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Dal tuono alla zanzara

Language columnCome stiamo a lingua
AuthorLeo Pestelli
Date 5 settembre 1953

Lo scrivere avventato e le colpe della scienza - Perle: ribadire una corrente, ondata innocentista - odorino di stufato depone a favore del cuoco - Quando si dice una cosa per un´altra

«Troppo le scienze della materia oggidì infondono nel linguaggio comune le loro prosaiche metaforacce». Se così il Tommaseo, al tempo suo, che diremo noi al nostro? La lingua scienziata, indebitamente usata fuori dei suoi termini, intruglia ogni giorno più la nostra favella; talchè difficilmente un antico raccapezzerebbe un senso dalla conversazione anche dei più umili di noi.

Ma non solo con le continue infiltrazioni di parole, anche col somministrarci mezzi di scrittura sempre più facili, la scienza nuoce alla lingua. Quando si scriveva su materia preziosa (papiri, pergamene, tavolette cerate) e con arnesi indocili (stili e penne oca), lo scrittore, forzatamente parco e tardo, pesava bene le parole prima di rischiarle. Oggi la carta, diventata il quinto elemento, la penna stilografica che dispensa dall´intingere e quella «a sfera» che non lascia mai in secco, la macchina per scrivere, la stenografia e il dittafono, sono tanti stimoli allo scrivere avventato. nata, per così dire, una «terza» lingua, forse non tanto andante quando la parlata, certo non così prudente come vorrebbe essere la scritta; la lingua che impavidamente dice (ma gli esempi sono infiniti): scoppiare un attrito; abbracciare una carriera; ribadire una corrente; crearsi una posizione; e che in quest´ultima stagione balneare ha licenziato, a proposito un delitto, ondata innocentista

Ma per tornare alla lingua scienziata, si veda la fortuna della parola reazione che ha giubilato quelle di opposizione, resistenza, contraccolpo e simili; appena superata da quella di base, così entrata in gastronomia (un piatto a base di cipolle) come palleggiata in politica (gettare le basi di un accordo). E non dice la nostra essere età del dinamismo: non regala aggettivo derivato (dinamico) indifferentemente a Michelangelo e alla pulce? Muovere, agitare, dar vita, le paiono fiacchi rimpetto a movimentare; e disegna quella situazione di commedia; che soltanto mossa o vivace, non sia anche movimentata. (Per la stessa tarantola verbale, non si contenta degli opposti: immobilità, quiete, ristagno, inerzia e simili; ma immaginando averci colto chi sa che nuance in più, ha recentemente inventato immobilismo, seppellendoci sotto niente meno che un ministero). Dai chimici e dai fornaciai, refrattario è spropositamene passato a significare anche chi volontariamente resiste, non si sottopone alle leggi, e persino il disertore e il renitente alla leva; le belle donne oggi non attirano gli sguardi, li polarizzano; e un´effervescenza medesima tocca così alle acque da tavola come alle moltitudini allo stadio o in piazza.

Di fenomeno (per Caso, e peggio per fatto o persona straordinaria) e di fenomenale per straordinario, meraviglioso e sim. (da che non soltanto ingegni, ma fianchi e gambe fenomenali); di obbiettivo per scopo, di soluzione di continuità per lacuna, e dei matematici coefficiente, esponente ed ennesimo, non diremo niente perchè sono nell´orecchio, e purtroppo sulla lingua di tutti.

Ma quante altre goffaggini ci sono entrate in casa al seguito dei medici e degli avvocati Non sono più parolone, ma corrono come «pane» e «acqua», idiosincrasia per repugnanza e incompatibilità, e superfetazione per pleonasmo e cosa inutile; stasi per arresto (una stasi negli affari) e il francese sondare, che quando non è il marinaresco scandagliare, vuol esser detto siringare o specillare, e lasciato ai chirurghi. Ma delle voci della medicina, la più abusata dopo arteric (per strade principali) è crisi, che dal suo significato di cambiamento notevole e subitaneo che avviene nella malattia e decide del suo esito, è oggi stiracchiata a cose morali, politiche, finanziarie: è in crisi un marito, un Gabinetto, una moneta; sono critiche le svolte della strada, certi giorni e anni della donna, e tante altre cose semplicemente difficili, pericolose, gravi.

Ma non meno del medico parla, nell´italiano moderno, il curiale, allora che tira nel linguaggio comune le attenuanti, il movente (per causa, ragione, motivo una cosa) e la vezzosa formula: deporre a favore o a sfavore, applicata a una personificata circostanza giurante sul Vangelo di dire la verità. (Un odorino di stufato che depone a favore del cuoco). E qualcosa dice anche il finanziere, quando si fanno i bilanci della virtù e dei difetti, quando all´attivo di un amico gli si mette la moglie bella, e quando si vedono le azioni del nostro prossimo alzarsi e abbassarsi come le secchie. Il parlamentare ci ha prestato: essere all´ordine del giorno; amministratore di giornale; associarsi al dolore; il fattorino di piazza: portare una nota (di quel che si vuole: di signorilità, di pazzia, di umorismo; e qual si vuole: comica, tragica, idillica).

Il nostro linguaggio è un intarsio arti e mestieri; ma con palesi ingiustizie, perchè ci sono voci che fanno i servizi più disparati, che sgobbano per sette. Organizzare è una, organizzandosi così un esercito, le scuole, uno spettacolo, una partita di canasta (e ordinare, disporre, allestire ecc., stanno a guardare); funzionare (funziona tanto un sindaco quanto un cavatappi) e sistemare, altre due. Ma non canzona neppure il sostantivo manifestazioni, comprensivo e di spettacoli e di convegni e di gare sportive e di congressi scientifici; una parola così sovraccarica che per compassione le si è regalato un quadro: il quadro delle manifestazioni. Anche esibire, dal suo primo significato di presentare, proferire, e riflessivamente: mostrarsi pronto e disposto a checchessia, è scaduta al gergo del teatro; oltredichè, violentata dall´uso, ha figliato i mostricini esibizionismo ed esibizionista, i quali non hanno bisogno di spiegazione. Finalmente, impegnarsi per sfoderare, applicarsi sino all´estremo delle forze o famigliarmente mettercela tutta (Coppi si impegna a fondo) è un uso nuovo e sforzato di quel bel verbo.

A queste che sono «perle» metteremo accanto qualche «granchio», di quelli che talvolta prendono anche scrittori insigni e letterati da baldacchino. accaduto che inconsùtile (che non ha cuciture, tessuto un sol pezzo, e dicesi della veste di Gesù Cristo) sia stato scambiato per inconsumabile. Che Immacolata Concezione sia stata riferita, anche da buoni credenti, a Maria come madre Gesù, laddove riguarda essa Maria come figlia, concepita senza peccato originale. Fuori di religione, abbiamo le esigenze scambiate con le necessità o le convenienze; salace (cioè eccitante alla libidine) scambiato con arguto, piccante, spiritoso, onde anche a porporati si mettono in bocca commenti salaci (!), fiero, in luogo di orgoglioso, altero della tal cosa, e, più comico di tutti, aggettivo stentoreo (dall´omerico Stentore, la cui voce uguagliava di cinquanta il grido), usato alla rovescia per denotare una voce stentata, che esce appena. Dal tuono alla zanzara.

Leo Pestelli


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