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Dubbi sull’italiano? Risponde il linguista/4

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 01 agosto 2012


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17 aprile 2012 alle 12:33
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una domanda:
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nelle forme verbali composte il participio va al femminile se l'oggetto è femminile?
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mi hanno chiamata in direzione o mi hanno chiamato in direzione?
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grazie
[6]
linguista scrive:
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17 aprile 2012 alle 13:53
[8]
Quando l'oggetto è anteposto (mi, nell'esempio), si può optare senza differenze di sorta per l'una o l'altra soluzione.
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Con l'oggetto posposto ("hanno chiamato me in direzione"), è suggerita dal buon senso (linguistico), ancor prima che dalle grammatiche più attendibili, la soluzione con il participio invariato (nettamente prevalente nell'uso corrente).
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Alessandro Aresti
[11]
Marco scrive:
[12]
18 aprile 2012 alle 06:52
[13]
"Il significato figurato" può essere identificato col "significato astratto"?
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Potreste farmi qualche esempio? grazie
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linguista scrive:
[16]
18 aprile 2012 alle 11:34
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No, si tratta di concetti diversi.
[18]
Il significato di una parola può essere proprio oppure figurato: ad esempio, inviluppare ha il significato proprio di avvolgere più volte’, e quello figurato di irretire, impelagare’.
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Per la differenza fra astratto e concreto la rinvio invece al post di Fausto Raso del 28 luglio 2009 (astratto e concreto) e alla discussione che ne è seguita attraverso i quesiti degli utenti.
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Francesco Lucioli
[21]
Riccardo scrive:
[22]
18 aprile 2012 alle 11:40
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Buongiorno,
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chiederei un consiglio su dei libri da leggere per ragazzi dai 10 agli 11 anni, essendo disorientato dal numero enorme di pubblicazioni.
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Sarei tentato di suggerire ai miei figli gli stessi libri che ho letto da giovanissimo,ma,sicuramente, contesterebbero le mie scelte e allora pensavo di rivolgermi a voi.
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Vi ringrazio per la gentilissima disponibilità.
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linguista scrive:
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18 aprile 2012 alle 12:17
[29]
Devo premettere che non penso che le letture per ragazzi di ieri debbano considerarsi necessariamente superate: non so a quali libri faccia riferimento, ma credo che alcuni testi di Salgari o Verne possano continuare ad esercitare un discreto fascino anche sui giovani d’oggi; in proposito le posso consigliare le ottime edizioni illustrate della collana Gemini 2008 della Giunti junior.
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Ci sono comunque delle collane specifiche, come ad esempio quelle di Einaudi ragazzi o Il battello a vapore, che offrono prodotti di buona qualità, sia per quanto riguarda i grandi classici sia per opere narrative più recenti.
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Mi sento poi di consigliare certamente un best seller come Harry Potter, un testo che, anche qualora già letto, potrebbe essere ripreso in mano per esercitare la comprensione della lingua inglese.
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Per quanto riguarda invece la poesia, oltre ad un classico come Rodari, forse però adatto ad un pubblico più giovane, segnalerei almeno La strada delle parole di Elio Pecora.
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Francesco Lucioli
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Riccardo scrive:
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18 aprile 2012 alle 12:26
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Prof.
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Francesco Lucioli, la ringrazio davvero di cuore per i suoi suggerimenti , e mi scuso se sono andato fuori tema, chiedendo, in questo blog, informazioni personali a proposito della scelta di libri per ragazzi.
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Tanti saluti
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Sergio scrive:
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18 aprile 2012 alle 12:30
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Posso chiedervi una cortesia?
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Potreste scrivermi le varie accezioni che riporta il Gradit sull'aggettivo "minimo"?
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linguista scrive:
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18 aprile 2012 alle 12:33
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minimo /'minimo/ (mi•ni•mo) agg., s.m.
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(FO)
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1a agg. superl. di piccolo, piccolissimo, il più piccolo (abbr. min.): una differenza minima, grandezze minime; non avere la minima idea di qcs., non saperne assolutamente nulla | che è in quantità esigua, misera: una minima parte dell'eredità | che ha la minor durata: il tempo m. per compiere il percorso è di due minuti
[48]
1b agg. quasi impercettibile ai sensi, all'osservazione, all'attenzione: sobbalzare per il m. rumore, dare importanza anche ai minimi particolari | estens., che ha rilevanza insignificante, trascurabile: una questione di minima importanza
[49]
1c agg. fig., scarsissimo, privo di profondità: non tradire la minima emozione, ottenere la promozione con il m. sforzo
[50]
1d agg. che è il più basso in una scala di valori: il voto m. è 18
[51]
2 s.m. la parte, la quantità, la misura più piccola: questo era il m. che potessi fare; ci vuole un m. di buon senso | il m. della pena: la pena meno grave prevista per un determinato reato
[52]
3 s.m.
[53]
(CO) nei motori a combustione interna, il regime di giri più basso, al di sotto del quale il motore si spegne: il motore non tiene il m., regolare il m.
[54]
4 s.m.
[55]
(TS) mat. in un insieme ordinato, l'elemento che risulta inferiore o uguale a qualsiasi altro elemento appartenente a tale insieme
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5 agg.
[57]
(TS) relig. dei Minimi o delle Minime | agg., s.m. che, chi appartiene ai Minimi | s.m.pl. spec. con iniz. maiusc., ordine religioso mendicante fondato da san Francesco da Paola nel 1435
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(GRADIT s.v. minimo)
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Marco Maggiore
[60]
Marco scrive:
[61]
18 aprile 2012 alle 17:32
[62]
Siete stati gentilissimi.
[63]
Potrei avere,scusate per la richiesta, anche le accezioni dell'aggettivo "massimo",sempre del Gradit.
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(mi occorrono per una ricerca).
[65]
Grazie
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linguista scrive:
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18 aprile 2012 alle 18:07
[68]
massimo /'massimo/ (mas•si•mo) agg., s.m., avv.
[69]
(FO)
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1a agg. superl. di grande, il più grande, il più elevato (abbr. max.): la massima velocità consentita sull'autostrada, il livello m. raggiunto dall'acqua | il più esteso: la massima parte del terreno | che ha la maggior durata: la massima parte della giornata
[71]
1b agg. estens., che è al suo più alto grado di diffusione e di sviluppo: il periodo di m. splendore dell'Impero Romano | che ha rilevanza essenziale, fondamentale: un problema di massima importanza
[72]
1c agg. fig., intensissimo, vivissimo, profondissimo: le usa la massima attenzione, la massima benevolenza; il m. sforzo, la massima applicazione allo studio, il m. amore, il m. sconforto
[73]
1d agg. che è il più elevato in una scala di valori: m. vantaggio, m. utile; ottenere il voto m.
[74]
1e agg. che è il più importante, il più famoso, il più eccelso: le massime autorità
[75]
2a s.m. la quantità più grande possibile, il grado, il livello più elevato: deve scontare il m. della pena | cosa o persona ritenuta la migliore, la più piacevole o interessante: il m. a cui aspira è un buon lavoro e una vita tranquilla, una serata al casinò è il m., quel batterista di jazz è il m., è veramente simpatico, è proprio il m.!
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2b s.m.
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(TS) sport -> peso massimo
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3 avv.
[79]
(CO) spec. in annunci economici, al massimo: cercasi segretaria m. ventenne
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q.
[81]
1 (1) 2 (12)
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(GRADIT s.v. massimo)
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Francesco Bianco
[84]
Marco scrive:
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18 aprile 2012 alle 18:18
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Grazie Dott.
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Bianco, molto gentile.
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Sergio scrive:
[89]
20 aprile 2012 alle 09:09
[90]
Vi chiedo una conferma o un'opinione: può essere che il superlativo organico tipo"minimo-massimo", quando viene "interpretato"in modo figurato, si considera con valore "assoluto"? tipo: la massima benevolenza, il minimo sforzo.
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linguista scrive:
[92]
20 aprile 2012 alle 12:11
[93]
L'interpretazione dei superlativi "minimo" e "massimo" è legata al contesto frasale.
[94]
Possiamo dire che in mancanza di un insieme di riferimento (lo ha trattato con la massima benevolenza) la lettura è di tipo assoluto (lo ha trattato con grandissima benevolenza).
[95]
In ogni caso questi elementi hanno uno statuto speciale nell'ambito delle forme superlative (v. commenti del 15/09/2009 ore 14.08 e del 27/01/2012 ore 19.33).
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Elisa De Roberto
[97]
Paolo scrive:
[98]
20 aprile 2012 alle 16:22
[99]
Buonasera e buon fine settimana agli amici del linguista.
[100]
Già avevo affrontato un quesito simile con "pro" e i prefissi vari.

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