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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
L’ombra di Freud
Language column
Il dire e il fare
Author
Tullio De Mauro
Date
28
marzo
1975
more header data
[1]
DA
ALCUNE
settimane
si
è
fatto
più
acuto
il
contrasto
tra
i
difensori
e
responsabili
e
i
critici
ed
avversari
della
Società
psicoanalitica
italiana
.
[2]
Ad
alcuni
articoli
polemici
pubblicati
da
Giacomo
Nava
nel
«
Manifesto
»
dello
scorso
gennaio
,
ha
risposto
indirettamente
Eugenio
Gaddini
nel
«
Messaggero
»
del
26
febbraio
.
[3]
E
torna
ora
a
replicare
duramente
Nava
nel
«
Manifesto
»
del
23
marzo
.
[4]
Nava
si
richiama
a
scritti
di
Fagioli
,
critici
verso
diverse
teorie
freudiane
,
e
il
suo
discorso
,
dalla
opposizione
a
forme
corporative
di
organizzazione
e
sfruttamento
della
cultura
,
si
estende
alla
messa
in
discussione
delle
tesi
di
Freud
.
[5]
Più
di
una
delle
affermazioni
di
Nava
merita
attenzioni
e
consenso
.
[6]
E
proprio
per
questo
consenso
forse
non
è
fuori
posto
ricordare
che
,
nella
polemica
contro
i
mummificatori
e
mercificatori
di
Freud
e
del
freudismo
,
contro
i
venditori
di
terapie
freudiane
a
caro
prezzo
,
non
bisognerebbe
tuttavia
mai
dimenticare
i
debiti
positivi
che
le
scienze
dell’
uomo
hanno
nei
confronti
di
Freud
:
ma
di
ciò
altri
,
con
specifica
competenza
,
ha
parlato
e
può
parlare
in
queste
pagine
.
[7]
Timpanaro
e
il
lapsus
[8]
Non
dimentica
questi
debiti
Giacomo
Nava
,
e
non
li
dimentica
nemmeno
Sebastiano
Timpanaro
che
nel
suo
libro
sul
lapsus
freudiano
,
da
posizioni
vicine
a
quelle
di
Nava
(
entrambi
,
a
parte
le
considerazioni
teoriche
,
sono
militanti
nel
Pdup
)
,
lancia
freccie
appuntite
contro
Freud
,
ma
sempre
«
col
dovuto
rispetto
»
.
[9]
Di
questo
libro
di
Timpanaro
(
Il
lapsus
freudiano
,
pubblicato
dalla
Nuova
Italia
)
,
abbiamo
già
fatto
una
prima
presentazione
nella
pagina
libri
di
questo
giornale
.
[10]
Ne
ha
poi
scritto
non
senza
dissensi
Benedetto
Marzullo
nel
«
Giorno
»
(
17
.
3
75
,
Attento
a
come
citi
Virgilio
)
.
[11]
E
ne
scrive
ora
un
nostro
lettore
,
cui
la
presentazione
che
avevo
fatto
del
libro
non
è
piaciuta
.
[12]
Scrive
il
lettore
,
che
è
un
giovane
bravo
e
studioso
di
medievistica
,
Fabio
Troncarelli
:
[13]
«
Colgo
l’
occasione
offerta
dalla
recensione
di
De
Mauro
al
recente
volume
di
Timpanaro
sul
lapsus
.
Chi
scrive
ha
pratica
diretta
della
filosofia
ed
interessi
,
non
solo
d’
ufficio
,
nel
campo
della
linguistica
.
Nonostante
la
stima
e
l’
ammirazione
che
nutro
nei
confronti
di
Timpanaro
,
confesso
di
essere
rimasto
francamente
sconcertato
dalla
leggerezza
con
cui
il
tema
del
lapsus
viene
affrontato
»
.
[14]
Continua
poi
con
veemenza
il
Troncarelli
:
[15]
«
Mi
sembra
degna
del
Giornalino
di
Gian
Burrasca
la
sicurezza
con
cui
si
liquida
l’
esperienza
freudiana
con
un
distinguo
di
ciò
che
è
vivo
e
ciò
che
è
morto
,
di
pessimo
stampo
.
Già
nel
1946
Benedetto
Croce
aveva
dato
una
simile
lezione
di
provincialismo
,
affermando
,
con
una
dicotomia
analoga
a
quella
di
De
Mauro
e
Timpanaro
,
che
l’
opera
di
Freud
era
importante
sia
come
indagine
psicologica
e
naturalistica
,
sia
come
terapeutica
,
ma
che
essa
non
aveva
apportato
alla
filosofia
niente
che
essa
più
non
sappia
nel
modo
speculativo
e
rigoroso
che
le
è
proprio
.
La
tendenza
a
ridurre
la
psicanalisi
alla
psichiatria
e
le
nuove
prospettive
sulla
psiche
umana
solo
alla
loro
utilità
pratica
è
tipica
di
un
certo
revisionismo
culturale
borghese
,
che
ha
avuto
,
purtroppo
,
molti
seguaci
in
Italia
.
Che
senso
ha
affermare
che
la
terapia
è
miracolosamente
buona
e
la
teoria
che
la
giustifica
è
debole
?
»
.
[16]
Troncarelli
così
spiega
il
suo
punto
di
vista
:
[17]
«
Quando
si
dà
una
rappresentazione
grafica
o
matematica
dell’
emoglobina
nessuno
scienziato
pretende
che
,
in
realtà
,
le
cose
siano
esattamente
come
egli
le
descrive
;
allo
stesso
,
gli
anni
luce
e
le
galassie
non
esistono
oggettivamente
,
ma
rappresentano
il
tentativo
di
raggruppare
in
una
serie
di
strutture
logiche
costanti
i
dati
complessi
ed
ambigui
dell’
esperienza
.
D’
altro
canto
le
espressioni
numeriche
e
le
estrazioni
teoriche
inquadrano
e
spiegano
effettivamente
la
realtà
,
sino
ad
una
influenza
sulle
cose
e
ad
una
loro
modificazione
globale
.
Le
formulazioni
di
Freud
hanno
lo
stesso
identico
valore
:
nessuno
,
Freud
per
primo
,
ha
mai
preteso
che
esse
fossero
spiegazioni
dell’
essenza
delle
cose
,
ma
solo
tentatici
di
rappresentare
ed
inquadrare
la
complessità
del
microcosmo
mentale
»
.
[18]
Il
significato
fondamentale
dell’
attività
di
Freud
sta
proprio
nel
suo
richiamo
costante
alla
necessità
di
conoscere
il
linguaggio
specifico
della
mente
con
strumenti
logici
adeguati
,
di
comprendere
le
strutture
della
comunicazione
pre-verbale
secondo
le
caratteristiche
che
le
sono
proprie
e
non
introducendo
elementi
di
giudizio
allotrii
o
ispirati
da
una
prospettiva
di
altra
natura
.
[19]
Dopo
avere
sostenuto
che
la
posizione
di
Freud
presenta
analogia
con
quella
di
una
scuola
filosofica
famosa
,
il
neopositivismo
,
nato
altresì
a
Vienna
,
Troncarelli
conclude
così
la
sua
lettera
:
[20]
«
Fermarsi
ad
un
Freud
di
maniera
,
a
i
suoi
punti
più
caduchi
come
Totem
e
tabù
,
dimenticando
la
sua
lezione
metodologica
complessiva
,
mi
sembra
francamente
una
dissacrazione
gratuita
ed
inutile
,
anche
per
i
filologi
.
Ripeto
che
ho
molta
stima
per
Timpanaro
:
a
maggior
ragione
avrei
preferito
,
nell’
affrontare
un
problema
così
interessante
,
un
atteggiamento
più
problematico
.
A
meno
che
,
com’
è
costume
in
Italia
,
non
si
preferisca
finire
come
don
Ferrante
,
che
morì
di
peste
mentre
si
sforzava
di
negarne
l’
esistenza
»
.
[21]
La
lettera
di
Fabio
Troncarelli
sollecita
molte
riflessioni
.
[22]
Una
prima
riguarda
Freud
.
[23]
I
meriti
di
Freud
nella
storia
della
scienza
e
del
costume
sono
fuori
di
dubbio
.
[24]
Forse
chi
si
occupa
di
linguaggio
è
più
d’
ogni
altro
spinto
a
riconoscerli
.
[25]
Freud
è
stato
uno
dei
primi
,
forse
il
primo
,
nella
storia
recente
,
a
rendere
palese
che
le
parole
non
sono
etichette
apposte
a
un
contenuto
statico
,
eguale
per
tutti
:
e
nemmeno
sono
fredde
cifre
d’
un
calcolo
:
ma
sono
elementi
vitali
d’
un
momento
vissuto
da
tutt’
intera
la
personalità
umana
.
[26]
Come
la
voce
di
ciascuno
ha
un
suo
timbro
specifico
,
ha
«
impronte
»
che
,
come
quelle
digitali
,
sono
proprie
di
uno
e
un
solo
individuo
,
così
il
senso
di
ogni
frase
e
parola
che
si
utilizzi
è
carico
di
caratteristiche
legate
alla
personalità
individuale
,
caratteristiche
che
emergono
e
si
rivelano
nei
lapsus
e
,
più
normalmente
,
nella
diversa
rete
di
associazioni
che
ogni
parola
reca
con
sé
nella
coscienza
e
memoria
di
ciascuno
.
[27]
Assai
prima
che
a
Saussure
,
l’
esistenza
e
il
peso
di
questa
rete
personale
di
associazioni
sono
chiari
a
Freud
.
[28]
Verifiche
e
discussioni
[29]
Con
ciò
Freud
portò
alla
luce
tutta
una
dimensione
restata
fino
ad
allora
nascosta
o
in
ombra
del
comportamento
linguistico
,
anzi
all’
intero
comportamento
umano
.
[30]
L’
esplorazione
di
questa
dimensione
,
meritoriamente
avviata
da
Freud
,
non
è
poi
andata
avanti
in
modo
sempre
soddisfacente
.
[31]
Troncarelli
o
altri
possono
non
essere
d’
accordo
con
questa
valutazione
.
[32]
Ma
non
possono
accusarla
di
improvvisazione
o
leggerezza
.
[33]
E
nemmeno
sembra
giusto
accusare
di
«
leggerezza
»
Sebastiano
Timpanaro
.
[34]
Può
darsi
che
il
libro
di
Timpanaro
sia
sbagliato
da
cima
a
fondo
.
[35]
Certo
esso
è
il
risultato
di
lunghe
riflessioni
,
molteplici
verifiche
e
discussioni
,
protratte
per
un
periodo
più
che
decennale
.
[36]
Timpanaro
,
è
vero
,
presenta
i
suoi
risultati
senza
gonfiare
le
gote
,
senza
il
ridico
gergo
ciarlatanesco
e
oscuro
di
cui
si
compiacciono
taluni
freudiani
confusionari
.
[37]
Soprattutto
,
presenta
i
suoi
risultati
sorridendo
.
[38]
Gran
colpa
,
presso
un
popolo
di
santi
,
poeti
,
navigatori
,
amanti
del
melodramma
,
gran
colpa
scrivere
un
libro
chiaro
e
piacevole
,
eppure
ricco
di
idee
e
di
conoscenze
non
banali
.
[39]
Ma
,
forse
,
meglio
di
chi
scrive
altri
potrà
più
giustamente
scendere
in
campo
a
discutere
le
critiche
di
Fabio
Troncarelli
e
Timpanaro
così
come
le
tesi
e
le
argomentazioni
svolte
nel
suo
libro
del
coraggioso
e
valente
filologo
e
studioso
fiorentino
.
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