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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Virgolette politiche
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
30
ottobre
1973
more header data
[1]
Un
lettore
,
con
la
testa
grammaticalmente
sul
colto
anche
quando
sarebbe
lecito
perderla
,
ha
notato
che
nelle
corrispondenze
giornalistiche
del
Medio
Oriente
l’
espressione
di
gergo
militare
«
cessare
il
fuoco
»
,
passando
come
fa
al
discorso
indiretto
,
e
quivi
perdendo
valore
d’
interiezione
,
s’
usa
per
lo
più
scompagnata
dalle
virgolette
,
onde
andantemente
si
scrive
:
la
linea
del
cessare
il
fuoco
,
la
proposta
del
cessate
il
fuoco
,
la
possibilità
di
arrivare
a
un
cessate
il
fuoco
e
così
via
:
con
eccesso
,
secondo
lui
,
di
disinvoltura
sintattica
e
il
rischio
che
l’
analisi
logica
ne
resti
concertata
.
[2]
Fatto
è
che
non
siamo
zucconi
,
e
che
con
le
virgolette
,
dovendosene
fare
oggi
in
teoria
un
uso
immoderato
,
stancano
presto
tipografi
e
lettori
:
sicché
a
un
certo
punto
è
convenuto
che
se
ne
possa
far
di
meno
.
[3]
«
La
linea
del
cessate
il
fuoco
»
è
una
brachilogia
ovvero
un
parlar
corto
,
che
sta
per
l’
intero
«
linea
dove
fu
intimato
l’
ordine
di
cessare
il
fuoco
»
;
ma
il
lettore
moderno
intende
alla
prima
che
cosa
si
vuol
dire
,
e
anche
il
comando
militare
«
cessate
il
fuoco
!
»
sente
ormai
come
un
tutto
sostantivale
,
da
accompagnarsi
coll’
articolo
il
e
un
;
e
a
questo
punto
del
processo
liberatorio
le
prudenziali
virgolette
gli
tornano
superflue
:
non
gl’
importa
di
vederle
materialmente
,
gli
basta
pensarle
.
[4]
Pochi
scrupolosi
che
ancora
virgolettano
,
perdurando
il
conflitto
,
dovranno
smettere
.
[5]
Di
altre
espressioni
tecnico-militari
è
avvenuto
il
medesimo
.
[6]
L’
interiezione
altolà
(
o
anche
disgiunto
:
alto
là
)
,
che
viene
dal
tedesco
halt
,
‘
ferma’
,
è
divenuta
un
sostantivo
anche
domestico
:
quando
non
se
ne
può
più
,
si
dà
l’
altolà
al
marito
brontolone
,
alla
moglie
spendereccia
,
al
debitore
moroso
,
senza
verum
risalto
ortografico
.
[7]
Più
complesso
è
il
caso
di
un’
altra
espressione
militaresca
anch’
essa
passata
,
pari
pari
,
nel
linguaggio
comune
:
il
grido
della
sentinella
chi
vive
?
,
donde
il
modo
proverbiale
stare
sul
chi
vive
.
[8]
Qui
è
netta
l’
influenza
del
francese
qui
vive
e
ètre
o
se
tenir
su
r
le
qui
vive
,
che
la
sentinella
italiana
da
una
parte
e
tutti
gli
italiani
dall’
altra
possono
benissimo
surrogare
con
«
chi
va
là
?
»
e
con
«
stare
all’
erta
,
tenersi
pronti
,
aprir
bene
gli
occhi
»
e
sim
.
[9]
Ma
,
non
rammentiamo
più
dove
,
trovammo
una
volta
che
il
chi
vive
e
lo
star
sul
chi
vive
sarebbero
errati
anche
per
un’
altra
ragione
:
l’
elemento
francese
vive
vi
sarebbe
frainteso
,
per
etimologia
popolare
,
come
la
terza
singolare
dell’
indicativo
presente
di
Vivere
,
laddove
si
tratterebbe
dell’
interiezione
vive
!
[10]
(
viva
!
)
.
[11]
Di
un
altro
usitatissimo
condensato
francese
,
passato
nella
nostra
lingua
,
ci
sarebbe
che
dire
:
ordine
del
giorno
.
[12]
È
una
forma
ellittica
del
linguaggio
parlamentare
,
e
sta
per
«
ordine
delle
cose
da
trattarsi
nella
giornata
»
.
[13]
Quindi
è
che
il
purismo
non
voleva
sapere
di
«
mettere
all’
ordine
del
giorno
»
,
ma
caldeggiava
Mettere
in
discussione
,
in
consulta
;
non
voleva
«
passare
all’
ordine
del
giorno
»
ma
Passare
oltre
Inutile
dire
che
siffatte
forme
riempienti
così
bene
la
bocca
,
non
si
lasciano
più
spodestare
;
e
già
Gino
Capponi
,
al
tempo
suo
ne
sembra
persuaso
,
quando
chiosa
«
ordine
del
giorno
»
col
sospiro
«
Ma
bisognerebbe
trovare
altro
nome
perché
quello
è
proprio
robaccia
…
»
.
[14]
Non
altrimenti
,
chi
richiama
all’
ordine
,
specie
se
si
tratta
di
un
educatore
,
commette
una
brachilogia
non
punto
bella
:
non
all’
ordine
,
se
ci
pensiamo
bene
,
richiamiamo
Il
nostro
prossimo
,
ma
al
Rispetto
,
all’
osservanza
,
al
dovere
e
così
via
.
[15]
Questo
è
un
vero
parlare
,
e
l’
altro
no
:
eppure
tutti
lo
intendono
benissimo
,
perché
il
punto
,
nella
lingua
,
è
di
essere
in
molti
,
e
tutti
d’
accordo
,
nell’
uso
della
forma
sbagliata
.
[16]
Leo
Pestelli
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