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Com’e creative il linguaggio del papa

Language columnParlare e scrivere
AuthorClaudio Marazzini
Date 29 maggio 2016

Salvatore Claudio Sgroi, linguista dell’Università di Catania, dedica un vivacissimo e originale libro, Il linguaggio di Papa Francesco. Analisi, creatività e norme grammaticali (Libreria Editrice Vaticana, pp. 412. Euro 18,00), al linguaggio del Pontefice. L’italiano deve molto ai Papi: è ancora una lingua internazionale grazie alla presenza del Vaticano. Da tutto il mondo arrivano a Roma religiosi e pellegrini. I Pontefici, anche quando non sono italiani, usano la lingua di Dante. I papi si sottraggono alla dittatura dell’inglese. Il libro di Sgroi, che è una completa disamina dell’italiano contemporaneo, si apre con una forte difesa dei presunti errori nell’uso dell’italiano da parte di papa Francesco, a cominciare da la corruzione spuzza, usato a Napoli il 21 marzo 2015. Spuzza viene dal piemontese, dagli antenati di Bergoglio. Poi ci sono i neologismi, quali nostalgiare e mafiarsi; e, ancora, Sgroi racconta le polemiche su allevi (alleviare) con una o due i, ed è abilissimo nel difendere lo stile colloquiale del Papa, mostrando la forza dei suoi messaggi. Sgroi si fa beffe dei puristi e cerca la verità della comunicazione, usando titoli, assai spiritosi, come Il Papa è infallibile anche sul congiuntivo.


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