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Il vocabolario, libro per poeti

Language columnLezioni di italiano
AuthorGiorgio De Rienzo
Date 10 ottobre 2003
NewspaperCorriere della Sera
Publication placeMilano
Publication countryItalia
Page6?
Column-

Théophile Gautier, l' autore del capolavoro «Capitan Fracassa», diceva che «il poeta dovrebbe leggersi solo un vocabolario», perché «è l' unico libro degno di essere letto da un poeta». Si crede, in genere, che per un artista valga solo l' ispirazione. Invece non è quasi mai così. Una dimostrazione dell' accanito lavoro fatto sul dizionario lo Giacomo Leopardi, la cui pazienza nella ricerca della parola che sappia evocare un' immagine è data dalle tante varianti prima di arrivare alla forma conclusiva. Un solo esempio. Ricordate gli «occhi ridenti e fuggitivi» di Silvia che «lieta e pensosa» passa «il limitare di gioventù»? A questo miracolo espressivo il poeta Leopardi non giunge subito, ma con un grande lavoro fatto sul vocabolario. Prima aveva puntato su un' immagine corporea («Ne la fronte e nel sen tuo verginale»), poi su una figura solo spirito, che proponeva «sguardi incerti» invece di «occhi ridenti» e «pudica» al posto di «pensosa». Gli «occhi» più degli «sguardi» portano in primo piano il corpo di Silvia: e quando diventano «ridenti e fuggitivi» danno a lei «lieta e pensosa» anche l' incertezza e il pudore. In questa immagine sintetica, insieme eloquente e allusiva, di una giovinezza spezzata c' è tutta la pazienza e la grandezza di Leopardi.

De Rienzo Giorgio


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