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“Per la regìa di…„

Language columnCome stiamo a lingua
AuthorLeo Pestelli
Date 12 febbraio 1955
NewspaperLa Nuova Stampa
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page3
Column2-4

Terminologia del cinema - Gran scialo di neologismi - Da dialogo «dialoghista», da rumori «rumorista», ma da trovata non è ancor fatto «trovatolo» - La voce più fantastica: «visionare»

La questione proposta dal lettore M.P., di Bussoleno, se il modo: «Per la regìa di», che ricorre spesso nei cartelloni, sia di buona lingua, richiama quell´altra, più generale, dell´uso del Per in luogo di Da e Di. Contro il Fanfani, che mirando specialmente ai frontespizi dei libri («Spigolatura poetica per Oreste Giuggiola»), giudicava tale scambio «una sdolcinatura bella e buona», dove quel Per pare che dica Ad uso di («e guarda che taluni libri non sono fatti appunto che per uso e consumo dell´autore, perchè non è un cane al mondo che li compri»), si levò il Rigutini a ricordare che il Per in luogo di Da si trova fin da antico e ha corrispondenza in uno degli usi del latino per.

Così, «Per la regìa di», si può anch´esso difendere come un´eleganza; se poi non fosse vero che certe eleganze, allorchè cadono in un linguaggio che per irrecusabile copia di barbarismi e neologismi tiene piuttosto del gergo, sogliono prendere il contrario aspetto delle goffaggine. Il cinematografo, che come cosa nuova parla quasi tutto per parole nuove, è appunto nel caso di doversi astenere da cotali modi peregrini che vi possono far macchia.

Diamo una scorsa dentro a questo gran reame dei neologismi (da cui nessun vecchio purista sarebbe mai tornato vivo), dietro le piante dei signori R. Jeanne e Ch. Ford, che nel periodico francese: Vie et langage hanno preso a trattare del vocabolario del cinema.

Cinematografo Cinema Cine Il lungo verme ha perso i pezzi per la strada, e nell´uso del popolo è rimasto con la testa sola. Ma sulla spoglia radice Cine, quanti innesti in pochi anni! Cineclub, Cineteca, Cineromanzo, Cinelandia, Cinerama, Cinemascope, e per significare Amanti del cinema (che i Francesi dicono Cinéphiles). Cinemanti (giacchè Cinefili avrebbe potuto bisticciare con Cinofili, amici dei cani).

Cinematografare, Cinematografista, Cinematografaro (quest´ultimo un po´ sprezzante), sono accettati; ma molto usati, non diremmo. Più fortuna ha Cineasta, che secondo i nostri Autori fu coniato da Louis Delluc, nel 1922, inter pocula, per ravvolgere in una parola sola quanti hanno fatto e fanno qualcosa per industria artistica del cinema.

Girare, anche nel cinelinguaggio, può essere e transitivo (Girare una scena) e neutro (Il registra gira; Si gira!). In origine designava la serie degli atti compiuti dall´operatore che eseguiva le riprese; poi si è esteso al regista, al produttore, agli interpreti e alla casa industriale. Da notare che non si è mai applicato all´operatore della cabina di proiezione, colui che i Francesi, più bravi di noi che ancora non gli abbiamo trovato la parola, dicono Projectionniste. Hanno anche i nostri vicini, da Tourner, derivato Tournage, dove noialtri, per non equivocare con troppi altri giramenti del nostro eccitato ambiente cinematografico, scantoniamo nel sostantivo Lavorazione.

Film è italianamente Pellicola; ma mentre la voce straniera ha figliato molti termini: Filmologia Filmico («lo specifico filmico») Filmografia Filmografico e, più spontaneo di tutti, Filmare; la Pellicola non ha pellicolato niente.

Soggetto Copione Sceneggiatura (della quale si dice che tende a Visualizzare il film) sono anch´esse tra le moltissime parole che il cinema ha inventato o coartato ai suoi bisogni. Dialogo ha fatto Dialoghista; Rumori, Rumorista; Titolo, Titolista, americano Gag (in francese Effet) è la nostra Trovata; ma nessuno ha ancora tradotto Gagman (Fornitore di gags) in Trivataio. Documentario, da aggettivo divenuto sostantivo, ha prodotto Documentarista; e forse la pizza napoletana ha suggerito per analogia di chiamare Pizza e la scatola che contiene la pellicola e, metonimicamente, la pellicola stessa.

Ma non solo «la gente del cinema», come epicamente si dice, parla una sua propria lingua nella lingua degli altri; ma ogni famiglia di quella gente ha poi un linguaggio soltanto suo, vieppiù remoto da quello che fu un giorno per tutti il patrio sermone. Così il complesso delle repliche un film sullo stesso schermo, è detto dagli «esercenti» Tenitura, e quel vedere ch´essi fanno il film, soli o in ristrettissimo crocchio innanzi di appiopparlo al pubblico, con più fantastica voce. Visionare.

Leo Pestelli


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