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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Essere limpidi
Language column
Il dire e il fare
Author
Tullio De Mauro
Date
19
marzo
1976
more header data
[1]
PER
IL
22
prossimo
,
alla
Casa
della
Cultura
di
Roma
,
il
CIDI
ha
organizzato
una
riunione
di
insegnanti
su
un
tema
già
altre
volte
discusso
:
la
comprensione
del
vocabolario
,
i
modi
per
capire
quanto
è
estesa
questa
capacità
dei
ragazzi
,
i
modi
attraverso
cui
gli
insegnanti
(
tutti
,
e
non
solo
quelli
di
italiano
)
possono
e
devono
impegnarsi
per
ampliare
e
affinare
questa
capacità
.
[2]
Gli
specialisti
di
questi
studi
sanno
che
si
tratta
di
temi
delicati
e
complessi
sia
dal
punto
di
vista
dell’
accertamento
dei
fatti
sia
dal
punto
di
vista
teorica
.
[3]
Sul
buon
terreno
del
CIDI
,
ossia
in
un
ambiente
di
insegnanti
democratici
impegnati
nella
promozione
intelligente
di
un
lavoro
didattico
produttivo
,
il
seme
gettato
qualche
anno
fa
ha
fruttificato
.
[4]
Non
studiosi
di
fama
più
o
meno
chiara
,
o
non
principalmente
loro
,
ma
gli
insegnanti
dell’
Istituto
Tecnico
Fermi
di
Roma
saranno
i
protagonisti
della
riunione
.
[5]
Dopo
aver
sedotto
il
loro
preside
(
sedotto
all’
idea
,
si
intende
)
,
le
e
gli
insegnanti
sono
riusciti
a
mettere
allo
studio
e
verificare
in
tutte
le
classi
un
questionario
su
questi
temi
,
mettendo
anche
in
discussione
la
comprensibilità
dei
libri
di
testo
italiano
,
storia
,
geografia
,
matematica
adoperati
nella
scuola
,
e
la
comprensibilità
dei
giornali
.
[6]
Il
lavoro
è
solo
agli
inizi
.
[7]
Ma
già
è
possibile
tentare
un
primo
bilancio
,
una
discussione
sul
metodo
seguito
,
una
prima
valutazione
di
risultati
:
ed
è
possibile
(
speriamo
)
vedere
se
e
come
generalizzare
in
altre
scuole
il
lavoro
intrapreso
dal
gruppo
pilota
dell’
Istituto
fermi
.
[8]
Di
tutto
questo
daremo
notizia
in
seguito
anche
nelle
pagine
di
questo
nostro
giornale
.
[9]
Qui
val
la
pena
di
anticipare
almeno
uno
dei
molti
importanti
risultati
che
già
si
vedono
con
il
lavoro
fatto
al
Fermi
.
[10]
Per
quanto
riguarda
la
comprensibilità
del
giornale
,
ai
ragazzi
dell’
Istituto
Tecnico
è
stato
dato
un
articolo
di
cronaca
sportiva
,
tratto
dal
«
Messaggero
»
di
Roma
.
[11]
È
un
passo
standard
,
medio
.
[12]
Poteva
essere
tratto
da
ogni
altro
giornale
italiano
.
[13]
La
scelta
è
stata
intenzionale
e
motivata
.
[14]
Al
CIDI
sappiamo
bene
che
il
vocabolario
,
come
ogni
altra
parte
del
linguaggio
,
funziona
e
si
affina
«
essendo
dato
il
resto
del
meccanismo
»
:
si
conoscono
e
si
imparano
nuovi
vocaboli
nel
pieno
di
una
pratica
sociale
e
intellettuale
che
spinga
a
crearsi
nuovi
strumenti
per
capire
e
farsi
capire
.
[15]
Sulla
base
di
quel
che
si
sapeva
e
vedeva
dei
ragazzi
(
le
loro
inclinazioni
,
il
loro
retroterra
culturale
sono
stati
materia
di
esplorazione
sistematica
)
,
si
è
pensato
che
per
saggiare
la
loro
capacità
di
padronanza
della
comprensione
del
giornale
il
terreno
per
loro
meno
difficile
fosse
quello
delle
cronache
sportive
.
[16]
Anche
qui
,
anche
su
questo
terreno
,
i
ragazzi
hanno
trovato
difficoltà
di
comprensione
.
[17]
Più
di
un
quarto
(
è
risultato
)
non
capisce
la
parola
invulnerabile
inserita
in
un
contesto
calcistico
:
e
non
capisce
bene
non
disperano
.
[18]
Ancora
una
volta
siamo
messi
di
frante
a
una
dura
realtà
.
[19]
I
ragazzi
del
Fermi
appartengono
al
quarto
«
alto
»
della
popolazione
italiana
,
appartengono
a
quel
24
per
cento
di
persone
che
hanno
la
licenza
media
o
titoli
scolastici
superiori
.
[20]
In
questo
paese
che
prima
conservatori
liberali
,
poi
i
fascisti
,
poi
ancora
i
democristiani
,
succedendosi
per
cento
anni
al
governo
,
hanno
tenuto
in
stato
di
diffuso
analfabetismo
(
ed
è
ridicolo
che
lo
storico
Rosario
Romeo
nel
«
Giornale
»
del
16
febbraio
dia
colpa
dei
mali
della
scuola
niente
meno
che
ai
socialisti
)
,
in
questo
paese
i
giornali
risultano
mal
comprensibili
anche
al
quarto
più
altamente
scolarizzato
della
popolazione
.
[21]
E
risultano
difficili
non
solo
gli
articoli
di
Ronchey
,
scritti
in
usbeco
e
folti
di
citazioni
pracritiche
,
ma
anche
le
cronache
di
nostri
valenti
cronisti
sportivi
.
[22]
Nello
stesso
buffo
articolo
del
«
Giornale
»
che
ora
abbiamo
citato
,
dopo
aver
messo
in
bocca
al
Romeo
la
parole
sui
socialisti
responsabili
dei
malanni
della
nostra
scuola
(
trista
cosa
per
un
fu
allievo
di
Chabod
e
ammiratore
di
Omodeo
che
la
storia
della
nostra
scuola
la
conoscevano
e
spiegavano
bene
)
,
si
sostiene
che
secondo
i
comunisti
addirittura
«
bisogna
distruggere
perfino
la
lingua
degli
italiani
»
.
[23]
Violando
le
regole
del
buon
gusto
,
sono
costretto
a
questo
punto
a
parlare
in
prima
persona
.
[24]
Secondo
l’
articolista
del
«
Giornale
»
sarei
infatti
io
l’
esecutore
del
criminoso
progetto
linguistico
dei
comunisti
,
io
passerei
il
mio
tempo
a
bruciar
sostantivi
,
sopprimere
verbi
,
danneggiare
proposizioni
,
mettere
fuori
uso
avverbi
,
occultare
particelle
e
nella
distruzione
della
buona
lingua
devo
ammettere
d’
essere
andato
un
pezzo
avanti
,
al
punto
che
l’
articolista
del
«
Giornale
»
sgrammatica
e
sbaglia
il
genere
dei
sostantivi
)
.
[25]
Ma
lasciamo
Romeo
,
«
il
Giornale
»
e
simili
,
e
torniamo
a
discorsi
più
seri
.
[26]
L’
esperienza
didattica
degli
insegnanti
del
Fermi
ancora
una
volta
ci
pone
di
fronte
ai
gravi
problemi
delle
disparità
linguistiche
esistenti
nella
nostra
società
dinanzi
al
cattivo
funzionamento
della
nostra
scuola
di
base
nel
campo
,
decisivo
,
di
dare
largamente
a
tutti
gli
allievi
la
capacità
di
capire
bene
almeno
i
quotidiani
.
[27]
Che
fare
,
perché
tutti
arrivino
a
questo
obiettivo
minimo
che
vecchi
conservatori
,
fascisti
democristiani
non
hanno
voluto
che
non
si
raggiungesse
?
[28]
Come
altre
volte
si
è
detto
,
è
necessaria
una
doppia
strategia
.
[29]
Da
una
parte
bisogna
che
chi
scrive
per
i
giornali
,
ma
anche
,
una
buona
volta
,
chi
scrive
testi
per
le
scuole
,
sorvegli
di
più
il
proprio
modo
di
scrivere
.
[30]
Troppo
spesso
giornali
e
libri
scolastici
chiamano
pasticcio
di
mais
la
polenta
.
[31]
Galileo
,
Leopardi
,
De
Sanctis
,
Cattaneo
,
Croce
,
Gramsci
,
Luigi
Einaudi
,
Omodeo
,
Togliatti
,
don
Milani
stanno
li
a
dirci
che
lo
sforzo
di
essere
limpidi
il
più
possibile
non
solo
non
va
contro
,
ma
anzi
spinge
verso
l’
approfondimento
critico
,
l’
intelligenza
compiuta
dei
fatti
.
[32]
D’
altra
parte
,
è
necessario
che
nella
scuola
di
base
si
sviluppino
tecniche
giuste
ed
efficaci
per
generalizzare
il
possesso
del
vocabolario
,
di
quelle
che
don
Lorenzo
Milani
chiamava
«
arte
dello
scrivere
»
e
della
non
meno
essenziale
«
arte
del
leggere
»
.
[33]
A
me
pare
che
,
in
questa
direzione
,
come
più
volte
si
è
detto
in
queste
pagine
,
uno
strumento
assai
efficace
sia
il
giornalino
di
classe
.
[34]
Se
l’
insegnante
rinunzia
alla
tentazione
di
fare
il
giornalino
«
bello
»
a
tutti
i
costi
,
oppure
una
volta
ogni
tanto
:
se
il
giornalino
è
uno
strumento
quotidiano
in
cui
giorno
per
giorno
si
riflette
realisticamente
e
si
precisa
l’
esperienza
di
lavoro
pratico
e
intellettuale
della
classe
:
allora
il
foglio
ciclostilato
è
forse
lo
strumento
oggi
migliore
per
mettere
in
attività
in
tutta
la
classe
tutte
quante
le
molte
abilità
e
capacità
di
cui
è
intessuto
il
linguaggio
verbale
.
[35]
Perciò
vediamo
con
gioia
diffondersi
ogni
giorno
di
più
la
pratica
dei
giornalini
.
[36]
Ed
è
buon
segno
che
i
ministeri
dei
lavori
pubblici
e
dell’
istruzione
(
come
leggiamo
nel
numero
del
3
marzo
di
«
Sindacato
e
scuola
»
)
abbiano
lanciato
un
concorso
intitolato
a
una
redazione
in
ogni
classe
»
.
[37]
I
tre
giornali
che
da
anni
e
anni
hanno
aperto
le
loro
pagine
alla
produzione
giornalistica
di
bambini
e
ragazzi
,
«
Paese
sera
»
,
«
l’
Unità
»
,
«
L’
Ora
»
di
Palermo
,
non
saranno
più
soli
.
[38]
A
parte
il
concorso
lanciato
dai
due
ministeri
,
si
è
affiancata
ad
essi
«
La
Stampa
»
di
Torino
che
da
vari
giorni
sta
pubblicando
in
cronaca
servizi
sui
giornali
di
classe
,
ed
ha
anch’
essa
lanciato
un
concorso
che
scade
(
avvertiamo
i
lettori
)
il
3
di
maggio
.
[39]
L’
anno
scorso
,
quando
la
Libreria
dell’
Oca
di
Roma
promosse
una
raccolta
di
giornalini
come
quella
che
fa
ora
«
La
Stampa
»
,
troppi
giornali
tacquero
della
cosa
.
[40]
Speriamo
che
«
La
Stampa
»
abbia
più
seguito
di
attenzione
da
parte
di
tutti
.
[41]
E
che
diventino
sempre
più
numerosi
gli
imitatori
dei
giornali
democratici
capaci
di
sollecitare
ed
ospitare
la
produzione
giornalistica
scolastica
,
che
,
ripetiamo
,
è
per
nostro
conto
un
momento
molto
importante
di
arricchimento
e
precisazione
delle
capacità
linguistiche
.
Text view
•
Paragraph view