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La (parola) reginetta dell’anno. Quale sarà?

Language columnIl linguista
AuthorMassimo Arcangeli
Date 29 ottobre 2009

Il nostro servizio di risposta in tempo reale ai dubbi e ai quesiti sull’italiano posti dagli utenti è rivolto a chiunque sia interessato alle varie vicende della nostra bella lingua, alle sue regole e ai suoi diversi usi, ai suoi futuri sviluppi, alla sua storia recente o remota.

Altri post affiancheranno quelli già pubblicati, e toccheranno le questioni grammaticali più gettonate o meritevoli di essere approfondite. Lanciamo intanto una nuova iniziativa. A dicembre si tornerà a votare la parola dell’anno. Segnalateci le parole che, per i più vari motivi, hanno già attirato la vostra attenzione nell’anno in corso, o vi sono sembrate particolarmente importanti, e spiegatene le ragioni; la redazione selezionerà le dodici candidate a reginetta del 2009 simbolicamente, una per ogni mese tenendo conto anche delle vostre indicazioni. Nel 2008 avete votato in tantissimi. Alla fine a imporsi è stata onda (22%), seguita da fannullone (19%) e abbronzato (17%). Quest’anno la gara appare più incerta. Chi salirà sul gradino più alto del podio? Forse una parola già vista e sentita numerosissime volte; questi ultimi due mesi potrebbero però riservarci qualche sorpresa.

Massimo Arcangeli

Scritto giovedì, 29 ottobre 2009 alle 10:24 nella categoria Senza categoria. Puoi seguire i commenti a questo post attraverso il feed RSS 2.0. I commenti e i pings sono disabilitati.

Valentina scrive:

27 ottobre 2009 alle 21:53

Come parola dell’anno suggerisco omofobia.

Jan scrive:

27 ottobre 2009 alle 22:00

Io propongo come parola dell’anno escort

valentina scrive:

28 ottobre 2009 alle 21:48

la parola dell’anno è senza dubbio crisi chi di noi non l’ha pronunicata almeno una volta al giorno????

Beatrice scrive:

29 ottobre 2009 alle 12:00

La parola è "comunista". Urge una lezione esaustiva al popolo italiano sul significato che la parola ha assunto da quando è comparsa fino ai giorni nostri.

Marco scrive:

29 ottobre 2009 alle 13:39

indubbiamente la parola dell'anno è "ESCORT"... quante volte l'abbiamo sentita dire quest'anno?

sempre sullo stesso filone mi piacerebbe menzionare "COMUNISTA" (usata impropriamente dai nostri politici) e "SCARLATTINA"... la parola del momento!!!

Aretha scrive:

29 ottobre 2009 alle 15:52

Sono d'accordissimo con Marco per la parola "Escort": fino a quest'anno la professione era chiamata in modi meno carini.

Nello stesso ambito trovo eccezionale anche "utilizzatore"!!

gianni biasini gadaleto scrive:

30 ottobre 2009 alle 21:43

Farabutto: è la parola che più di ogni altra rappresenta, per me, questo 2009.

Danilo scrive:

30 ottobre 2009 alle 22:25

Io proporrei "taggare", ma anche "comunista" avrebbe bisogno di una "ridefinizione".

Lucia scrive:

1 novembre 2009 alle 08:52

Io proporrei sia la parola "lodo" ,che ormai anche i ragazzini di media utilizzano con una certa padronanza, ma anche l'aggettivo " precario" ha avuto (purtroppo)un certo peso...

Luca P scrive:

1 novembre 2009 alle 12:39

Mi trovo d'accordo con Valentina per "crisi", usata, abusata, sfruttata di volta in volta per fini diversi con il risultato di una produzione di occorrenze sterminata. Allo stesso tempo la provocazione di Beatrice avanza una parola che, tristemente, non solo da quest'anno potrebbe ambire al titolo di parola dell'anno. Inoltre, seppure un po' fuori tema rispetto alla rubrica, la "ridefinizione" della parola "comunista" è un qualcosa che vedo come necessario ed inevitabile all'interno del sistema della comunicazione in Italia. "Crisi" e "comunista" sono le mie due proposte.

rosy scrive:

2 novembre 2009 alle 07:16

io voto una delle parole più dense di significato che la storia ci ha fatto arrivare attreverso i secoli. durante il corso degli anni ne hanno abusato, l'hanno infangata, onorata, rispettata, maltrattata, annullata. oggi più che mai verte in condizioni tragiche, malgrado si dica che si lavori per Lei: la Democrazia

Angela scrive:

7 novembre 2009 alle 19:13

Direi "lodo".

Anche se, di preciso, non so che significhi.

Ciao e complimenti per la bella iniziativa.

Angela

Chiara scrive:

10 novembre 2009 alle 17:22

'Facebook'. Credo sia stata la parola che ho sentito di più quest'anno. Ma anche 'crisi' e 'pandemia' non scherzano.

Federico scrive:

11 novembre 2009 alle 20:12

La parola dell'anno è Costituzione. E lo sarà anche per l'anno prossimo: la riforma costituzionale, se passerà, sarà approvata solo mediante un referendum costituzionale.

Federico scrive:

13 novembre 2009 alle 11:39

Proporrei la parola "giustizia". Si tratta a mio parere di un termine che nel corso degli ultimi anni, a causa delle violenze subite, è andato assumendo un'accezione negativa; dovremmo sforzarci di riscoprire il significato genuino di quella che dovrebbe essere una virtù da ammirare e perseguire.

elisa scrive:

16 novembre 2009 alle 14:30

Mi sembra che la parola-verbo "scudare" stia diventando un vero tormentone dopo l'orribile sindacalese "spalmare": saremo condannati ad usarlo oltre ogni limite consentito dalla nostra sopportazione?

linguista scrive:

16 novembre 2009 alle 14:32

Mi auguro di no. Potrebbe trattarsi di un occasionalismo destinato a scomparire con lo scemare delle polemiche riguardanti, appunto, lo «scudo fiscale». Se così non fosse, sarebbe una parola nuova che si candida a entrare nel patrimonio dell’italiano. Si vedrà.

Marcello Ravesi

Nicoletta scrive:

17 novembre 2009 alle 16:24

Sono pienamente d'accordo con chi propone la parola crisi e a questo proposito ho un'altra parola da proporre: "stipendio"

Parlo degli stipendi di chi sta al governo ma anche e soprattutto dei più umili operai.

katarina scrive:

21 novembre 2009 alle 10:27

Propongo senz'altro "crisi"

francesca scrive:

24 novembre 2009 alle 05:02

Lodo....chi non ne ha sognato uno tutto per se?!!!

daniela scrive:

26 novembre 2009 alle 22:59

Purtroppo la parola dell'anno è "escort". Una parola che descrive una mentalità diffusa, direi una metafora della vita di tanti/e e del loro mondo. Mi piacerebbe che la parola dell'anno fosse un'altra, magari una parola che viene dall'altro pezzo di Italia, ma le parole di quel pezzo di Italia non interessano a nessuno.

Michela scrive:

1 dicembre 2009 alle 10:39

Propongo la parola 'precarietà'.

Daniela scrive:

2 dicembre 2009 alle 16:53

"utilizzatore finale" e "crisi"

sprecace' scrive:

2 dicembre 2009 alle 17:57

Utilizzatore finale ???????????????

GIORGIO scrive:

15 dicembre 2009 alle 21:33

Crisi e Pandemia (anche se sopravvalutata!).

C'è grossa CRISI!

Valentia scrive:

15 dicembre 2009 alle 21:34

Trans, Crisi

salvoderoma scrive:

15 dicembre 2009 alle 23:16

IMPUNITA'

MAX scrive:

16 dicembre 2009 alle 09:39

"toghe rosse" le parole più sentite nei media, anche perchè con un unica guida vanno tutti in un unica direzione...

zeroby_ scrive:

16 dicembre 2009 alle 10:45

ce ne sono tante ma credo che la parola dell'anno non può che essere ESCORT

dalla d'addario in poi :)

Angela scrive:

16 dicembre 2009 alle 11:11

Purtroppo secondo me la parola dell'anno è TERREMOTO

Fabrizio scrive:

16 dicembre 2009 alle 12:17

La parola dell'anno è TERREMOTO.

Pietro scrive:

16 dicembre 2009 alle 12:44

Secondo me la parola dell'anno è "pandemia" anche a causa del doppio significato determinato da un semplice cambio d'accento: "pandemìa" e "pandèmia".

linguista scrive:

16 dicembre 2009 alle 12:50

Credo che vada ricordato, più che il significato comune del sostantivo "pandemìa", quello più raro e letterario dell'aggetivo "pandèmia" (= che appartiene a tutti, es: "Venere pandèmia" = meretrice).

Francesco Lucioli

franco scrive:

16 dicembre 2009 alle 18:03

Propongo due parole:

A livello nazionale "escort"che ha elevato socialmente la professione più vecchia del mondo.

A livello internazinale "pandemia"che ha sollevato fortunatamente un allarme esagerato (almeno per ora).

Antonella scrive:

17 dicembre 2009 alle 08:50

Che ne dite di COSTITUZIONE ?

Cristina scrive:

17 dicembre 2009 alle 08:55

Propongo "no B-day" oppure "libertà" visto che è stata messa ed è tuttora messa in discussione.

nicolas scrive:

17 dicembre 2009 alle 10:52

Io propongo magistrato. In quest'ultimo periodo ormai è una parola tanto odiata dai cari amici politici, e tanto amata da noi poveri mortali che ancora crediamo nella giustizia italiana.

marcella scrive:

17 dicembre 2009 alle 12:15

io suggerirei...DIMISSIONI...chi vuol intendere intenda!

Alberto scrive:

17 dicembre 2009 alle 19:08

Io propongo "solidarietà". La nostra società è sempre più invasa da ideali di egoismo ed individualità. Al contrario la solidarietà, la quale ha legato nei secoli gli esseri umani, viene meno. Dovremmo essere più attenti alle persone e alla realtà che ci circonda.

Sofia scrive:

17 dicembre 2009 alle 19:18

La mia parola dell'anno è "paura". Paura di ciò che accade intorno a noi, paura del domani, paura di andare a lavorare e non avere la certezza di tornare a casa, paura delle conseguenze dell'inquinamento, paura di non essere felici.

Giulia scrive:

18 dicembre 2009 alle 12:35

io voto assolutamente no b day!!!!!!!!!!! comprende i termini papi escort crisi lodo... e moooolti altri!

flavia scrive:

18 dicembre 2009 alle 18:15

...direi DISOCCUPAZIONE.

Stefania scrive:

18 dicembre 2009 alle 22:01

La parola dell'anno è no-B-day, sperando che l'anno prossimo non abbiamo più bisogno di nominarla.

Barbara scrive:

19 dicembre 2009 alle 00:01

Papi, trans e pandemia. Almeno come "parole nuove" che abbiamo usato fino alla nausea!

Odda scrive:

19 dicembre 2009 alle 12:39

Voto "escort" ---- fino all'anno scorso credevo fosse solo il nome di una macchina...!

paola scrive:

19 dicembre 2009 alle 15:08

ESCORT, come dice Daniela: "una parola che descrive una mentalità diffusa"...purtroppo!

Claudia scrive:

19 dicembre 2009 alle 15:26

miniatura del duomo.

luciana scrive:

19 dicembre 2009 alle 15:37

La parola dell'anno per me è "giustizia".

Sara scrive:

19 dicembre 2009 alle 16:53

Io voto pandemia come parola globale, ma escort come (ahimè) parola del 2009 italiano...

Giovanni scrive:

20 dicembre 2009 alle 23:55

Voto per "populismo"... il veleno che sta uccidendo la democrazia.

mauro bianchi scrive:

21 dicembre 2009 alle 11:38

la parola dell'anno??? ma "crisi"! è stata pronunciata (e abusata) da tutti in qualunque senso e dirtezione. non passa giorno che si pronuncia questo vocabolo, quasi ad esorcizzare

l'altro vocabolo ben più allarmante, che suona sinistro e scomodo per i sadicenti sapienti del momento, "decadenza". Sic!

letizia scrive:

22 dicembre 2009 alle 14:58

per me la parola dell'anno è

Funk

come la musica che sta montando e cambia le coscienze

Carlo scrive:

22 dicembre 2009 alle 17:05

Non c'è dubbio...

la parola dell'anno è:

Aaaaalllll-in !!

Saknussen scrive:

23 dicembre 2009 alle 09:22

Non una parola ma un'espressione.

Non dell'anno ma del mese di dicembre.

L'espressione è:

"Senza ma e senza se".

Antonino scrive:

11 gennaio 2010 alle 17:48

Crisi, senza dubbio il termine più utilizzato, spesso usato a sproposito.

Se volessimo parlare di semantica allora sceglierei indubbiamente il vocabolo "antropocentrico". L'egoismo umano oggi ha ormai raggiunto livelli esorbitanti.L'importanza che l'uomo oggi a se stesso è presuntuosa e pericolososa e sta finendo per distruggere l'importanza di vecchi valori che andrebbero rimodernati a favore di un loro più facile ritrovamento da parte di giovani e non.

Riammodernando i valori il termine che in definitiva sceglierei sarebbe indubbiamente "Valore in 3d"

gae scrive:

18 gennaio 2010 alle 19:02

La parola che più mi ha colpito in quest'inizio del 2010 è " bamboccione",utilizzata più volte dal ministro Brunetta e poi divulgata con assoluta nonchalance.E' un neologismo spregiativo,derivato da bamboccio ,per dire inesperto,pigro,nullafacente. E a dire che la questione a cui si riferisce non è nuova,ma risale a molto tempo prima.E' una forma di costume ora riscoperta dalla crisi economica.

antonio scrive:

4 febbraio 2010 alle 13:51

Sono d'accordo con, non solo come parola, ma anche come vocabolo: aibofobia; paura dei palindromi

P.S.: pare che l'autore di questa parola sia batterzaghi

linguista scrive:

4 febbraio 2010 alle 15:13

Il termine, coniato effettivamente da Bartezzaghi e composto dal prefisso "aibo" - che non ha nessun significato - e "fobia" -, che invece significa "paura" -, si può naturalmente leggere anche al contrario.

Simonetta Losi

antonio scrive:

4 febbraio 2010 alle 20:03

Sapevo che '' aibofobia'' si leggesse pure al contrario, ed è per questo che si può considerare un palindromo.Tuttavia, sapendo che non aveva nessun significato aveva nella sua espressione un riferimento al suo contenuto indi per cui, la genialità di Batterzaghi pere che non sia del tutto evanescente se si potesse aggiungere come nuovo vocabolo, perchè, veda, e mi creda, che alcune persone, diciamo utenti, a legger una frase palindroma a volte si abbandonano ad incandescenze perchè per loro pur non conoscendo il significato del palindromo pare a loro una offesa...

P.S: Scusi l'oltraggio alla grammatica

Riccardo scrive:

8 ottobre 2010 alle 15:26

Ho sentito alla radio la seguente frase: "Il tetto è ceduto per il peso della neve". Subito mi è suonata strana, poi, verificando sul dizionario Devoto Oli, ho letto che il verbo cedere può essere transitivo e intransitivo.Nell'uso intransitivo il dizionario suggerisce l'ausiliare avere. Mi spiegherebbe meglio, se ovviamente avessi ragione, il perchè dell'ausialiare avere, come credo. Grazie.

linguista scrive:

8 ottobre 2010 alle 16:36

Premettendo che la sua impressione (come già confermatole dal dizionario) è giusta, va detto che mentre per i verbi transitivi l’uso del verbo avere come ausiliare dei tempi composti è esclusivo e regolare (ho mangiato una mela, hanno costruito una casa, ecc.), al contrario non esiste una regola precisa per determinare a priori il giusto ausiliare da impiegare con un verbo intransitivo, per quanto essere venga usato nella maggioranza dei casi.

In generale, possiamo osservare una certa tendenza all’impiego di avere in quei verbi intransitivi che esprimono un’azione effettivamente compiuta dal soggetto, con la generale eccezione dei verbi di movimento (ho dormito, ho gridato, ho sperato, ma sono andato, sono partito; non dimentichiamo però i casi di verbi come camminare o viaggiare, che pur esprimendo movimento impiegano avere come ausiliare), mentre privilegiano essere gli intransitivi che, pur non essendo riflessivi, dirigono, per così dire, l’azione sul soggetto stesso, esprimendo una sua condizione, uno stato, piuttosto che un atteggiamento attivo (sono nato, sono cresciuto, ecc. ).

Alla luce di questo, l’impiego di avere negli usi intransitivi del verbo cedere è pienamente legittimato, ma allo stesso tempo, probabilmente, le stesse ragioni spiegano almeno in parte l’occasionale realizzazione con essere da lei registrata: in fondo, nella frase il tetto è ceduto, chi parla potrebbe essere portato istintivamente a considerare l’azione del cedimento come subita piuttosto che compiuta dal soggetto sostituendo essere ad avere come ausiliare del tempo composto. Senza contare che è stato osservato che molti intransitivi usano l’ausiliare essere quando è possibile impiegare autonomamente il rispettivo participio passato come attributo (accaduto, caduto, arrivato) e il nostro cedere, a ben vedere, rientrerebbe in questa casistica (il terreno ceduto a titolo di indennizzo...).

Come vede la questione non è di semplice soluzione e il ricorso ai repertori verbali e ai

dizionari resta lo strumento più efficace per non incappare in errori.

Marco Paciucci

Riccardo scrive:

11 ottobre 2010 alle 09:14

Ringrazio con affetto il dottor Paciucci per la chiara ed esaustiva spiegazione fornitami.

Ringrazio il vostro blog per l'impagabile sostegno al diffondersi della cultura linguistica.

Riccardo scrive:

19 ottobre 2010 alle 12:00

Potreste gentilmente fugare un dubbio che mi è venuto parlando in una riunione di lavoro in cui dicevo:"Si sono incontrati e si sono stretto la mano". Alcuni anni fa, avevo letto in una grammatica di cui non ricordo l'autore, forse, Giulio Lepschy, che spiegava a riguardo il meccanismo che regola l'accordo nel caso dei riflessivi apparenti, nelle azioni reciproche. Non ricordo più la spiegazione e soprattutto se è corretto quanto da me proferito nella riunione.

Grazie come sempre.

linguista scrive:

19 ottobre 2010 alle 12:59

La questione riguarda l'accordo del participio passato di un verbo riflessivo reciproco con il soggetto ("si sono stretti la mano") o con il complemento oggetto ("si sono stretta la mano"). A proposito, le grammatiche normative contemplano un'oscillazione fra le due soluzioni che però, nella realtà linguistica attuale, pende quasi completamente a favore dell'accordo con il soggetto (provi a digitare su Google le due diverse opzioni per avere un riscontro eloquente).

Alessandro Aresti

Alessia scrive:

12 dicembre 2010 alle 15:39

io credo palindromi!!!!!!!!!!!


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