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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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Simo scrive:
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17 giugno 2009 alle 15:16
[3]
Salve! sento spesso dire "vai a dritto" al posto di "vai diritto", quando ad esempio si danno indicazioni sulla strada.
[4]
E' una forma corretta? grazie dell'attenzione!
[5]
linguista scrive:
[6]
17 giugno 2009 alle 15:48
[7]
No, "vai a dritto" non è una forma corretta.
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Alberto Sebastiani
[9]
saverio gualerzi scrive:
[10]
17 giugno 2009 alle 18:01
[11]
A Bologna si usa il termine 'salara' per indicare l'antico deposito del sale. è un termine soltanto locale o è accettato anche dalla lingua italiana? così vorrei tradurre un'analoga espressione in greco antico...
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linguista scrive:
[13]
17 giugno 2009 alle 18:07
[14]
Il termine non è contemplato nei vocabolari, quindi non si può considerare italiano.
[15]
D'altro canto, la sua origine, e persino il suo significato, possono risultare trasparenti per la maggior parte degli italofoni.
[16]
In un contesto narrativo, oppure nel parlato, si potrebbe usare come inserto dialettale (un espediente che ha fatto la fortuna di autori come Andrea Camilleri), magari glossandolo.
[17]
Fabio Ruggiano
[18]
enrica scrive:
[19]
17 giugno 2009 alle 22:46
[20]
Buonasera,
[21]
ho letto in una grammatica che nella locuzione "costare caro" l'aggettivo qualificativo "caro" è usato in funzione avverbiale.
[22]
Si deve quindi dire "questi errori ti costeranno caro" o "questi errori ti costeranno cari"?
[23]
Se caro è avverbio dovrebbe essere invariabile ,no?
[24]
Grazie mille e complimenti per il blog!
[25]
linguista scrive:
[26]
17 giugno 2009 alle 22:55
[27]
Effettivamente la locuzione "costare caro" è in genere repertoriata da grammatiche e vocabolari come invariabile e, dunque, si attribuisce in questo contesto a "caro" un valore avverbiale.
[28]
Siamo di fronte a uno di quei casi nei quali la percezione di grammatici e lessicografi è, per così dire, un po' distante dalla realtà.
[29]
Chi potrebbe mai ritenere erronei esempi come "questi errori ti costeranno cari" o, che so, "oggi le mele costano care"?
[30]
Una semplice ricerca sui vari motori di ricerca potrebbe risultare interessante: su Google, per esempio, al momento in cui le sto rispondendo, le stringhe "costano caro", "costano cari", "costano care" vantano rispettivamente 3.
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060, 8.
[32]
030, 30.
[33]
700 occorrenze.
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Massimo Arcangeli
[35]
Sara scrive:
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17 giugno 2009 alle 23:54
[37]
Gentile Linguista,
[38]
se il mio docente universitario all’esame di grammatica dovesse domandarmi quanti fonemi compongono la parola "paglia", io cosa dovrei rispondere?
[39]
Data la trascrizione fonematica di questa parola (non la scrivo bene qui perché non ho installato nel pc i caratteri ipa), /pa**a/, con * per il fonema corrispondente al trigramma /gli/, sono 5 fonemi o sono 4 (forse il fonema per GLI conta per uno seppur intenso)?
[40]
Grazie per l’attenzione.
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linguista scrive:
[42]
18 giugno 2009 alle 00:15
[43]
La consonante palatale espressa graficamente in italiano da "gl" - seguito, naturalmente, da "i" - si realizza sempre, in posizione intervocalica (è il caso di "paglia"), come intensa (in "regalargli" o "comunicargli" invece no).
[44]
Se si fa valere questo ragionamento se ne desume che i fonemi di "paglia" sono quattro, in quanto "gli" conta per uno.
[45]
Siamo di fronte a uno di quei tanti casi nei quali il numero dei caratteri di una parola (tecnicamente "grafemi") non corrisponde al numero dei suoi suoni "distintivi" (appunto i "fonemi) : "paglia" si compone infatti di quattro fonemi ma di sei grafemi (p + a + g + l + i + a).
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Massimo Arcangeli
[47]
cemmin scrive:
[48]
18 giugno 2009 alle 13:22
[49]
Si dice 'piissimo' o 'pissimo' il superlativo di 'pio'?
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linguista scrive:
[51]
18 giugno 2009 alle 14:18
[52]
La forma corretta è "piissimo".
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Claudia Bussolino
[54]
Anna scrive:
[55]
18 giugno 2009 alle 14:28
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Buongiorno,
[57]
le sottopongo un dubbio circa l'uso dell'aggettivo "successivo" nelle espressioni che indicano tempo: si dice "successivo il 1930" oppure "successivo al 1930"
[58]
Grazie per l'attenzione
[59]
Anna Rossi
[60]
linguista scrive:
[61]
18 giugno 2009 alle 14:41
[62]
La forma corretta è "successivo al 1930", in quanto l'aggettivo regge la stessa preposizione del verbo da cui deriva, cioè "succedere" (pensiamo a una frase come "a Giorgio VI è succeduta Elisabetta II").
[63]
Claudia Bussolino
[64]
eunice scrive:
[65]
18 giugno 2009 alle 16:29
[66]
Gentili linguisti,
[67]
vorrei sapere se queste frasi sono tutte e tre corrette:
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Il treno con cui devo partire è in ritardo.
[69]
Il treno in cui devo partire è in ritardo.
[70]
Il treno su cui devo partire è in ritardo.
[71]
Grazie.
[72]
linguista scrive:
[73]
18 giugno 2009 alle 17:20
[74]
La forma "il treno con cui devo partire è in ritardo" è, fra le tre, la più adeguata dal momento che rende conto del valore strumentale del treno rispetto all'atto di partire.
[75]
Accettabile è però anche la terza forma: "il treno su cui devo partire è in ritardo".
[76]
Errata, invece, la frase "il treno in cui devo partire è in ritardo".
[77]
Alessandro Di Candia
[78]
russo antonio scrive:
[79]
18 giugno 2009 alle 18:16
[80]
nella formazione del passato prossimo sappiamo che si usa l'ausiliare avere con i verbi transitivi ed essere con i verbi intransitivi e riflessivi.
[81]
Ora nel secondo caso(aus. essere) c'e' accordo del soggetto con il participio passato, mentre nel primo caso(avere) non c'e'; per cui e' sbaglaito dire: le ragazze hanno mangiate le mele....; ma perche' non ci puo' essere accordo come con il verbo essere? grazie per i chiarimenti
[82]
linguista scrive:
[83]
18 giugno 2009 alle 18:21
[84]
Una precisazione preliminare: l'uso dell'ausiliare "avere" non è collegato al carattere transitivo del verbo.
[85]
Pensiamo a una frase come "il conducente ha sbandato", dove "sbandare" è intransitivo.
[86]
Detto questo, il problema sollevato riguarda la concordanza del participio (nel passato prossimo) con il soggetto.
[87]
Effettivamente, come lei sottolinea, l'ausiliare "avere" non si concorda con il soggetto, a differenza di "essere".
[88]
L'accordo, semmai, ci può essere con l'oggetto, ad esempio in una frase come "abbiamo scelta la casa più bella".
[89]
Si tratta però di un costrutto decisamente tradizionale ormai in disuso che, al massimo, una patina anticheggiante alla frase.
[90]
La tendenza attuale è invece quella, ben nota, di lasciare invariato il participio, come nell'esempio "le ragazze hanno mangiato le mele".
[91]
Alessandro Di Candia
[92]
Piero scrive:
[93]
18 giugno 2009 alle 18:36
[94]
Buonasera a tutti.
[95]
M'è capitato di sentire l'espressione «il mio piú acerrimo nemico»: è corretta?
[96]
Il superlativo assoluto non dovrebbe non essere preceduto da piú’ o da il piú’?
[97]
linguista scrive:
[98]
18 giugno 2009 alle 19:18
[99]
I superlativi in "-èrrimo", a rigore, seguono le stesse regole dei superlativi in "-ìssimo", e pertanto non dovrebbero essere preceduti da "più".
[100]
Tuttavia, l'espressione citata si sente piuttosto di frequente, probabilmente proprio per l'atipicità di questo superlativo rispetto ai più frequenti in "-ìssimo", atipicità che lo fa percepire come un aggettivo a .

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