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Gli ultimi spalti contro l’esotismo

Language columnQuestioni della lingua italiana
AuthorLeo Pestelli
Date 04 dicembre 1975

È ben vero che l’esotismo toglie sempre più spazio a quel poco d’italiano che ancora ne avanza; e dicendo esotismo intendiamo quasi soltanto l’inglese o l’angloamericano, davanti al quale lo stesso francese, antico fascinatore di nostra lingua, fratellevolmente impallidisce (non più «wagon restaurant», ma ormai dining car).

Vedete in che lagrimevoli condizioni ci troviamo avvinghiati (swing stress jeans), punzecchiati (zip slip vip), flagellati (boss staff flash), saturati e sommersiNel solo mondo dello spettacolo: special revival recital serial show replay happening hit parade e chi più ne ha più ne metta; in libreria, reprints e remainders; fin nella vecchia questura, identikit.

A Firenze (!) abbiamo trascritto quest’insegna di bottega: «Leather goods origina handbags Gioves - Umbrellas», senza il menomo cenno di degnazione bilingue; e nel vecchio reame delle Due Sicilie, i sorrentini che abbisognano di fazzoletti da naso, sanno dove dirigersi: Handkerchiefs sta scritto senza più: no comment! Per la strada beach e camping si sprecano; e ogni giorno è un altro giro di vite residence holding freezer copywriter vocalist che fa ricadere fra i trivialismi provinciali i vecchi babysitter e teenager; mentre il vecchio Lustrino di stazione si trova sbattuto sul muso l’automatic shoes polisher.

Con quale tono sedato, radioso e vorremmo dire puristico, il presentatore della tv ci parla ormai dei «big della canzone» (l’arsi della locuzione cade su big)! Per modo che ci rimane quasi altro che le particelle: A Di Per Con; un po’ meno Su (up) e Giù (down).

Eppure! Sol che volessimo dare ogni tanto una crollatina al nostro vecchio scheletro sintattico, e imitare il Magalotti che pure franceseggiando a tutto il potere si fece posto fra i grandi della nostra letteratura, potremmo, così facendo, riconoscerci fra noi, «inter paucos», ancora italiani. Quando dicessimo: «dall’hobby del bowling in fuori, non ne ha altri», oppure (e il lettore scuserà la giuccheria testuale): «quanti parties della jet-society avventano, che poi riescono cheap e out»; nel primo caso con la così detta locuzione prepostera (dain fuori); nel secondo con la separazione del soggetto dal pronome relativo (quantiche poi), ch’è uno dei più gloriosi partiti della nostra sintassi latineggiante, con questi soli costrutti ci faremo sentire, non pure italiani, ma classicamente italiani.

Amici cari che giustamente vi sdegnate della nuova barbarie, lasciamo il lessico al suo destino (che è quello dei moscerini che turbinano e poi dileguano) e fortifichiamoci sempre di più in sintassi, la vera provincia del nostro essere linguistico. E per aguzzare l’appetito a ciò, e rimettere ai loro luoghi incidentali okay pop corner spray scooter e altrettali molestie, rimandiamo alla non facile questione della scelta dell’ausiliare coi verbi che reggono l’infinito, quali sono per eccellenza Volere Dovere Potere, detti dai grammatici, per ciò che reggono, verbi servili o famulatori.

La regola e ch’essi verbi benché di lor natura appartengano alla categoria degli intransitivi indicanti un’azione fatta dal soggetto, e pertanto, quando non reggono alcun infinito, si costruiscono con Avere, allora che sono in funzione servile prendono Avere ed Essere secondo che richiede l’infinito da loro dipendente. La differenza si coglie bene in una sola linea dei «Promessi Sposi»; «Non ha mai voluto mangiare, non è mai voluto mangiare, non è mai voluto uscire». E il Boccaccio: «io sarei potuta morire onesta»: sarei, perché Morire esige Essere.

Ha codesta regola saporite eccezioni e uno squisitissimo corollario. Talvolta l’infinito conserva la forma attiva prendendo però significato passivo, e allora la forma passiva è trasportata su questi verbi che lo reggono, i quali per conseguenza si costruiscono con Essere. Insomma invece del cascante «l’abbracciò strettamente mai poté essere levata dal suo collo», ordinare alla certaldese: « mai dal suo collo fu potuta levare».

Leo Pestelli


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