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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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linguista scrive:
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16 giugno 2012 alle 18:43
[3]
Con una frase come ormai è capace di leggere intendiamo dire che il soggetto è in grado di fare qualcosa, ha acquisito una capacità.
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In una frase come si è dimostrato capace nel risolvere la questione intendiamo dire che il soggetto è stato bravo, abile; tuttavia, mentre nella prima frase di leggere è retto direttamente da capace (che altrimenti non avrebbe alcun senso senza la determinazione), nella seconda nel risolvere la questione non è retto direttamente da capace, che potrebbe anche stare da solo (si potrebbe infatti dire si è dimostrato capace).
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La sua osservazione è dunque corretta, ma precisando che capace regge direttamente solo la preposizione di (e letterariamente la preposizione a), mentre non ha lo stesso rapporto con la preposizione in.
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Francesco Lucioli
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Fausto Raso scrive:
[8]
16 giugno 2012 alle 21:16
[9]
L’espressione prendere una bufala in origine significava essere truffati, ingannati, in seguito, per estensione, ha acquisito il significato di cadere in errore.
[10]
Nei mercati della Roma antica si contrattava lo scambio di beni alimentari; tra questi la carne da macello piú ricercata era, assieme a quella suina, la carne di mucca.
[11]
Molto spesso, però, i mercanti davano ai clienti la carne di bufala, spacciandola per carne di mucca, ritenuta decisamente inferiore per sapore e per gusto del latte, e dunque molto più economica.
[12]
Dalle lamentele dei clienti, che si accorgevano dell’imbroglio, è nata l’espressione è una bufala.
[13]
Questo modo di dire, infatti, è ancora oggi molto adoperato, soprattutto a Roma, in riferimento a film o manifestazioni teatrali, e indica, per l’appunto, una cosa deludente e, per estensione, un 'grave errore' (andare a vedere quella manifestazione).
[14]
Luca scrive:
[15]
17 giugno 2012 alle 09:19
[16]
Ho scritto una battuta sulla mia pagina facebook a seguito di una nottata passata sui libri "Cara matematica pensavi che io mollavo ed invece resto a farti compagnia" sono stato ripreso per la costruzione è davvero così sbagliata?
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linguista scrive:
[18]
17 giugno 2012 alle 09:31
[19]
L'uso dell'indicativo al posto del congiuntivo nelle proposizioni oggettive, come nel suo esempio, è diffuso a tutti i livelli, anche in letteratura.
[20]
L'alternativa "Cara matematica pensavi che io mollassi..." è certamente più corretta e formale, ma la versione con l'indicativo è accettabile, soprattutto visti il contesto e il tono del discorso.
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Fabio Ruggiano
[22]
julia scrive:
[23]
17 giugno 2012 alle 09:56
[24]
Gentile linguista,
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Per cortesia, vorrei chiarire un dubbio:
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ho trovato su un libro didattico la seguente frase: "Andrei volentieri a casa tua, ma non posso perché ho molte cose da fare."
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Per quanto ho imparato sull'uso del condizionale ho capito che un'azione non realizzabile dovrebbe essere al condizionale composto, cioè, "sarei andata".
[28]
Vorrei una spiegazione più esauriente a proposito.
[29]
Grazie in anticipo.
[30]
Julia
[31]
linguista scrive:
[32]
17 giugno 2012 alle 11:01
[33]
Il condizionale esprime un desiderio, un'intenzione, un auspicio.
[34]
Quando è usato al passato, implica che l'azione o l'evento non si sono avverati: "sarei venuta a casa tua" implica che per qualche motivo l'azione non si è compiuta.
[35]
In una proposizione completiva, inoltre, il condizionale passato indica un'azione futura rispetto al verbo reggente, che è passato, sia che si sia compiuta: "ti avevo detto che sarei venuta (e sono effettivamente venuta)", sia che non si sia compiuta: "ti avevo detto che sarei venuta (ma non sono venuta)".
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Il condizionale presente esprime un desiderio che può ancora realizzarsi, se si verificano alcune condizioni, o vengono meno alcuni ostacoli: "verrei a casa tua se tu mi invitassi" (ancora non mi hai invitato, ma è possibile che tu lo faccia); "verrei a casa tua se non fossi così impegnata" ecc.
[37]
La frase "verrei a casa tua ma non posso", rispetto a "sarei venuta a casa tua, ma non posso", implica che il desiderio è ancora vivo, peché la sua realizzazione è percepita come ancora possibile.
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Fabio Ruggiano
[39]
John scrive:
[40]
17 giugno 2012 alle 20:17
[41]
Se non ho male interpretato le numerose risposte che ho ricevuto finora sui verbi procomplementari, nel suo studio sull’italiano medio, Sabatini ha introdotto la denominazione di ci attualizzante e Viviani quella di verbo procomplementare (come volerci).
[42]
Desidererei sapere se si tratta di due casi isolati nel panorama degli studi dedicati alla grammatica italiana, o se si tratta invece di due etichette oramai largamente accettate da altri studiosi (Serianni per esempio).
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Dato che vorrei approfondire un argomento tanto intrigante, potreste fornirmi un elenco di autori che potrei leggere?
[44]
Il prof.
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Aresti, che gentilmente mi ha più volte risposto, sostiene che verbi pronominali e verbi procomplementari non sono sinonimi.
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Questi ultimi combinano più pronomi clitici (sentirsela).
[47]
E allora, perché anche volerci è considerato un verbo procomplementare?
[48]
E ancora: verbi impersonali e verbi procomplementari sono due cose nettamente diverse.
[49]
Mi potreste spiegare perché facendo alcuni esempi?
[50]
Grazie tante.
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John
[52]
linguista scrive:
[53]
18 giugno 2012 alle 20:52
[54]
La denominazione di "verbo procomplementare", largamente accettata dagli studiosi, è stata introdotta da Tullio De Mauro.
[55]
Si può dire che i verbi procomplementari siano una particolare categoria di verbi pronominali, in cui gli elementi pronominali (uno, come in volerci, o due, come in sentirsela) hanno perduto il loro valore semantico originario, e propriamente non svolgono più la loro funzione, per l'appunto, pronominale (e quindi, in questo senso, potrebbero non essere considerati - se non formalmente - "pronominali").
[56]
In alcuni casi (è sempre d'esempio volerci), poi, hanno anche valore impersonale: quando ho detto che le due etichette fanno riferimento a cose diverse, ho inteso dire che esse non sono sovrapponibili (il che non esclude che ci siano verbi ascrivibili a entrambe le categorie).
[57]
Gli articoli che già abbiamo indicato permettono di approfondire la questione, oltre che di trovare diverse indicazioni bibliografiche utili.
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Alessandro Aresti
[59]
ANGELICA scrive:
[60]
18 giugno 2012 alle 21:01
[61]
Salve!
[62]
Sono studentessa spagnola di italiano e il mio dubbio é questo: sempre ho imparato che con i nomi di famiglia al singolare si usava il possessivo senza articolo es.
[63]
MIA MADRE tranne LA MIA MAMMA, per essere un nome alterato.
[64]
Allora, una amica mi ha detto di no, che questo non è cosí e che possiamo usare con o senza articolo al singolare.
[65]
Non so se fidarmi di lei e mi piacerebbe tanto avere un aiuto.
[66]
Grazie.
[67]
linguista scrive:
[68]
18 giugno 2012 alle 21:34
[69]
Sono possibili entrambe le soluzioni, con e senza l'articolo.
[70]
Alessandro Aresti
[71]
Fausto Raso scrive:
[72]
19 giugno 2012 alle 00:52
[73]
Il dr Aresti mi perdonerà, mi corre l’obbligo di dissentire.
[74]
Non sono assolutamente possibili le due soluzioni: con padre’, madre’, figlio’, figlia’ l’articolo si omette.
[75]
Si veda, in proposito, la sentenza’ dell’Accademia della Crusca (http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=7673&ctg_id=93).
[76]
linguista scrive:
[77]
19 giugno 2012 alle 01:34
[78]
Evidentemente ho male interpretato il "questo" anaforico del quesito, che ho "sciolto" come "mia mamma": infatti mi riferivo all'eccezione rappresentata della variante affettiva mamma (e papà).
[79]
Con padre, madre, figlio e figlia l'articolo, naturalmente, si omette.
[80]
Alessandro Aresti
[81]
Paolo scrive:
[82]
19 giugno 2012 alle 08:35
[83]
Buongiorno agli amici del linguista e buon inizio di settimana.
[84]
Vorrei chiedervi, come sempre, un parere: ci sono secondo voi casi in cui 2 sostantivi, o 2 verbi, rappresentino un concetto unico, dando quindi luogo ad un accordo al singolare?
[85]
1) Mantenere il cuore in buona salute e proteggerlo dalle malattie cardiache è la principale missione degli acidi XYZ.
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2) Mantenere il cuore in buona salute e proteggerlo dalle malattie cardiache sono la principale missione degli acidi XYZ.
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3) Cantare, ballare, e recitare è la sua grande passione
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4) Cantare, ballare, e recitare sono la sua grande passione
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5)Cantare, ballare, e recitare sono le sue grandi passioni
[90]
6) la penicilina il cortisone è una buona cura
[91]
7) la penicilina il cortisone sono una buona cura
[92]
8) La penicilina o il cortisone rappresenta una buona cura
[93]
9) La penicilina o il cortisone rappresentano una buona cura
[94]
10) Il rumore e e la confusione era davvero insopportabile
[95]
11) 10) Il rumore e e la confusione erano davvero insopportabili
[96]
Quali secondo voi sono corrette?
[97]
Grazie come sempre, saluti.
[98]
Paolo
[99]
linguista scrive:
[100]
19 giugno 2012 alle 09:02

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