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Avete dubbi sulla grammatica? Scriveteli in questo forum e un gruppo di linguisti risponderà in tempo reale a ogni vostra singola domanda.

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 ottobre 2010


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[1]
Si dice quindi "sopravvivrò, sopravvivrai, sopravvivrei, ecc" oppure, come spesso sento, "sopravviverò, sopravviverai, soprevviverei"?
[2]
Grazie
[3]
linguista scrive:
[4]
23 settembre 2010 alle 00:03
[5]
Al pari di "convivere" e "rivivere", in quanto verbi originati da "vivere", anche "sopravvivere" dovrebbe coniugarsi come "sopravvivrò", ecc.
[6]
Il modello concorrente ("sopravviverò", ecc.) è tuttavia ammesso dall'italiano normativo.
[7]
Massimo Arcangeli
[8]
Fausto Raso scrive:
[9]
23 settembre 2010 alle 00:17
[10]
Quanto chiaramente esposto dal prof.
[11]
Arcangeli vale anche - è superfluo ricordarlo - per il condizionale presente: sopravvivrei/sopravviverei.
[12]
Riccardo scrive:
[13]
23 settembre 2010 alle 10:31
[14]
Ringrazio il Prof.
[15]
Arcangeli e i suoi colleghi linguisti per la chiarezza e aggiungo che qualcosa di veramente importante, ancora oggi, in un'Italia così frastornata, si riesca ancora ad imparare(mi corregga, se sbaglio).
[16]
Mi auguro sinceramente che possiate continuate con questa pregevole iniziativa, tutta gratuita.
[17]
pino scrive:
[18]
23 settembre 2010 alle 17:20
[19]
Buona sera e complimenti per la rubrica.
[20]
Gradirei sapere se rivolgendosi ad una donna è più giusto dire:"...ti ho subito riconosciuta" o "...ti ho subito riconosciuto"?
[21]
Grazie per la risposta!
[22]
linguista scrive:
[23]
23 settembre 2010 alle 17:33
[24]
Sono corrette entrambe le risposte.
[25]
Nel primo caso, abbiamo il femminile perché il participio è riferito all'oggetto; nel secondo caso, invece, al soggetto maschile.
[26]
Alessandro Di Candia
[27]
Fausto Raso scrive:
[28]
23 settembre 2010 alle 19:43
[29]
Vorrei aggiungere, alla risposta del dr Di Candia, che l'accordo con il complemento oggetto (in questo caso femminile)sarebbe stato obbligatorio se invece del pronome "ti" ci fosse stato uno dei pronomi clitici "lo", "la", "li", "le": ho incontrato Giovanna, ma non "la" ho salutata.
[30]
laura scrive:
[31]
23 settembre 2010 alle 21:26
[32]
Sto prendendo spunto da questo bellissimo e utilissimo blog per scrivere la mia tesi sulle preposizioni.
[33]
Guardando i commenti passati, tantissimi riguardano proprio le preposizioni.
[34]
La maggior parte dei dubbi, mi pare, viene anche da parlanti madrelingua.
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Ma, secondo voi, come mai proprio le preposizioni, queste brevi particelle, ci causano cosi' tante incertezze?
[36]
Grazie
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linguista scrive:
[38]
24 settembre 2010 alle 13:33
[39]
Rispondere adeguatamente alla domanda che lei pone richiederebbe molto spazio.
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Mi limiterò dunque a qualche osservazione generale.
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Si ritiene che le preposizioni siano parole grammaticali, cioè sprovviste di un significato nozionale preciso, come quello che caratterizza le altre parti del discorso.
[42]
In effetti l'uso delle preposizioni è governato da fattori di ordine relazionale: la principale funzione delle preposizioni è quella di connettere e concatenare i costituenti frasali, codificando i rapporti sintattici tra le parti della frase.
[43]
Tuttavia, tale funzione è resa possibile dal fatto che ogni preposizione presenta una serie di tratti semantici di base, originariamente legati all'orientamento degli oggetti nello spazio e nel tempo.
[44]
L'insieme di tali tratti semantici costituisce il significato o il contenuto nozionale delle preposizioni.
[45]
Si tratta però di un significato che è spesso opaco, o poco accessibile, per i parlanti e che si definisce volta per volta a seconda del contesto lessicale: si pensi alle diverse reggenze verbali e al comportamento idiosincratico che le preposizioni mostrano in molti casi.
[46]
A complicare il quadro interviene anche una certa varietà formale degli elementi che possono rientrare nella categoria di preposizione: accanto alle preposizioni semplici (di, a, da, con...) esistono infatti preposizioni complesse o locuzioni ormai cristallizzate in preposizioni (di fronte a, alle spalle di, a partire da) e, ancora, preposizioni che possono funzionare come avverbi o come subordinatori.
[47]
Quanto detto sinora permette di comprendere le difficoltà insite nella descrizione linguistica della categoria "preposizioni", che comunque andrebbe indagata in maniera minuziosa.
[48]
Auguri per il suo lavoro di tesi,
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Elisa De Roberto
[50]
Sara scrive:
[51]
25 settembre 2010 alle 10:16
[52]
è possibile firmare dei documenti come la carta d'identità in stampatello minuscolo? la firma di mia mamma è appunto in stampatello minuscolo
[53]
linguista scrive:
[54]
25 settembre 2010 alle 11:25
[55]
Potrei raccontarle diversi episodi di funzionari e impiegati che si sono rifiutati di compiere una qualunque operazione di fronte a una firma in stampatello.
[56]
Se sua madre usa firmare così, tuttavia, nessuno può dir nulla.
[57]
Massimo Arcangeli
[58]
antonio scrive:
[59]
26 settembre 2010 alle 13:33
[60]
obiettivo o obbiettivo
[61]
linguista scrive:
[62]
26 settembre 2010 alle 13:50
[63]
Può usare entrambe le forme.
[64]
Francesco Bianco
[65]
Luca scrive:
[66]
26 settembre 2010 alle 17:01
[67]
Si può ritenere una proposizione finale il sintagma "per altro" in una frase di questo tipo: "devi bere molta acqua per altro", facendo notare un'ellissi del verbo.
[68]
Es: "per dire altro", oppure è semplicemente un avverbio senza valore in analisi logica? grazie.
[69]
linguista scrive:
[70]
26 settembre 2010 alle 18:23
[71]
Si tratta di una locuzione avverbiale.
[72]
Sul fatto che non abbia valore sul piano logico, tuttavia, mi trovo in disaccordo con lei: gli avverbi, al pari dei complementi, agiscono modificando il significato del verbo e quello complessivo della frase.
[73]
Consideri il seguente esempio, in cui il complemento con passo spedito el'avverbio di modo speditamente svolgono la medesima funzione:
[74]
1) Cammina con passo spedito
[75]
2) Cammina speditamente
[76]
Francesco Bianco
[77]
santi numi scrive:
[78]
27 settembre 2010 alle 01:49
[79]
Salve,
[80]
ho un problema con le subordinate completive oblique.
[81]
Potreste darmi una definizione comprensibile e fare un esempio?
[82]
Grazie
[83]
linguista scrive:
[84]
27 settembre 2010 alle 14:15
[85]
Si impone una premessa riguardante il concetto di "argomento" del verbo.
[86]
Ciascun verbo, quando viene usato, coinvolge i partecipanti all'attività o allo stato che esso descrive: questi partecipanti, sintatticamente, si manifestano come complementi "necessari", che completano il significato del verbo e della frase: guardare, per esempio, è un verbo a due argomenti, perché "richiede" la presenza di un soggetto e di un complemento oggetto: Dario ha guardato la televisione.
[87]
Prestare ha una struttura argomentale più complessa, perché richiede anche un oggetto indiretto (o, per usare la terminologia scolastica, complemento di termine): Federico ha prestato duecento euro a Dario.
[88]
Naturalmente a queste frasi "di base" si possono aggiungere altre informazioni riguardanti le circostanze nelle quali si svolge l'azione: i sintagmi che veicolano queste informazioni non sono argomenti del verbo, ma piuttosto complementi circostanziali: Dario ha guardato la televisione in salotto; Sei mesi fa Federico ha prestato duecento euro a Dario.
[89]
A differenza dei complementi circostanziali, quelli argomentali non possono essere omessi, pena l'incompletezza della frase: *Dario ha guardato; *Federico ha prestato/ *Federico ha prestato duecento euro/ *Federico ha prestato a Dario.
[90]
Veniamo dunque alle proposizioni completive.
[91]
Si definiscono tali quelle proposizioni (subordinate) che, nell'ambito del periodo complesso (cioè formato da più proposizioni), svolgono la funzione di argomenti del verbo della proposizione principale:
[92]
Mi piace lo sport.
[93]
(lo sport = soggetto)
[94]
Mi piace giocare al calcio.
[95]
(giocare al calcio = proposizione soggettiva)
[96]
Detesto la scuola.
[97]
(la scuola = oggetto)
[98]
Detesto studiare la grammatica italiana.
[99]
(la grammatica italiana = proposizione oggettiva)
[100]
Le proposizioni completive "oblique" svolgono la funzione dei complementi argomentali indiretti (non il soggetto il complemento oggetto):

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