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Hemingway non basta

Language columnOpinioni
AuthorGiulia Zoli
Date 06 maggio 2014

Volete scrivere come Ernest Hemingway? C’è un sito per farlo. Si chiama Hemingwayapp.com ed è stato lanciato un paio di mesi fa da due ragazzi americani, i fratelli Adam e Ben Long.

Usa una formula per valutare la complessità di un testo e la sua leggibilità. Ed evidenzia quello che non va: in giallo le frasi troppo lunghe, in rosso quelle troppo complicate, in blu gli avverbi (quasi sempre superflui), in viola le parole che si possono sostituire con altre più corte, in verde i verbi nella forma passiva. L’obiettivo è ottenere un testo in inglese vivido e chiaro come quelli dello scrittore americano.

Hemingwayapp sembrava lo strumento giusto per risolvere tutti i problemi dei giornalisti verbosi, dei copy editor incerti e degli aspiranti scrittori. Finché qualcuno non ha provato a fargli analizzare un brano dello stesso Hemingway, e il programma gli ha assegnato un voto bassissimo. Segno che anche gli avverbi, le forme passive e le frasi difficili possono essere strumenti preziosi se usati nel modo giusto. I fratelli Long stanno studiando la possibilità di commercializzare il programma.


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