Text view

La memoria dei nomi

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 10 febbraio 2015
NewspaperInternazionale
Publication placeRoma
Publication countryItalia
Page-
Column-

Questa foto pubblicata a pagina 6 dello scorso numero è stata scattata a Oświęcim, in Polonia.

Il nome di questa cittadina industriale a una trentina di chilometri da Cracovia non è molto noto, ma è qui che il regime nazista fondò il suo più grande e famoso campo di sterminio. Il polacco Oświęcim in tedesco diventa Auschwitz, e la pronuncia dei due nomi nelle rispettive lingue è molto simile.

Il 26 gennaio, alla vigilia dell’anniversario della liberazione del campo nazista, l’ambasciata polacca in Italia ha lanciato un appello alle agenzie di stampa e ai mezzi d’informazione italiani invitandoli a usare la denominazione corretta del campo, basata sulla formula ufficiale approvata nel 2007 dall’Unesco: Auschwitz Birkenau. Campo nazista tedesco di concentramento e sterminio.

Nell’appello si raccomanda di non usare espressioni come lager polacco o campo polacco. Lo stato polacco non esisteva negli anni del funzionamento dei campi di sterminio, che si trovavano su territori occupati dai nazisti tedeschi. E queste espressioni sono un grave e pericoloso errore che deforma la verità storica e insinua il dubbio sulle responsabilità dello sterminio, offendendo la memoria dei milioni di cittadini polacchi, ebrei e non, vittime del nazismo.


Download XMLDownload textParagraph viewSentence view