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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Libri nuovi per scuole nuove
Language column
Il dire e il fare
Author
Tullio De Mauro
Date
14
marzo
1975
more header data
[1]
«
IMPARA
.
Uomo
dell’
ospizio
.
/
Impara
,
uomo
in
prigione
.
/
E
tu
pure
,
massaia
.
/
E
tu
,
che
hai
sessant’
anni
.
/
Devi
essere
tu
la
guida
.
/
Frequenta
scuole
,
senzatetto
.
/
Procurati
sapere
,
tu
che
hai
freddo
.
/
Uomo
affamato
,
bada
:
il
libro
è
un’
arma
per
te
»
.
[2]
Sono
passati
quarantatre
anni
da
quando
risuonarono
per
la
prima
volta
queste
parole
di
Bertold
Brecht
.
[3]
Oggi
,
esse
tornano
a
mente
.
[4]
Nel
grande
moto
di
rinnovamento
che
ha
investito
la
scuola
e
la
cultura
con
i
corsi
per
lavoratori
e
con
i
decreti
e
la
intensa
e
grande
partecipazione
popolare
alla
costituzione
degli
organi
democratici
di
gestione
,
si
riapre
,
fra
le
tante
,
anche
la
questione
dei
libri
per
la
scuola
nuova
.
[5]
È
una
questione
che
le
parole
di
Brecht
aiutano
a
mettere
nella
giusta
prospettiva
,
sull’
asse
più
centrato
.
[6]
Sulla
questione
,
a
sinistra
i
pareri
sono
stati
apparentemente
divisi
.
[7]
Persone
che
per
tutti
rappresentano
un
esempio
di
milizia
democratica
hanno
detto
:
«
Attenti
a
polemizzare
alla
cieca
contro
i
libri
di
testo
.
In
un
paese
tenuto
in
stato
di
aridità
culturale
dalle
vecchie
classi
dominanti
,
i
libri
di
testo
delle
scuole
sono
stati
e
sono
spesso
l’
unico
veicolo
di
cultura
scritta
,
riflessa
,
per
le
classi
popolari
.
Nelle
case
contadine
e
operaie
della
Toscana
e
dell’
Emilia
,
se
c’
è
chiara
coscienza
politica
ci
sono
libri
.
E
se
libri
ci
sono
,
sono
i
libri
di
scuola
»
.
[8]
Sono
argomenti
giusti
.
[9]
Non
gli
si
può
obiettare
che
,
a
breve
termine
,
fanno
profittare
qualche
padrone
.
[10]
In
una
società
capitalistica
,
proprio
e
solo
il
capitale
investito
in
industrie
editoriali
non
deve
profittare
?
[11]
E
se
le
industrie
editoriali
del
libro
scolastico
chiudessero
,
in
questo
paese
che
consuma
meno
carta
dell’
Angola
(
si
dice
)
,
che
farebbero
poligrafici
e
cartai
?
[12]
Dalla
storia
alla
filosofia
[13]
Adesso
,
proprio
dal
sindacato
poligrafici
,
attraverso
la
presa
di
posizione
di
un
suo
dirigente
,
Raul
Wittenberg
,
viene
riaperto
pacatamente
il
discorso
su
«
funzioni
e
limiti
dei
libri
di
testo
»
(
«
Sindacato
e
scuola
»
,
periodico
della
CGIL-Scuola
,
28
.
2
.
75
,
p
.
9
)
.
[14]
Sempre
più
spesso
,
negli
ultimi
anni
,
ci
si
è
espressi
contro
i
libri
di
testo
in
uso
nelle
nostre
scuole
.
[15]
Diciamolo
schiettamente
.
[16]
Nove
volte
su
dieci
(
e
siamo
buoni
!
)
i
libri
di
testo
in
uso
nelle
scuole
italiane
sono
una
vera
porcheria
.
[17]
A
individuare
ragioni
e
modi
di
questa
grave
difettosità
dei
libri
di
testo
,
le
scienze
del
linguaggio
possono
dare
e
hanno
dato
un
aiuto
non
indifferente
.
[18]
Buona
parte
dei
guai
legati
ai
libri
di
testo
dipendono
proprio
da
motivi
linguistici
:
e
cioè
delle
scelte
o
,
meglio
,
delle
mancate
scelte
in
fatto
di
linguaggio
.
[19]
Pochissimi
autori
di
libri
di
testo
cercano
di
badare
davvero
alla
adeguatezza
linguistica
,
alla
chiarezza
,
alla
comprensibilità
,
dei
libri
che
mandano
col
loro
nome
nelle
scuole
.
[20]
Come
è
stato
dimostrato
più
volte
(
a
partire
dalle
sparse
considerazioni
dei
primi
del
secolo
,
fino
agli
studi
più
sistematici
e
impegnati
di
Carlo
Bascetta
,
di
Mila
Busoni
e
tanti
altri
)
le
sola
attenzione
linguistica
che
si
coglie
è
quella
di
evitare
le
parole
ritenute
troppo
«
forti
»
(
anche
quelle
politicamente
troppo
«
forti
»
)
e
di
inzuccherare
e
impastrocchiare
con
diminuitivi
(
scarpette
,
piedini
,
riccioletti
,
casina
)
i
libri
per
ragazzi
delle
elementari
,
anzi
,
scusate
«
per
i
più
piccini
»
.
[21]
Ma
attenzioni
linguistiche
che
si
traducano
in
scelta
accurata
e
meditata
(
o
,
almeno
,
in
tentativo
serio
di
scelta
)
dei
vocaboli
e
del
tipo
di
frase
,
queste
attenzioni
solitamente
mancano
anche
nei
testi
migliori
,
più
seri
culturalmente
e
dal
punto
di
vista
democratico
.
[22]
Due
rilievi
.
[23]
Non
stiamo
con
ciò
chiedendo
libri
che
siano
acqua
fresca
.
[24]
A
chi
ha
voluto
e
vuole
imparare
da
loro
,
Vygotoskij
,
Gramsci
,
Ciari
,
Milani
,
hanno
insegnato
che
la
pedagogia
popolare
deve
proporre
testi
,
lezioni
,
libri
,
materiali
di
ricerca
e
partecipazione
che
siano
sempre
,
età
per
età
,
luogo
per
luogo
,
un
gradino
più
su
del
livello
di
partenza
degli
allievi
.
[25]
Ma
,
attenzione
:
un
gradino
,
non
la
scala
di
Giacobbe
che
arriva
su
fino
al
cielo
.
[26]
Un
gradino
,
non
un
monte
(
e
non
importa
se
sia
il
Monte
Bianco
,
o
il
Nero
,
o
,
magari
,
il
Rosa
)
.
[27]
Le
scelte
di
linguaggio
[28]
Dunque
,
il
libro
per
le
scuole
,
ogni
libro
,
ogni
scritto
di
vera
cultura
,
deve
sempre
fare
e
proporre
di
fare
un
passo
avanti
,
ma
solo
un
passo
,
solo
un
gradino
.
[29]
Non
deve
essere
facile
,
ma
dosatamente
difficile
per
i
suoi
destinatari
.
[30]
Ognuno
intravede
il
secondo
rilievo
.
[31]
Fermarsi
sulle
scelte
di
linguaggio
,
ancora
una
volta
,
non
significa
fare
considerazioni
di
stile
,
toccare
«
questioni
oziose
»
,
da
letterati
perdigiorno
.
[32]
Significa
invece
andare
a
fondo
di
questioni
di
fatto
.
[33]
In
questo
caso
,
parlare
del
«
dire
»
nella
scuola
significa
prendere
di
petto
il
modo
di
«
fare
»
la
scuola
.
[34]
E
vediamo
ancora
perché
.
[35]
Il
manuale
di
storia
o
di
filosofia
o
di
letteratura
o
di
fisica
nelle
medie
superiori
,
se
è
scritto
in
modo
troppo
intricato
,
linguisticamente
sbadato
,
fa
certamente
danno
.
[36]
Ma
,
per
dir
così
,
fa
un
danno
che
è
«
sensibilmente
»
eguale
per
tutti
.
[37]
Almeno
,
per
lungo
tempo
è
stato
così
.
[38]
Quando
la
macchina
scolastica
antipopolare
funzionava
a
pieno
regime
,
alla
scuola
postelementare
erano
iscritti
ragazzi
solo
in
percentuale
minima
:
il
2%
nel
1911
,
il
18%
nel
1951
,
il
30%
nel
1959-60
.
[39]
E
ancora
oggi
,
anche
se
i
primi
gruppi
di
ragazze
e
ragazzi
di
estrazione
operaia
e
contadina
cominciano
finalmente
ad
affacciarsi
alle
università
,
la
maggioranza
schiacciante
di
chi
varca
l’
obbligo
viene
dalla
minoranza
terziaria
e
medio-alto
borghese
.
[40]
Libri
di
scuola
male
scritti
fanno
danno
anche
a
loro
.
[41]
Magari
diventati
dirigenti
di
partiti
democratici
,
di
sindacati
,
dimenticheranno
o
non
sapranno
come
realizzare
le
indicazioni
date
da
Togliatti
,
da
Gramsci
,
nel
1927
:
[42]
«
Comunicare
con
gli
operati
.
Parlare
con
gli
operai
.
Tra
i
dirigenti
del
partito
,
che
non
sono
usciti
dal
proletariato
,
ve
ne
sono
alcuni
che
sanno
parlare
a
una
folla
.
Ma
parlare
con
gli
operai
,
e
non
come
maestri
e
capi
,
ma
come
compagni
e
,
sto
per
dire
,
allievi
…
questo
ben
pochi
di
noi
,
questo
forse
soltanto
Gramsci
,
di
noi
,
lo
sa
fare
»
.
[43]
Danno
grave
,
dunque
quello
dei
libri
mal
scritti
del
superiore
.
[44]
Ma
pensiamo
al
danno
dei
testi
delle
elementari
.
[45]
Questi
non
solo
diseducano
chi
li
impara
,
assorbe
e
va
avanti
.
[46]
Ma
hanno
effetti
ancora
più
profondi
,
e
gravi
.
[47]
Come
deve
essere
un
testo
per
elementari
lo
stabilisce
(
non
tutti
lo
sanno
)
la
legge
firmata
dal
ministro
socialdemocratico
Paolo
Rossi
il
23
novembre
1955
.
[48]
Essa
estende
praticamente
l’
imprimatur
vescovile
a
tutta
la
materia
educativa
(
i
clericali
scelsero
apposta
un
«
laico
»
per
vararla
)
e
stabilisce
perfino
cose
del
genere
:
«
Il
corpo
dei
caratteri
non
dovrà
essere
inferiore
ai
tre
millimetri
per
i
libri
della
I
e
II
classe
,
ai
due
millimetri
e
mezzo
per
ecc
.
»
.
[49]
Come
è
stato
dimostrato
,
questo
editto
che
ci
stiamo
tenendo
sulla
groppa
da
venti
anni
,
fa
si
che
i
libri
italiani
per
le
elementari
siano
scritti
allo
stesso
modo
,
con
una
serie
indefinita
di
scopiazzature
reciproche
consacrate
dalla
legge
.
[50]
Ma
,
delle
scopiazzature
,
si
occupino
autori
ed
editori
se
,
oltre
che
pubblicar
libri
di
testo
,
sanno
anche
leggere
.
[51]
Noi
dobbiamo
dire
che
il
più
perfetto
e
democratico
e
civile
dei
libri
di
testo
elementare
,
essendo
unico
per
tutto
il
territorio
nazionale
,
se
riesce
ad
essere
ben
pensato
linguisticamente
per
i
ragazzi
di
Milano
centro
,
Torino
,
Roma
centro
,
allora
non
è
,
non
può
essere
ben
pensato
per
i
ragazzi
di
Napoli
o
del
Lombardo-Veneto
agricolo
e
montano
.
[52]
E
,
se
arriva
pure
a
questi
,
non
arriva
e
non
funziona
per
i
ragazzi
del
Sud
,
delle
Isole
,
delle
immense
e
sfatte
borgate
romane
,
del
Lazio
povero
e
montuoso
,
per
i
bambini
che
vengono
dal
Sud
a
Torino
e
Milano
.
[53]
Troppo
forti
sono
ancora
le
profonde
,
drammatiche
differenze
linguistiche
e
culturali
tra
le
classi
e
regioni
italiane
:
e
il
libro
unico
,
lo
scrivessero
Lama
e
Trentin
,
nelle
elementari
non
può
non
avere
un
contraccolpo
atrocemente
selettivo
.
[54]
Se
funziona
per
gli
uni
,
discrimina
gli
altri
.
[55]
Se
queste
considerazioni
sono
esatte
,
l’
obiettivo
corretto
non
è
già
quello
di
«
abolire
i
libri
di
testo
»
.
[56]
Come
indicano
i
sindacati
poligrafici
e
come
già
indicò
Lucio
Lombardo
Radice
vari
anni
fa
(
«
Riforma
della
Scuola
»
,
nn
.
8-9
del
1971
)
,
l’
obiettivo
è
abolire
il
meccanismo
di
adozione
dei
libri
per
le
superiori
(
art
.
52-53
del
regio
decreto
965
.
del
1924
)
che
fanno
piovere
sulla
testa
di
insegnanti
che
non
hanno
scelto
e
ragazzi
che
hanno
scelto
ancor
meno
,
libracci
prodotti
e
imposti
in
assenza
degli
insegnanti
e
dei
ragazzi
che
devono
usarli
,
ed
è
abolire
l’
infame
legge
del
1955
che
tarpa
ogni
tentativo
di
rinnovamento
della
cultura
e
dell’
editoria
elementare
.
[57]
I
decreti
delegati
[58]
Non
vogliamo
meno
libri
,
ma
più
e
più
libri
.
[59]
E
migliori
.
[60]
E
non
vogliamo
nemmeno
distruggere
(
almeno
per
ora
)
il
profitto
degli
editori
.
[61]
Vogliamo
orientarlo
diversamente
.
[62]
Da
casa
di
tolleranza
dell’
incultura
,
le
case
editrici
scolastiche
(
come
alcune
già
tentano
di
fare
)
si
trasformino
e
possano
tutte
trasformarsi
in
aziende
produttrici
di
strumenti
di
cultura
,
vari
,
molteplici
,
liberamente
alternativi
e
concorrenziali
,
scelti
a
inizio
d’
anno
da
insegnanti
e
genitori
al
cospetto
degli
scolari
che
devono
usarli
.
[63]
I
decreti
delegati
(
art
.
4d
e
6b
del
decreto
416/1974
)
in
parte
confermano
le
turpi
leggi
,
in
parte
aprono
uno
spiraglio
.
[64]
Bisogna
,
per
dirla
col
nostro
Rodari
,
che
nello
spiraglio
i
lavoratori
ci
piantino
un
solido
piede
.
[65]
E
passino
e
vadano
avanti
,
portando
scuola
e
cultura
a
produrre
ed
usare
testi
più
e
meglio
pensati
e
pensabili
per
le
esigenze
di
crescita
culturale
dei
nostri
ragazzi
.
[66]
Giustamente
,
poligrafici
e
cartai
si
sono
fatti
i
conti
.
[67]
Forse
non
ogni
cifra
è
impeccabile
.
[68]
Dobbiamo
discuterne
.
[69]
Ma
pare
ormai
chiaro
che
la
divisione
in
materia
di
libri
per
la
scuola
è
acqua
passata
per
i
democratici
.
[70]
E
che
,
arrivando
alla
abrogazione
delle
due
vecchie
leggi
per
testi
elementari
e
medi
,
possiamo
ritrovarci
tutti
a
lavorare
per
una
scuola
più
ricca
di
libri
,
più
ricca
di
capacità
di
cultura
.
Text view
•
Paragraph view