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Tutto ciò cominciò con la love-story

Language columnBada come parli
AuthorSalvatore Claudio Sgroi
Date 30 aprile 1988
NewspaperLa Sicilia
Publication placePalermo
Publication countryItalia
Page3
Column5-8

Tangenti-story è un composto apparso sulla stampa nazionale di quest'anno in almeno due circostanze. Una prima volta, a gennaio, in occasione dello scandalo dell'ex-presidente della Regione Ligure, Alberto Teardo: «Esclusa l'associazione maliosa nella tangenti-story di Teardo»; «Teardo esulta: "che colpo". Ma la tangenti-story ora finirà in Cassazione» (La Sicilia e la Repubblica 23-1).

Una seconda volta, a marzo, a proposito delle «carceri d'oro» e dello scandalo degli ex-ministri Nicolazzi, Darida e Vittorino Colombo: «Tangenti-story, via da Genova?» (La Sicilia 5-3).

Tangenti-story non risulta registrato nei dizionari in un volume come il DIR, Garzanti, Zingarelli, Dardano, o più ampi come il Devoto-Oli illustrato. Non appare neppure in repertori «speciali», particolarmente attenti a neologismi e stranierismi come Messina, Cortelazzo-Cardinale, Quarantotto, Rando.

Tangenti-story è un composto a base nominale, formato in particolare da «Nome + Nome». La sua struttura sintagmatica, chiaramente ibrida («nome italiano + nome inglese»), è modellata su altri due composti inglesi, già approdati in italiano, come spy-story «storia di spie» e, soprattutto, love-story «storia d'amore». Love-story, legato al romanzo di E. Segal e al film che ne è stato ricavato, circola in italiano dal 1971 ed è ben presente nella vocabolaristica italiana. Meno frequente è spy-story del 1983, registrato in Cortelazzo-Cardinale e in Garzanti, non negli altri dizionari sopra menzionati.

L'elemento di composizione -story, proprio attraverso il neocomposto tangenti-story, mostra una incipiente produttività che ne fa quasi un elemento suffissale o suffissoide. Il sostantivo tangenti- in quanto determinante ha qui funzione di aggettivo. Il carattere semi-allogeno del composto traspare in maniera più sottile anche dall'ordine dei costituenti. La sequenza «Determinante (tangenti-) + Determinato (-story)» ricalca infatti l'ordine proprio dell'inglese, che costruisce «a sinistra». La posizione «a sinistra» del determinante propria del latino (cfr. signifier) era stata invertita «a destra» nelle lingue romanze (cfr. portabandiera). L'influsso dell'inglese riavvicina così l'italiano alla lingua-madre. I composti come tangenti-story hanno alla base una frase e i loro componenti sono gli elementi della relazione predicativa col verbo essere. Da «La story che è delle tangenti» si passa così a la tangenti-story.

Sotto il profilo morfologico, il composto mantiene la stessa classe grammaticale della base nominale ed anche lo stesso genere. Invero, story, indifferente al genere in inglese, è interpretato come femminile in conseguenza del genere del traducente italiano «storia». Quindi la tangenti-story, la spy-story, la love-story. (Quarantotto registra tuttavia un love-story, maschile, alquanto insolito). Il pluralismo di questi composti tende all'invariabilità, anche se la morfologia inglese imporrebbe un più sofisticato - stories.

Analoghi a tangenti-story sono i composti ibridi come: eroina-business («Chivasso, li hanno giustiziati sulla via dell’eroina business», la Repubblica 13- XI); topless-bar (S. Francisco dice addio al topless-bar», la Repubblica 2-I); baby-pensioni cioè «pensioni per accudire ai bambini» («Baby-pensioni anche ai padri», La Stampa 17-II).

Composti che rivelano il carattere dotto per l'ordine regressivo (o decrescente) dei componenti, con il determinante cioè collocato a sinistra della «testa», sono ancora il nostrano Sicilcassa, nonché padre-partito («Anche i giovani comunisti lanciano accuse al padre-partito», Corriere della Sera 18-X) e telepianto «pianto in televisione» («II telepianto del predicatore», La Stampa 24-II).

Una variante del tipo tangenti-story è costituita invece da casi come: il televisivo Mixer-cultura, cioè «missatore della cultura»; madre-coraggio ovvero «madre con coraggio» («Picchetti di madri-coraggio davanti alle scuole di Napoli», la Repubblica 11-XI); tassa-salute (la Repubblica 13 e 16-X) ovvero tassa sulla salute (La Sicilia 28-X); capo-rivolta («Qui non c'è un capo-rivolta, comandano tutti», Corriere della sera 30-VIII); il caro-auto (II Tempo 19-XI); la coca-bene («Era la gang della coca-bene», cioè la coca per la società bene. La Stampa 28-X). In questi casi l'ordine è progressivo (o ascendente), «determinato + determinante», il primo elemento essendo «la testa» e il secondo l'aggiunto «a destra». Nella frase di base c'è infatti una preposizione cancellata in superficie.

Un ulteriore variante del composto tangenti-story è costituita da casi come: aula-bunker derivante da una frase come «l'aula è come un bunker» («Gabbie vuote nell’aula-bunker, la Repubblica 27-XI); comunità-lager («Dignidad, comunità-lager [cilena] che imbarazza Strauss», La Stampa 2-XII); madre-tigre cioè «sempre pronta a difendere con gli artigli il figlio» (La Sicilia 28-X).

Un secondo tipo di composti nominali, anche questi solitamente trascurati nei dizionari, è costituito da esempi come pistola-giocattolo. Il composto deriva da due frasi predicative di base, i due attributi formano i costituenti del composto. Da «X è una pistola» e «X è un giocattolo» si passa a «X è una pistola-giocattolo» («Si aprì la strada con pistola-giocattolo in una rapina», La Sicilia 2-X). Questi composti «copulativi» sono molto frequenti sui giornali. Citiamo: la donna-manager («Che cuoche quelle donne-manager», la Repubblica 27-X); le donne-diacono (La Stampa 21-X); «il prete-donna («Inchiesta della Santa Sede per il caso del prete-donna», La Stampa 30-IX) che alterna con la donna-prete («Donne-prete? 40 mila no», La Stampa 24-X); la donna-kamikaze («Un'altra donna-kamikaze: 7 morti», La Sicilia 15-XI); il giudice-controllore («Pioggia di gettoni d'oro sui giudici-controllori», La Stampa 16-XI); le patenti-truffa (la Repubblica 4-XII); la rissa-show («La rissa-show tra Carmelo Bene e i critici teatrali», La Stampa 17- II); «Il baby-pirata («II baby-pirata libero dopo sei giorni», La Stampa 30-X), ovvero dirottatore-baby (II Giorno 30-X); il baby-tossicomane («Aumentano i baby-tossicomani», la Repubblica 10-X); l'incontro-scontro («Scuola, incontro-scontro tra Galloni e Occhetto», La Sicilia 24-IV).

Possiamo ancora una volta sperare che i nostri futuri dizionari si mostrino più attenti nel descrivere la realtà della lingua registrando i composti con la piena dignità dilemmi?

Salvatore Claudio Sgroi


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