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Così longobardi e bizantini divisero i dialetti del Sud

Language columnParole in corso
AuthorGian Luigi Beccaria
Date 18 gennaio 2003

Migrazioni, guerre, contese politiche e religiose hanno definito nel corso dei secoli anche i mutamenti linguistici, stabilendo confini o generando mescolanze e sovrapposizioni

SONO state le migrazioni, le guerre, le conquiste, le vicende religiose e politiche, i confini man mano rinnovati, a determinare la lingua che in una determinata area si parla.

Consideriamo le migrazioni dei popoli. Mi soffermo su una regione del Sud, la Basilicata, che nel Medioevo è stata al centro dello scontro tra longobardi e bizantini, un dualismo che ha favorito la differenziazione tra dialetti pugliesi e salentini da una parte e dialetti lucani e calabresi dall'altra.

Come fa notare in un suo libro Nicola De Blasi (L'italiano in Basilicata, Il salice, Potenza 1994), se non fossero calati i longobardi forse a Reggio oggi si parlerebbe come a Napoli, a Foggia come a Lecce, a Taranto come a Salerno. Invece tra Calabria e Lucania, e così tra Puglia e Salento, tra territori longobardi e territori bizantini, si è formato un confine politico-amministrativo e militare che ha determinato un rilevante confine linguistico.

Conseguenza della presenza di popolazioni grecofone in età bizantina sono poi in Basilicata i grecismi del dialetto e della toponomastica. Etimologia greca hanno Maratea o Serrapotamo. E greci sono spesso i nomi degli oggetti e degli aspetti delle cose di uso quotidiano o di presenza familiare: spartu la ginestra, grasta il vaso di fiori, e citrinu il colore giallo, caséntele il lombrico. Notevole quel cata che vuole dire, come in greco, "presso".

Le migrazioni dunque, i grandi spostamenti di popolazioni, le conquiste come causa principale dei mutamenti linguistici. Una lingua si sovrappone ad un'altra, e la lingua preesistente (in genere scomparsa) influenza la successiva. C'è chi sostiene che la "gorgia" toscana (la spirantizzazione che porta a pronunciare hasa la "casa") sia dovuta al sostrato etrusco. Così quando il latino di Gallia viene a contatto con i dialetti celtici, questi soccombono, ma lasciano tracce di . Vedi tra le molte cose da rilevare la "u" latina che diventa in francese "ü".

Grande incidenza sulle differenze linguistiche hanno le vicende religiose. Anche qui mi limito ad un solo esempio, alla storia culturale serba e croata. Serbi e croati divergono nell'alfabeto perché i primi ricevettero il cristianesimo da Bisanzio, i secondi da Roma. Gli uni restano nell'area ortodossa, gli altri nella cattolica. Le due lingue, come si sa, sono molto vicine, un millennio di separazione non è riuscito ad allontanarle. Nonostante le divergenze tra le due lingue c'è mutua comprensione ma, come conseguenza della loro storia politico-religiosa, hanno adottato due alfabeti diversi, la slavia romana l'alfabeto latino e la slavia ortodossa l'alfabeto cirillico.

beccaria@cisi.unito.it


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