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Quando si scivola sulle «strisce»

Language columnLezioni di italiano
AuthorGiorgio De Rienzo
Date 22 marzo 2004

Mi arrivano lettere di studenti che hanno problemi nel mettere al plurale qualche sostantivo. Primo problema di facile soluzione. Se le desinenze singolari di un nome sono in «-ca» e in «-ga», i plurali escono in «-chi» e «-ghi» al maschile e in «-che» e «-ghe» al femminile: abbiamo «il monarca» e «il collega» che diventano «i monarchi» e i «colleghi», «la banca» e la «riga» che diventano «le banche» e «le righe». Un' eccezione. C' è da segnalare che «belga» per il maschile plurale «belgi», mentre per il femminile plurale un regolare «belghe». Esistono però problemi più complessi. Articolata è la questione dei sostantivi che terminano in «-co» e «-go». Se i nomi sono piani al plurale avremo desinenze in «-chi» e «-ghi», se invece sono sdruccioli le desinenze saranno «-ci» e «-gi»: «il buco» e «il lago» danno «i buchi» e «i laghi»; «il médico» e «l' aspàrago» danno «i medici» e «gli asparagi». Ancora se i sostantivi terminano in «-logo» al plurale hanno un doppio comportamento. Escono generalmente in «-logi» i nomi di persona, in «-loghi» quelli di cosa: avremo dunque «astrologo» e «astrologi», ma invece «catalogo» e «cataloghi». Queste le regole. Vediamo ora le eccezioni. Ci limitiamo oggi solo ai sostantivi con desinenza in «-a», ci occuperemo del resto un' altra volta. Fonte di dubbi tradizionale è la trasformazione dal singolare al plurale nei nomi che terminano in «-cia» e «-gia». Il comportamento generale è questo. Se la desinenza della parola è preceduta da vocale il plurale va in «-cie» e «-gie», se invece è preceduta da consonante il plurale va in «-ce» e «-ge»: e allora mentre «camicia» e «ciliegia» al plurale fanno «camicie» e «ciliegie», «faccia» e «spiaggia» fanno «facce» e «spiagge». Ancora. Se i nomi hanno desinenza in «-scia» al plurale escono in «-sce»: «striscia» «strisce».

De Rienzo Giorgio


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