
è
così
diverso
da
quello
dei
secoli
passati
?
[9]
Una
decina
d'
anni
fa
,
intervistato
(
“
la
Repubblica
"
,
19/10/1999
)
in
occasione
dell'
uscita
del
Grande
Dizionario
Italiano
dell'
Uso
(
GRADIT
)
,
il
direttore
Tullio
De
Mauro
ha
affermato
che
il
90%
del
nostro
vocabolario
fondamentale
appartiene
già
al
fiorentino
del
Trecento
.
[10]
Su
dieci
parole
presenti
nella
Divina
Commedia
,
proseguiva
De
Mauro
,
ben
otto
sono
sopravvissute
fino
ai
giorni
nostri
.
[11]
Rispetto
alle
altre
lingue
romanze
,
l'
italiano
è
senza
dubbio
la
più
conservativa
,
cioè
quella
che
è
meno
mutata
nei
secoli
;
ciò
è
vero
innanzi
tutto
rispetto
al
latino
,
da
cui
le
tutte
le
lingue
romanze
derivano
(
ivi
compresi
i
dialetti
italiani
,
con
buona
pace
di
chi
rivendica
origini
diverse
,
per
giustificare
azioni
politiche
)
:
nei
secoli
scorsi
i
nostri
letterati
,
per
dimostrare
la
superiorità
dell'
italiano
rispetto
alle
altre
lingue
europee
,
si
servivano
proprio
di
questo
argomento
,
mostrando
la
possibilità
di
produrre
frasi
e
addirittura
componimenti
poetici
che
si
potessero
leggere
,
indifferentemente
,
nei
due
idiomi
(
p
.
es
.
:
In
mare
irato
,
in
subita
procella
/
Te
adoro
,
Maria
,
benigna
stella
;
esempi
come
questo
non
vanno
confusi
con
i
casi
di
pura
omonimia
,
come
la
celebre
frase
i
vitelli
dei
romani
sono
belli
,
dotata
nelle
due
lingue
di
significati
totalmente
differenti
)
;
l'
italiano
è
tuttavia
una
lingua
conservativa
anche
rispetto
a
se
stessa
,
nel
senso
cui
si
è
già
fatto
accenno
citando
De
Mauro
:
dai
tempi
di
Dante
a
oggi
poco
è
cambiato
.
[12]
Se
un
lettore
colto
italiano
(
pur
senza
essere
uno
studioso
di
linguistica
o
di
letteratura
)
è
in
grado
di
leggere
e
capire
il
Decameron
senza
grandi
problemi
,
lo
stesso
non
si
può
dire
di
un
inglese
che
si
cimenti
con
i
Racconti
di
Canterbury
di
Geoffrey
Chaucer
.
[13]
Questo
carattere
dell'
italiano
è
dovuto
alla
sua
stessa
storia
:
nato
come
lingua
letteraria
,
modellata
nel
'
500
sul
fiorentino
trecentesco
delle
Tre
Corone
(
Dante
,
Petrarca
e
Boccaccio
)
,
è
rimasto
per
secoli
una
lingua
elitaria
,
usata
da
poche
persone
e
solamente
nello
scritto
;
nella
conversazione
quotidiana
quelle
stesse
persone
,
e
soprattutto
le
moltissime
che
non
sapevano
scrivere
,
usavano
ciascuna
il
proprio
dialetto
.
Le
cose
sono
cambiate
significativamente
con
l'
unità
d'
Italia
,
con
la
progressiva
scolarizzazione
,
con
l'
incremento
della
mobilità
interna
e
con
la
sempre
maggiore
necessità
di
intrattenere
scambi
linguistici
con
persone
provenienti
da
città
o
regioni
differenti
.
Dopo
(
quasi
)
centocinquant'
anni
di
unità
politica
l'
Italia
può
oggi
ben
dirsi
italofona
,
al
punto
che
ci
si
preoccupa
,
semmai
,
della
salute
delle
parlate
locali
e
delle
minoranze
alloglotte
(
una
aggiornata
e
sintetica
panoramica
del
problema
è
offerta
da
Raffaele
Simone
nel
Libro
dell'
anno
2009
edito
dalla
Treccani
)
;
l'
italiano
parlato
esiste
,
con
una
vasta
gamma
di
registri
(
possiamo
parlare
,
per
esempio
,
di
un
italiano
“
colloquiale
”
e
di
uno
“
formale
”
)
e
di
varietà
regionali
(
l'
italiano
parlato
a
Milano
non
è
in
tutto
e
per
tutto
uguale
a
quello
parlato
a
Roma
,
senza
che
ciò
pregiudichi
la
comunicazione
fra
un
milanese
e
un
romano
)
;
lo
“
zoccolo
duro
”
della
lingua
,
tuttavia
,
è
ancor
oggi
uno
e
uno
solo
,
certamente
lo
stesso
di
quando
era
vivo
e
scriveva
Alessandro
Manzoni
.
[14]
L'
attenzione
che
la
recente
lessicografia
presta
ai
neologismi
non
deve
portare
a
credere
che
l'
italiano
sia
diventato
,
in
un
lasso
di
tempo
tutto
sommato
breve
,
altro
da
sé
stesso
.
[15]
Innanzi
tutto
all'
introduzione
di
nuovi
vocaboli
o
di
nuove
accezioni
di
vocaboli
già
presenti
nel
nostro
lessico
non
corrisponde
necessariamente
la
scomparsa
di
parole
e
significati
preesistenti
.
[16]
In
secondo
luogo
non
tutte
le
parole
,
in
termini
di
“
centralità
”
,
hanno
lo
stesso
peso
.
[17]
Vocaboli
come
superparamagnetismo
,
defibrillatore
,
devolution
,
taggare
,
appartenenti
a
linguaggi
settoriali
,
hanno
una
frequenza
d'
uso
incomparabilmente
inferiore
rispetto
a
casa
,
mangiare
,
blu
,
domani
,
che
fanno
parte
del
vocabolario
di
base
.
[18]
È
proprio
nei
linguaggi
settoriali
(
più
correttamente
,
in
linguistica
,
si
parla
di
“
sottocodici
”
,
categoria
nella
quale
è
più
facile
includere
,
oltre
alle
varie
discipline
scientifiche
,
anche
altre
varietà
dotate
di
minor
codificazione
e
coerenza
sistemica
:
p
.
es
.
i
gerghi
giovanili
e
il
linguaggio
della
politica
)
che
l'
apporto
neologico
si
fa
sentire
con
maggior
forza
(
vedi
esempi
precedenti
)
,
specchio
del
progresso
scientifico-tecnologico
e
del
dinamismo
culturale
in
genere
.
[19]
In
sintesi
:
le
novità
ci
sono
e
sono
molte
,
ma
poco
intaccano
il
cuore
del
lessico
(
e
a
maggior
ragione
della
lingua
)
.
[20]
Motivo
per
cui
chi
scrive
è
in
disaccordo
con
le
spericolate
operazioni
di
“
aggiornamento
”
dei
classici
,
che
rischiano
di
ridurre
capolavori
della
letteratura
ai
loro
semplici
intrecci
narrativi
.
[21]
Il
problema
è
semmai
quello
,
giustamente
suggerito
da
Lorenzo
Catania
nel
già
citato
intervento
sulla
“
Stampa
”
,
di
stimolare
nei
giovani
l'
attitudine
alla
lettura
,
i
cui
dati
,
relativamente
al
nostro
paese
,
sono
motivo
di
crescente
allarme
.
[22]
Se
è
giusto
credere
a
quanti
denunciano
un
impoverimento
dei
mezzi
espressivi
(
e
,
di
conseguenza
,
cognitivi
)
delle
nuove
generazioni
,
non
è
altrettanto
lecito
arrendersi
alla
constatazione
dei
fatti
.
[23]
È
compito
degli
insegnanti
non
già
alzare
bandiera
bianca
,
ma
spingere
i
propri
alunni
a
scoprire
le
buone
letture
e
guidarli
nella
“
selva
”
della
nostra
tradizione
letteraria
,
aiutandoli
a
riappropriarsi
di
modelli
linguistici
e
letterari
fondamentali
e
del
patrimonio
culturale
di
cui
essi
sono
portatori
.
[24]
Di
chi
legifera
e
governa
è
il
compito
di
sostenere
la
scuola
,
comprendendone
l'
importanza
e
valorizzandone
il
ruolo
.
[25]
Francesco
Bianco
[26]
Scritto
sabato
,
2
ottobre
2010
alle
16
:
47
nella
categoria
Senza
categoria
.
[27]
Puoi
seguire
i
commenti
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2
.
[28]
0
.
[29]
I
commenti
e
i
pings
sono
disabilitati
.
[30]
Chinio
scrive
:
[31]
4
ottobre
2010
alle
22
:
05
[32]
Il
problema
attuale
semmai
è
un
altro
,
l'
impoverimento
dell'
italiano
per
progressivo
avanzamento
di
termini
stranieri
nell'
uso
quotidiano
della
lingua
,
non
che
,
comunque
,
anche
in
quello
specialistico
,
dove
oramai
nessuno
si
pone
più
di
trovare
dei
sinonimi
italiani
da
offrire
al
pubblico
.
[33]
Marianna
scrive
:
[34]
7
ottobre
2010
alle
19
:
06
[35]
Copio
e
incollo
due
frasi
prese
dal
primo
capitolo
dei
Promessi
sposi
.
[36]
"
Per
una
di
queste
stradicciole
,
tornava
bel
bello
dalla
passeggiata
verso
casa
,
sulla
sera
del
giorno
7
novembre
dell'
anno
1628
,
don
Abbondio
,
curato
d'
una
delle
terre
accennate
di
sopra
:
il
nome
di
questa
,
né
il
casato
del
personaggio
,
non
si
trovan
nel
manoscritto
,
né
a
questo
luogo
né
altrove
.
Diceva
tranquillamente
il
suo
ufizio
,
e
talvolta
,
tra
un
salmo
e
l'
altro
,
chiudeva
il
breviario
,
tenendovi
dentro
,
per
segno
,
l'
indice
della
mano
destra
,
e
,
messa
poi
questa
nell'
altra
dietro
la
schiena
,
proseguiva
il
suo
cammino
,
guardando
a
terra
,
e
buttando
con
un
piede
verso
il
muro
i
ciottoli
che
facevano
inciampo
nel
sentiero
:
poi
alzava
il
viso
,
e
,
girati
oziosamente
gli
occhi
all'
intorno
,
li
fissava
alla
parte
d'
un
monte
,
dove
la
luce
del
sole
già
scomparso
,
scappando
per
i
fessi
del
monte
opposto
,
si
dipingeva
qua
e
là
sui
massi
sporgenti
,
come
a
larghe
e
inuguali
pezze
di
porpora
.
"
[37]
Ho
una
domanda
per
gli
insegnanti
.
[38]
Lo
studente
ha
difficolta'
a
comprendere
il
lessico
(
curato
?
ufizio
?
fessi
?
)
,
o
la
struttura
articolata
della
frase
?
[39]
linguista
scrive
:
[40]
7
ottobre
2010
alle
20
:
35
[41]
Il
periodare
,
per
quanto
non
particolarmente
complesso
,
è
comunque
piuttosto
articolato
;
il
significato
di
alcuni
termini
sfugge
senz'
altro
allo
studente
medio
.
[42]
Se
la
scelta
dev'
essere
secca
,
opto
per
il
lessico
;
si
tenga
però
conto
che
,
in
mancanza
di
qualunque
indicazione
sull'
età
dell'
apprendente
,
ogni
valutazione
rischia
di
essere
approssimativa
.
[43]
Massimo
Arcangeli
[44]
antonio
scrive
:
[45]
31
luglio
2011
alle
19
:
11
[46]
Sono
perplesso
,
perchè
quando
inizio
a
scrivere
un
tema
,
una
lettera
,
perdo
molto
tempo
a
corregere
sia
gli
errori
della
grammatica
che
per
una
elaborazione
linguistica
più
pulita
.
[47]
Ho
cercato
di
rivolgermi
a
qualche
esperto
in
materia
,
senza
però
trovare
la
persona
giusta
.
[48]
Non
ci
sono
persone
serie
che
cercano
di
aiutarti
con
sincerità
,
perchè
da
quel
che
ho
capito
,
in
questa
società
,
chi
possiede
pochi
soldi
non
ottiene
nulla
.
.
.
[49]
Perciò
da
solo
ho
iniziato
a
esercitarmi
ogni
giorno
:
nella
scrittura
di
temi
,
di
leggere
giornali
di
cui
analizzo
accuratamente
il
testo
.
.
.
[50]
Però
la
mia
difficoltà
è
la
grammatica
di
cui
io
non
sono
in
grado
di
corregere
.
[51]
pertanto
vorrei
che
mi
valutasse
anche
nello
scritto
di
cui
ho
inviato
.
[52]
Ringrazio
anticipatamente
[53]
Antonio
[54]
linguista
scrive
:
[55]
31
luglio
2011
alle
20
:
24
[56]
Gentile
Antonio
,
[57]
alla
sua
richiesta
ha
risposto
poco
fa
Anna
Colia
in
un
post
che
le
ho
chiesto
appositamente
di
scrivere
.
[58]
La
invito
perciò
a
leggerlo
.
[59]
Massimo
Arcangeli
[60]
antonio
scrive
:
[61]
7
agosto
2011
alle
23
:
14
[62]
Mi
scusi
,
ma
non
ho
capito
dove
devo
cercare
la
risposta
della
Sig
.
ra
Anna
colia
.
[63]
Ringrazio
.
[64]
Antonio
[65]
linguista
scrive
:
[66]
8
agosto
2011
alle
23
:
47
[67]
Si
tatta
dell'
ultimo
post
pubblicato
nella
nostra
rubrica
(
31
luglio
2011
)
:
"
Consigli
di
buona
scrittura
"
.
[68]
Massimo
Arcangeli
[69]
antonio
scrive
:
[70]
19
agosto
2011
alle
07
:
39
[71]
Vorrei
sapere
che
significa
:
il
pronome
relativo
"
che
"
non
è
mai
preceduto
da
preposizione
e
[72]
ha
sempre
un
periodo
antecedente
.
[73]
Vi
prego
di
inviarmi
un
esempio
o
una
risposta
.
[74]
Cordiali
saluti
.
[75]
Antonio
[76]
linguista
scrive
:
[77]
19
agosto
2011
alle
08
:
54
[78]
Nell'
enunciato
"
Il
regalo
che
ho
ricevuto
da
te
era
molto
bello
"
l'
antecedente
è
un
sostantivo
(
regalo
)
preceduto
da
un
articolo
determinativo
(
il
)
e
il
che
funge
da
complemento
oggetto
della
proposizione
relativa
(
il
cui
soggetto
,
sottinteso
,
è
io
:
'
il
quale
regalo
io
ho
ricevuto
da
te'
)
;
se
avessi
detto
"
Il
regalo
che
è
qui
è
per
caso
il
tuo
?
"
il
che
sarebbe
stato
il
soggetto
della
relativa
.
[79]
L'
antecedente
può
essere
costituito
,
naturalmente
,
anche
da
un'
intera
proposizione
:
"
hanno
deciso
di
accettare
il
compromesso
,
il
che
[
=
la
qual
cosa
,
il
fatto
di
avere
accettato
cioè
il
compromesso
]
va
bene
anche
per
me
"
.
[80]
Massimo
Arcangeli
[81]
Nives
scrive
:
[82]
1
marzo
2012
alle
12
:
00
[83]
Posso
scrivere
una
alce
al
femminile
o
la
dicitura
esatta
è
una
alce
femmina
.
[84]
linguista
scrive
:
[85]
1
marzo
2012
alle
12
:
57
[86]
In
questo
caso
,
non
pare
esserci
accordo
fra
i
dizionari
dell'
uso
:
per
molti
,
fra
cui
il
Devoto-Oli
2010
,
il
Garzanti
2009
,
il
Sabatini-Coletti
2008
e
il
Gabrielli
(
on
line
)
,
la
parola
alce
è
un
sostantivo
maschile
(
ciò
implica
,
volendo
specificare
il
sesso
,
la
necessità
di
scrivere
un
alce
femmina
)
;
per
altri
invece
,
fra
cui
il
GRADIT
e
il
TRECCANI
(
on
line
)
,
alce
può
essere
sia
maschile
,
sia
femminile
(
ciò
consente
di
scrivere
,
per
indicare
la
femmina
dell'
animale
,
un'
alce
o
una
alce
)
.
[87]
Non
le
resta
che
dare
credito
agli
uni
o
agli
altri
.
[88]
Rocco
Luigi
Nichil
[89]
Luisa
scrive
:
[90]
25
maggio
2012
alle
19
:
21
[91]
Il
verbo
suonare
quale
ausiliare
vuole
e
se
e'
possibile
usarli
entrambi
,
in
quali
caso
?
[92]
linguista
scrive
:
[93]
25
maggio
2012
alle
20
:
18
[94]
Il
verbo
suonare
prende
quasi
sempre
l'
ausiliare
avere
,
sia
quando
è
usato
transitivamente
sia
quando
è
usato
intransitivamente
.
[95]
Prende
l'
ausiliare
essere
solo
quando
ha
il
significato
di
'
essere
annunciato
da
un
suono'
:
"
E'
suonata
la
fine
della
lezione
"
;
"
E'
suonata
la
ritirata
"
e
con
soggetti
come
campanella
,
campanello
e
simili
dispositivi
:
"
E'
suonata
la
campanella
"
.
[96]
E'
possibile
usare
entrambi
gli
ausiliari
quando
il
significato
è
'
avere
un
suono'
:
"
Quello
che
ha
detto
Andrea
non
mi
è
suonato
giusto
"
.
[97]
Fabio
Ruggiano
[98]
federica
scrive
:
[99]
15
giugno
2012
alle
08
:
58
[100]
ahahahah
.
.
.
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