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Se il ré è minuscolo e il Mare è Maiuscolo

Language columnLa lingua che parliamo
AuthorTristano Bolelli
Date 21 agosto 1981

ALDO CAPITINI, che molti ricordano con rimpianto come un uomo sinceramente proteso ad affermare le proprie idee di non-violenza, quando era a Pisa segretario della Scuola Normale Superiore, nei comunicati che mandava ai giornali metteva la maiuscola solo alla prima parola, Scuola, lascian- do con la minuscola le altre due. Il risultato è che, per un curioso fraintendimento, ancor oggi, a tanta distanza di tem- po, si vedono, in giornali locali, tutte e tre le parole scritte con la minuscola: scuola normale superiore. Sono certo che Capitini, nella sua contrarietà allo spreco delle maiuscole, reagiva alla retorica dannunziana ed alla retorica fascista. D’Annunzio - è già stato detto - amava le maiuscole, al contrario di Alessandro Manzoni che si prese un rabbuffo da un sacerdote suo amico perché scriveva papa, re e sostan- tivi simili con la minuscola, secondo un uso che è anche di oggi, a meno che non si tratti di un determinato papa o un determinato re, nel qual caso si mette la maiuscola. Insom- ma, se si dice « Ci sono dei paesi che hanno un re la mi- nuscola appare naturale. Se, invece, si dice: « A Londra la Regina ha presenziato alla cerimonia », sarà conveniente usa- re la maiuscola perché, in tal caso, Regina sta per il nome stesso di Elisabetta II. A chi è propenso all'anarchia nella scrittura - e con scrit- tura intendo sia la grafia che lo stile - o è, come diceva Gia- como Devoto di chi sproposita, un maleducato, queste osser- vazioni parranno banali e superflue. Tuttavia, come si è vi- sto per gli autori che abbiamo citato, anche l'uso delle maiu- scole delle minuscole apre uno spiraglio per conoscere il temperamento delle persone e la loro visione del mondo. Prendiamo ancora un passo del Manzoni: « Voi che avete creduto che Dio non saprebbe difenderla! Voi avete disprez- zato il suo avviso ». Quel suo, pur essendo riferito a Dio, è scritto con la minuscola: una bella lezione per quelli che, parlando di una persona, scrivono: « Le Sue qualità furono eccelse e la Sua vita un esempio , dimemicando che soltan- to quando ci si rivolge direttamente a qualcuno è bene scri- vere i possessivi e i personali con la maiuscola. Anche quando si indicano persone appartenenti ad una regione, ad una città, ad uno stato, è consigliata la maiuco- la: gli Italiani, i Francesi, gli Americani ecc. ma mi par di notare che questo consiglio è sempre meno seguito, nel pro- posito di togliere enfasi o retorica a ciò che si scrive. Alessan- dro Manzoni, che resta pur sempre un modello al quale guar- dare, scrive una volta i Veneziani e un'altra, a distanza di po- che pagine, i veneziani, lui che era così attento a quello che scriveva. Minuscoli, ovviamente, gli aggettivi: l'arte italiana, la vita torinese, le tradizioni emiliane, ecc., così come i no- mi dei mesi e dei giorni della settimana: agosto, lunedì, ecc. Per i nomi comuni tanto determinati da dover essere con- siclerati nomi propri è consigliabile la maiuscola: Andò in Comune, al Ministero. Anche qui vale quanto è stato detto per re, regina, papa e simili, in quanto si passa da un nome comune ad uno che può considerarsi in qualche modo proprio- I nomi geografici (e la domanda mi è stata rivolta espli- citamente) si sogliono scrivere con la maiuscola: il Mare Me- diterraneo, l'Isola di Sardegna; e così i titoli dei libri (La Di- vina Commedia, I Promessi Sposi) e i nomi di enti, società e simili (Ente Nazionale Italiano per il Turismo, Banca Na- zíonale del Lavoro). Ciò è favorito dal fatto che le iniziali costituiscono spesso una sigla. Si pensi a Compagnía Italia- na del Turismo rappresentata da CIT. Sulle sigle vorrei accennare che ne abbiamo una raccolta di ben 1253 pagina solo per gli enti e le imprese economi- che, senza, dunque, quelle che riguardano i partiti, gli orga- nismi scientifici, le imprese culturali ecc. Su questa piaga delle sigle verrebbe voglia di fare un lungo discorso ma sa- per unaltra volta. Tornando alle nostre maiuscole e mi- nuscole, si sarà notato che non siamo stati molto rigorosi nel

dare delle regole ed abbiamo trattato1'argomento con una cer- ta elasticità. Qui più che altrove è lasciato al gusto di chi scrive un largo margine personale. E lo diciamo non perché ci facciano paura gli anatemi di quelli - e ci sono - che in- colpano la grammatica di essere poco democratica ma per- ché siamo convinti che il buon senso non sia ancora spento del tutto.

BolLS210881


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