Text view

Le insidie del "però,,

Language columnQuestioni della lingua italiana
AuthorLeo Pestelli
Date 25 ottobre 1975

La corrispondenza linguistica interessa l'universale quasi quanto quella d'amore: vediamo dunque di sbrigarne una parte sotto gli occhi di tutti.

Dice bene un lettore di Cesena: nell'Uso moderno si è insinuato un Però, e fa passi di gigante, in apparenza senza babbo mamma, che aspetta l'analisi di qualche linguista illuminato. Cominciamo dal dire che la nostra lingua ha un primo Però, tutto latino (per hoc), di valore consecutivo, oggi generalmente surrogato da Perciò, ma ancora vivo in Toscana con piena libertà di collocazione: mi pareva brusco: però non gli parlai; le pere erano acerbe e non le presi però. Dal quale primo Però se ne sviluppò un altro e più noto, di significazione avversativa: quel che dici sarà vero, però non ci credo; anche rinforzato (che è ubbia il credere che non si possa) da un pleonastico Ma («...ma però non ci credo»).

E diciamo «se ne sviluppò», perché nelle proposizioni negative già quel primo Però causale molto si avvicinava all'altro, così detto «avversario», come si sente in quest'esempio ariostesco: «Cento milia ferite egli ha già avuto; ucciderlo però mai s'è potuto» (non per questo si è potuto ucciderlo; ma non si è potuto ucciderlo).

Ma e il terzo Però, che salvo errore nessun dizionario spiega, che cos'è, donde viene? Nell'uso famigliare è frequentissimo. «Barbara ha passato la trentina. Però! non si direbbe». Si trova spesso anche solo, con valore assoluto: «Piero si è fatto il panfilo. Però.». Nel quale ultimo esempio il nostro «però», scevro così del segno come dell'inflessione esclamativa, riesce anche più misterioso nelle sue attinenze semantiche con gli altri due «però» grammaticali. Congettura affatto campata in aria sarebbe di considerarlo un'interiezione neologica, affine, per la comune radice per-, a Perbacco Perdinci e simili.

Più seria è forse la spiegazione che fa capo all'Ellissi. Perché questo straordinario Però, che negli esempi dianzi citati risulta provocato da una battuta dell'interlocutore (sull'età di Barbara, sul panfilo di Piero), può anche sorgere ex nihilo, in assoluta solitudine, da una semplice situazione di fatto. Ci passa accanto una donna e diciamo: Però. Che vogliam dire? Forse questo: che essa donna è molto meglio di come appariva da lontano o di quel che recitasse la fama. Tanto può essere intensiva, quando ne ha voglia, una particella!

Leo Pestelli


Download XMLDownload textParagraph viewSentence view