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Lo stato che non c’è

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 07 ottobre 2014

Come bisogna chiamare il gruppo estremista islamico che negli ultimi mesi ha occupato città e regioni in Iraq e in Siria? Fino alia fine di giugno si chiamava Stato islamico dell’Iraq e del Levante. Poi il suo capo, Abu Bakr al Baghdadi, ha dichiarato che il territorio sotto il suo controllo era un califfato e gli ha dato un nuovo nome: Stato islamico.

È evidente che chiamarlo così serve a fare propaganda. La parola stato infatti fa pensare a un territorio dotato di un’amministrazione e di un governo - il califfato evocato da Al Baghdadi, appunto - non a un gruppo terroristico o a una milizia che sta cercando di conquistare dei territori. Così, parlando di Stato islamico anche i giornali rischiano di confondere i lettori. Inoltre l’aggettivo islamico associato a un’organizzazione che incita all’odio e alla violenza è offensivo per molti musulmani.

Per questi motivi l’agenzia di stampa France-Presse ha deciso di non usare più il nome Stato islamico e di sostituirlo con espressioni come gruppo Stato islamico, organizzazione Stato islamico o jihadisti dello Stato islamico. È una scelta coraggiosa, perché queste perifrasi spesso occupano troppo spazio (pensate ai titoli) o appesantiscono il discorso. Ma quando si può, vale la pena di fare lo sforzo.


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