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VEDERE TRA IL LUSCO E IL BRUSCO

Language columnParlare e scrivere
AuthorClaudio Marazzini
Date 11 dicembre 2016

Caterina di Lustro di Forìo (Ischia) chiede che cosa significa tra il lusco e il brusco e quando si adoperi. Non si adopera mai, perché non sarebbe più intesa, trattandosi di un’espressione toscana letteraria che ha conosciuto una certa fortuna nel Novecento, uscendo dalla penna di Pascoli, Palazzeschi, Tecchi. Indica una situazione di luce incerta, in cui non si discerne ciò che si cerca di vedere. Il Fanfani spiegava così: Mezzo al bujo, Quando è già avviata la notte, e non è ancora comparso il mattino. Si trova anche nel romanesco del Belli. Il lusco vale qui oscuro, e brusco forse vale rannuvolato, ma le due parole stanno assieme per amor di rima. Significativa la domanda di Emilio Dalle Mule di Santa Giustina (Belluno), che non ama lo pneumatico/gli pneumatici, cioè condanna la forma canonica un tempo raccomandata da tutti i grammatici. Il gruppo pn- di origine greca non è italiano, e produce il medesimo effetto di s impura, gn- e ps-, ma oggi il pneumatico si è diffuso, tanto che la forma giusta lo pare ora sbagliata: l’ex errore sta diventando norma.


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