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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Giornali di ragazzi
Language column
Il dire e il fare
Author
Tullio De Mauro
Date
23
maggio
1975
more header data
[1]
«
SIAMO
stati
insieme
»
:
le
parole
di
Carlo
Levi
mi
girano
per
la
testa
,
mentre
l’
impiegato
della
Liberia
dell’
Oca
di
Roma
lascia
la
mia
stanza
da
studio
.
[2]
Impreca
moderatamente
,
con
la
saggezza
e
serenità
dei
forti
.
[3]
Porta
via
con
sé
,
incollate
con
lo
scotch
,
decine
e
decine
di
striscioline
,
ognuna
una
sommaria
scheda
bibliografica
,
una
troppo
breve
caratterizzazione
di
un
giornalino
ciclostilato
,
di
un
lavoro
di
gruppo
,
di
una
serie
di
storie
,
di
un
pezzo
,
insomma
,
di
quel
bene
culturale
prezioso
che
sono
gli
scritti
pubblici
,
di
invenzione
,
fatti
in
questi
anni
dai
nostri
bambini
e
raccolti
dalla
Libreria
dell’
Oca
.
[4]
La
direttrice
dell’
Oca
gli
ha
detto
di
venire
col
motorino
.
[5]
Il
materiale
è
arrivato
a
poco
a
poco
,
e
della
libreria
in
via
dell’
Oca
prendeva
subito
la
strada
per
la
mia
casa
.
[6]
Così
,
la
direttrice
non
si
è
resa
conto
che
i
due
,
tre
,
quattro
pacchi
o
buste
al
giorno
alla
fine
di
alcune
settimane
hanno
fatto
un
mucchio
,
una
collinetta
.
[7]
Hanno
invaso
nella
stanza
divani
,
sedie
,
spazi
residui
negli
scaffali
.
[8]
Un
pezzo
di
corridoio
.
[9]
E
sul
materiale
arrivato
all’
Oca
altre
frane
si
sono
abbattute
:
dagli
angoli
della
libreria
ho
ritirato
fuori
i
giornalini
ciclostilati
,
policopiati
,
raccolti
negli
anni
.
[10]
Poi
,
è
arrivato
il
mucchio
,
selezionato
,
di
Gianni
Rodari
.
[11]
E
poi
quello
di
Giorgio
Pecorini
e
della
figlia
Chiara
.
[12]
E
le
pagine
dei
giornali
come
«
L’
Ora
»
di
Palermo
,
«
l’
Unità
»
,
questo
giornale
su
cui
scrivo
,
che
da
anni
danno
voce
e
spazio
,
una
pagina
a
settimana
,
ai
bambini
e
alle
bambine
italiane
.
[13]
Uscito
l’
impiegato
della
Libreria
dell’
Oca
,
sulle
sedie
,
sul
disordine
del
tavolo
e
del
pavimento
,
restano
a
galleggiare
carte
,
appunti
.
[14]
Resta
,
tra
l’
altro
,
il
numero
91
di
«
Noi
e
gli
altri
insieme
»
di
Altamura
,
il
numero
di
giovedì
30
maggio
1974
,
fatto
il
giorno
dopo
la
strage
di
Brescia
.
[15]
I
bambini
dànno
la
notizia
precisa
,
con
quella
asciuttezza
che
sanno
avere
e
da
cui
dovremmo
imparare
noi
tutti
cui
capita
di
scrivere
per
i
giornali
.
[16]
Poi
,
i
32
allievi
della
quinta
D
della
scuola
Roncalli
di
Altamura
fanno
seguire
alcune
loro
parole
:
«
A
voi
,
vittime
innocenti
,
che
avete
lottato
per
la
libertà
e
per
la
società
,
doniamo
un
gesto
di
amore
e
di
rispetto
.
Noi
,
con
questo
foglio
scritto
,
vogliamo
testimoniare
il
nostro
dolore
.
Siete
morti
per
eliminare
il
fascismo
e
vivere
in
società
e
libertà
.
Voi
ci
aggiungete
a
tutti
quelli
che
sono
morti
nella
Resistenza
.
Avete
combattuto
senz’
armi
e
civilmente
,
e
siete
morti
innocentemente
.
Avete
combattuto
in
un
minuto
tutte
le
guerre
e
avete
sofferto
come
seicentomila
persone
…
»
.
[17]
E
alle
loro
proprie
parole
,
i
32
bambini
aggiungono
una
poesia
di
Carlo
Levi
,
quella
cui
accennavo
all’
inizio
,
e
che
volevo
mettere
in
testa
al
catalogo
ciclostilato
preparato
per
la
libreria
.
[18]
Ma
il
catalogo
,
anche
se
non
ce
n’
erano
altri
prima
,
è
ancora
troppo
povero
,
approssimativo
.
[19]
Risentite
della
fretta
,
della
fatica
,
dell’
improvvisazione
di
questi
giorni
.
[20]
Delle
troppe
altre
cose
da
fare
.
[21]
Così
,
in
testa
al
catalogo
che
l’
Oca
distribuisce
in
questi
giorni
,
ci
sono
solo
poche
righe
d’
avvertenza
.
[22]
Se
un
giorno
il
catalogo
prenderà
una
forma
più
definita
,
allora
,
forse
,
non
saranno
sciupate
le
parole
di
Carlo
Levi
,
che
parlano
del
passato
e
del
futuro
e
che
danno
bene
il
senso
di
un
lavoro
come
questo
,
fatto
con
la
collaborazione
indiretta
di
migliaia
di
ragazzi
.
[23]
«
Siamo
stati
insieme/
diventando
insieme
uomini
:
/
se
il
mondo
era
diviso/
erano
uniti
i
nostri
cuori/
aperte
le
nostre
porte
.
/
Brillava
su
tutto
i
visi/
una
speranza
comune/
una
raggiunta
esistenza/
giovane
in
mezzo
ai
dolori
:
/
ci
siamo
riconosciuti
.
/
Un
popolo
nuovo
,
immune/
dai
limiti
ripetuti/
nasceva
con
nomi
nuovi/
sicuro
dalla
morte
.
E
a
la
Resistenza
»
.
[24]
Non
era
solo
la
Resistenza
.
[25]
Era
ed
è
anche
quello
che
centinaia
di
insegnati
,
che
migliaia
di
ragazzi
,
con
il
loro
lavoro
di
conquista
dell’
espressione
precisa
ed
autentica
,
di
conoscenze
verificate
,
di
senso
critico
,
di
solidarietà
,
tutte
cose
che
stanno
insieme
,
articoli
di
una
stessa
legge
,
proposizione
di
uno
stesso
teorema
–
era
ed
è
quello
che
sta
succedendo
nelle
nostre
scuole
.
[26]
Dalle
valli
piemontesi
alla
povera
e
sperduta
Cassego
,
a
Bagni
di
Tivoli
,
alle
borgate
di
Roma
dove
Laura
Migliorini
ha
pazientemente
raccolto
per
anni
le
ricerche
d’
ambiente
dei
suoi
ragazzi
(
le
pubblicherà
in
autunno
Bompiani
)
,
a
Vho
,
a
Grisi
in
Sicilia
,
a
Siracusa
,
e
nelle
scuole
«
Lacio
Drom
»
degli
zingari
:
dappertutto
«
insieme
»
,
«
uniti
»
,
«
comune
»
,
tre
parole-chiave
del
vecchio
testo
di
Carlo
Levi
,
sono
ora
le
parole
d’
ordine
,
i
titoli
dei
giornalini
,
le
parole-chiave
dei
manoscritti
,
policopiati
,
xerigrafati
,
ciclostilati
,
multigrafati
che
nascono
in
ogni
angolo
delle
scuole
.
[27]
E
non
solo
«
insieme
»
,
«
uniti
»
,
«
comune
»
.
[28]
Anche
«
morte
»
,
anche
«
in
mezzo
ai
dolori
»
.
[29]
«
Viviamo
in
difficoltà
»
:
questo
è
il
titolo
di
un
giornalino
che
si
stampa
qui
in
provincia
di
Roma
.
[30]
«
I
malestanti
»
è
il
vero
giornale
dei
bambini
del
Triburtino
che
girarono
con
De
seta
il
Diario
d’
un
maestro
.
[31]
E
il
tema
dell
morte
(
lo
sanno
bene
medici
,
psicologi
)
affiora
senza
reticenze
,
come
tema
da
rendere
esplicito
per
saggiare
le
possibilità
di
sicurezza
della
morte
.
[32]
Uno
dei
«
pezzi
»
più
eccezionali
(
non
so
se
la
grammatica
e
la
logica
consentono
questa
espressione
,
ma
essa
è
imposta
delle
circostanze
,
e
ognuno
la
userebbe
nel
caso
)
uno
dei
pezzi
più
eccezionali
arrivati
alla
Libreria
dell
’
Oca
è
il
libro
Paramitza
,
che
è
una
parola
zingara
e
vuole
dire
«
racconti
»
.
[33]
Renza
Sasso
,
insieme
a
un
gruppo
di
altri
insegnanti
dell’
Opera
Nomadi
diretta
con
tanta
passione
cristiana
e
democratica
da
don
Bruno
Nicolini
e
Mirella
Karpati
,
ha
raccolto
testi
liberi
e
disegni
dei
bambini
delle
scuole
per
nomadi
«
Lacio
Drom
»
(
che
vuol
dire
«
Buon
Cammino
»
)
del
Piemonte
.
[34]
Qui
,
in
questi
testi
più
che
in
altri
,
è
forte
,
drammatico
il
tema
della
morte
,
e
il
bisogno
di
affetto
,
di
solidale
sicurezza
che
ne
scaturisce
.
[35]
Certo
,
mancano
troppe
cose
ancora
ai
primi
materiali
raccolti
nel
catalogo
preparato
per
la
Libreria
dell’
Oca
.
[36]
Mentre
il
catalogo
si
sta
ciclostilando
,
all’
Oca
continuano
ad
arrivare
materiali
.
[37]
È
arrivato
«
La
Resistenza
a
Roma
e
…
»
dei
ragazzi
della
V-D
della
Niccolò
Tommaseo
di
Roma
,
bello
e
importante
per
molti
aspetti
.
[38]
Da
Firenze
,
una
pedagogista
di
grande
valore
,
Idana
Pescioli
,
manda
una
lettera
per
ricordare
,
oltre
i
suoi
noti
lavori
di
raccolta
di
testi
infantili
,
esemplari
,
anche
i
molti
materiali
non
stampati
che
possiede
.
[39]
Ed
è
appena
apparso
Il
teatro
dell’
onirodramma
.
[40]
I
bambini
drammatizzano
i
loro
sogni
di
Lorenza
Mazzetti
.
[41]
E
ho
dimenticato
,
scusate
se
è
poco
,
di
includere
nel
catalogo
gli
scritti
dei
ragazzi
di
Barbiana
di
don
Lorenzo
Milani
(
per
fortuna
,
mi
sono
ricordato
della
Scuola
725
di
don
Roberto
Sardelli
)
.
[42]
Insomma
,
il
catalogo
della
Oca
non
chiude
,
ma
apre
,
come
può
,
una
via
di
ricerca
.
[43]
Tuttavia
,
dopo
questo
inizio
di
lavoro
già
pare
di
scorgere
un
rapporto
preciso
,
in
questa
produzione
,
tra
la
progressiva
acquisizione
di
una
capacità
di
riconoscere
e
identificare
ed
esprimere
le
«
difficoltà
»
tra
cui
viviamo
,
i
«
ripetuti
limiti
»
,
le
angosce
,
la
coscienza
della
morte
,
e
tutto
il
resto
che
essi
fanno
.
[44]
Imparando
a
guardare
in
faccia
le
cose
,
essi
imparano
quanto
è
importante
capirsi
e
capire
gli
altri
,
quanto
è
importante
la
chiarezza
e
precisione
delle
parole
(
il
linguaggio
chiaro
è
un
altro
tema
ricorrente
)
che
ci
serve
appunto
a
capirci
meglio
nelle
nostre
diversità
,
e
a
stare
meglio
insieme
,
uniti
.
[45]
Esprimersi
,
vivere
in
una
società
di
donne
e
uomini
eguali
,
liberi
,
«
immune
dai
limiti
ripetuti
»
,
non
nascondersi
di
stare
«
in
mezzo
ai
dolori
»
trovare
da
questi
e
contro
di
questi
nuove
ragioni
per
unirsi
,
crescendo
insieme
,
«
diventando
insieme
uomini
»
:
questo
è
la
sicurezza
che
le
nostre
bambine
e
i
nostri
bambini
vanno
cercando
e
con
gli
insegnanti
migliori
vanno
costruendo
.
[46]
Non
ieri
,
oggi
questa
è
la
loro
«
speranza
comune
»
.
[47]
Enrico
Berlinguer
correggendo
e
interrogando
una
pagina
famosa
di
Gramsci
,
in
cui
si
parla
solo
della
giusta
fatica
dello
studio
,
dell’
appropriazione
della
scienza
,
ha
parlato
di
recente
dell’
intreccio
di
gioie
e
fatiche
che
è
tipico
della
«
educazione
socialista
»
.
[48]
Questo
intreccio
,
attraverso
la
loro
stessa
produzione
,
lo
vanno
intessendo
ogni
giorno
i
ragazzi
delle
nostre
scuole
,
con
i
loro
insegnanti
.
[49]
Il
«
mal
di
democrazia
»
,
il
bisogno
senza
requie
di
chiarezza
espressiva
,
intellettuale
,
politica
,
di
solidarietà
costruttiva
e
di
giustizia
,
il
«
male
della
democrazia
»
è
la
malattia
di
crescenza
,
nuova
su
questa
scala
,
una
vera
epidemia
,
che
si
è
propagata
nelle
scuole
.
Text view
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