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Chi intentò «alfabeta» e «opinionista»?

Language columnLa lingua che parliamo
AuthorTristano Bolelli
Date 18 giugno 1981
NewspaperLa Stampa
Publication placeTorino
Publication countryItalia
Page3
Column3-6

LA traduzione italiana di certi termini inglesi è spesso mol- to difficile. Un lettore mi presenta il caso della voce spelling che tutti quelli che studiano l'inglese incontrano perché l'in- vito a pronunciare lettera per lettera qualche complicata pa- rola per renderla comprensibile è molto comune in una lin- gua in cui, come diceva un vecchio latinista, si scrive Shake- speare e si pronuncia Nabucodonosor. Al lettore non va la traduzione compitazione perché alcu- ni vocabolari danno per questo sostantivo il valore di « let- tura fatta pronunciando separatamente le sillabe e lo spel- ling si fa, invece, ripetendo lettera per lettera. Ma in altri vocabolari, oltre a questo significato, si ha anche quello, di uso ormai frequente, di « pronuncia lenta delle parole sepa- rando i singoli suoni . Non può essere accettata la proposta del lettore di usare alfabetizzazione perché, come si dice comunemente, la paro- la è già occupata, in quanto serve a designare il processo di insegnare l’alfabeto a chi non lo sa e si applica soprattutto a comunità dove l’analfabetismo è molto difluso. Eppure, si potrebbe opporre, alfabetizzazione e il verbo alfabetizzare mancano ai principali dizionari comunemente usati che han- no solo, di questa famiglia, alfabetismo, « il saper leggere e scrivere ». Ma perché non mi giunga un giusto rabbuffo debbo citare un'eccezione onorevole, il Vocabolario di De Felice-Duro che è l'unico a registrare alfabetizzazione ed alfabetizzare « ren- dere alfabeta, togliere dalla condizione di analfabetismo .* Per spelling « scomposizione in lettere andrebbe bene ma a qualcuno sembrerà troppo lungo. A proposito di alfabeta, la parola è sicuramente tratta da analfabeta, come dire che è nato prima il negative analfabe- ta, poi il suo positivo. Si potrebbe quasi dire che la cosa non sorprende perché, nel mondo, quelli che sanno leggere e scrivere sono una minoranza e l’analfabetismo si impose e si impone come una grave questione da risolvere. Alfabeta, a credere al Dizionario del Battaglia, è attesta- to per la prima volta in Giovanni Papini: « Anime morte vende il celebre alfabeta / ravvolte malamente in parole di seta ; poi in Marino Moretti: « Le aveva scritte lei, le pa- role di quel cartello, molti anni prima. Lesse con compiacen- za d'alfabeta . Tuttavia posso fornire un esempio più anti- co (e cercando bene ce ne saranno altri), di Carducci, quan- do scrisse: « O tribù di lettori a un certo segno alfabeti, ascolta ». In tale contesto la voce appare usata con scherno e chissà che non sia nata così, proprio per opporre in modo altero chi sa leggere e scrivere (anche se poco o male) a chi non sa affatto. Mi pare, perciò, opinabile la notazione del Vocabolario moderno di Panzini che al lemma alfabeta scri- ve: « Voce assai pedantesca . Quanto al Panzini, aprendo il prezioso Dizionario etimo- logico della lingua italiana di Cortelazzo-Zolli, scopriamo che la prima registrazione risalirebbe all'edizione del 1931 del Dizionario del Panzini. Ma il Carducci? Altro che 1931! An- che se l'esempio carducciano è dato da una fonte che non in- dica, come si è detto altre volte, l'opera da cui è tolto ma soltanto l'autore e cioè il Vocabolario della lingua italiana dell'Accademia d'Italia, di cui usci un solo volume (A-C) nel 1941 (e di esso fu detto tutto il male che meritava ed anche un po' di più) si può essere più precisi grazie al Vocabolario carducciano di G.L. Passerini (Firenze 1916) che rinvia per

il passo in questione alle Prose, p. 527, dove alfabeta è usato non solo una ma due volte. La pagina fa parte dello scritto molto polemico A propo- sito di alcuni giudizi su Alessandro Manzoni che risale nien- temeno che al 1873. Ecco dunque retrodatata l’apparizione della parola di molti decenni, fatto che ha un indiscutibile significato. Resta la curiosità: sarà stato proprio il Carducci a creare tale voce? Chi ha altre notizie, per favore si faccia avanti. « Vorrei anche aggiungere che la prima attestazione di una parola non registrata dal vocabolari ma che credo in uso da qualche tempo negli ambienti giornalistici, opinionista « chi contribuisce efficacemente a diffondere opinioni , « chi (co- me si dice) fa opinione per ora la riporto a Eugenio Scal- fari che l'ha detta al TG 1 delle 13,30 del 20 maggio. Opinio- nista è sicuramente traduzione dell'inglese opinion-maker ma non credo che sia stato lo Scalfari ad inventarla per . An- che in questo caso, se qualcuno ne sa di più è pregato di dirlo.

*Ora anche l’undicesima edizione dello Zingarelli (1983)

BolLS180681


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