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COPPIE FISSE DI PAROLE: I BINOMI STUDIATI DA LINGUISTI

Language columnPlurilingua
AuthorCarla Marello
Date 05 novembre 2013
NewspaperCorriere del Ticino
Publication placeMuzzano
Publication countryItalia
Page26
Column-

Anche le parole hanno le loro simpatie: alcune stanno spesso insieme ad altre e sempre nello stesso ordine come pari e dispari, grande e grosso, cani e porci, mari e monti, vizi e virtù. I linguisti stanno studiando questi binomi lingua per lingua, anche grazie ai grandi corpora elettronici che scorrono per noi centinaia di milioni di parole in testi. Queste raccolte di testi interrogabili, e la stessa rete intesa come collezione di testi, aiutano a notare le preferenze che altrimenti passerebbero inosservate.

I binomi sono divertenti da osservare, specie quelli nudi e crudi formati da aggettivo congiunzione e (talvolta o) aggettivo, oppure nome congiunzione nome senza articoli o altri determinanti prima del nome. Francesca Masini ha individuato e elencato circa 500 coppie fisse e ne parla in un libro (Parole sintagmatiche in Italiano, Caissa, Cesena-Roma 2012) in cui tratta anche altri tipi di parole italiane formate da più parole grafiche e di altri tipi di frequente co-occorrenza, cioè comparsa insieme di certe parole nelle frasi.

Nell'elenco di Masini in realtà oltre ai binomi ci sono anche triplette, come aglio, olio e peperoncino, Dio, patria e famiglia, pioggia, vento e tempesta, sesso, droga e Rock 'n Roll, vassalli, valvassini e valvassori, vita, morte e miracoli. Ci sono anche triangoli che la lente della ricerca nome e nome tende a occultare e che invece è bene portare allo scoperto. Prendiamo la

pseudocoppia culo e camicia: i due nomi appaiono sempre con essere nel significato di essere molti uniti, di solito in imprese e con intenzioni non lodevoli nel giudizio di chi dice di altri due che sono culo e camicia. Ugualmente d'amore e d'accordo compaiono con andare e di cotte e di crude e un binomio che troviamo solo con i verbi farne, combinarne.

Che siano triangoli con un verbo appare evidente soprattutto per i binomi composti da elementi introdotti da preposizione. Solo quando il gruppo introdotto da preposizione ha raggiunto un grado di lessicalizzazione tale da farlo comportare come se fosse un aggettivo o un avverbio, anzi una locuzione aggettivale o avverbiale, ci ritroviamo di fronte a dei binomi, come a occhio e croce, senza se e senza ma negli esempi vittoria/vincere senza se e senza ma.

Dal punto di vista dei contenuti i binomi sono spesso legati a un ordine per così dire naturale: lampi e tuoni, usa e getta, gratta e vinci, due o tre. Alcuni sono più culturali come l'ordine fisso di uomini e donne, fratello e sorella, gioie e dolori, vincitori e vinti, senza capo coda. Altri ancora affondano le loro origini nella letteratura come il gatto e la volpe, la volpe e l'uva, senza macchia e senza paura.

Scorrere la lista di Masini è divertente sul piano del costume perché i binomi restituiscono saperi e modi di dire generazionali. Armiamoci e partite, quisquilie e pinzillacchere fanno sorridere chi ama i film di Totò. Lascia o raddoppia, lacci e lacciuoli, cotto e mangiato devono la loro vita di coppia all'uso e riuso più o meno recente in trasmissioni televisive. O così o pomì è uno slogan pubblicitario con gioco di parole che è entrato nell'uso, ma ne sta uscendo perché non più sostenuto dalle campagne del prodotto e quindi senza senso per i giovani. Altri binomi con giochi di parole come spendere e spandere, volere o volare sono più longevi e pongono al traduttore qualche problema, anche se il traduttore deve comunque stare attento tutte le volte che riconosce un binomio fisso, perché il binomio, qualora esista nell'altra lingua, può avere un ordine diverso: black and white è li a ricordarci che non tutto è bianco e/o nero.


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