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Maarten Janssen, 2014-
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Quando s’ha da dire “buona sera”
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
27
aprile
1973
more header data
[1]
Conviene
seguire
l’
uso
toscano
e
rivolgere
quest’
augurio
a
sole
ancora
alto
–
I
molti
significati
di
“
buona
notte
”
[2]
Tutta
la
lingua
è
problematica
a
chi
la
studia
:
quando
si
deva
dire
buon
giorno
,
quando
buona
sera
e
quando
buona
notte
,
anche
questo
è
argomento
di
meditazione
.
[3]
La
Toscana
litiga
col
resto
d’
Italia
circa
l’
uso
di
buona
sera
,
ch’
essa
suole
dire
molto
per
tempo
,
a
sole
ancora
alto
;
laddove
altrove
,
segnatamente
nel
Settentrione
,
non
si
dismette
il
buon
giorno
se
non
a
buio
fatto
.
[4]
Ove
si
rifletta
che
una
formula
d’
augurio
in
tanto
vale
in
quanto
è
rivolta
a
quel
che
deve
venire
e
non
a
quello
ch’
è
già
venuto
,
non
si
può
non
dar
ragione
all’
usanza
toscana
,
che
non
è
già
di
«
anticipare
»
il
buona
sera
,
ma
semplicemente
di
servirsene
in
tempo
utile
.
[5]
Si
vuole
un
embrione
di
regola
?
[6]
Dall’
alba
fin
quasi
a
mezzodì
si
dica
buon
giorno
;
da
mezzodì
al
vespro
,
buonasera
.
[7]
Ma
ecco
,
la
sera
è
venuta
.
[8]
Qui
si
affaccia
una
questione
molto
più
sottile
,
quella
della
scelta
fra
buona
sera
e
buona
notte
.
i
più
non
la
sentono
,
o
pensano
di
doversi
regolare
,
come
nel
caso
di
buon
giorno
–
buona
sera
,
sul
filo
della
cronologia
.
[9]
Eh
no
,
si
tratta
di
due
saluti
augurali
qualitativamente
diversi
:
l’
uno
di
accoglienza
(
buona
sera
)
e
l’
altro
di
commiato
(
buona
notte
)
;
e
poiché
né
accoglienza
né
commiato
osservano
un
orario
,
la
scelta
è
da
fare
sul
piano
del
comportamento
.
[10]
Buona
notte
è
saluto
terminale
,
da
dirsi
alla
persona
che
presumiamo
di
non
rivedere
più
prima
di
andare
a
letto
.
[11]
Se
questa
presunzione
sussiste
,
è
lecito
dire
buona
notte
anche
prima
di
sera
o
addirittura
,
come
si
fa
in
campagna
,
in
pieno
pomeriggio
.
[12]
Se
invece
non
sussiste
,
allora
le
si
dice
buona
sera
e
così
le
si
diche
anche
a
notte
fonda
o
fondissima
.
[13]
Buona
sera
è
saluto
eminentemente
sociale
,
proprio
dei
nottambuli
che
non
si
staccherebbero
dalla
compagnia
neppure
coll’
acqua
bollita
,
e
risonante
in
quelle
veglie
che
si
producono
fino
al
canto
dell’
allodola
(
i
così
detti
«
continuati
»
)
,
allorché
buona
sera
si
salda
a
buon
giorno
,
senza
che
buona
notte
abbia
avuto
campo
di
affacciarsi
.
[14]
Ma
un
istinto
perverso
,
sebbene
grammaticalmente
corretto
,
guida
talvolta
l’
adultero
a
ben
distinguere
:
egli
si
accomiata
dal
padron
di
casa
con
uno
sprangato
buona
notte
,
e
si
accomiata
dalla
moglie
di
lui
(
che
rivedrà
tra
poco
nella
serra
)
con
un
socchiuso
buona
sera
.
[15]
Chi
va
poi
dopo
cena
in
un
luogo
per
restarvi
solo
pochi
momenti
,
impara
dal
Tommaseo
il
modo
di
far
conoscere
la
sua
intenzione
alla
brigata
:
basterà
che
dica
d’
un
fiato
buona
sera
e
buona
notte
.
[16]
Che
il
proprio
di
quest’
ultima
forma
sia
di
determinare
e
chiudere
,
appare
anche
dal
modo
figurato-esclamativo
buona
notte
!
con
cui
si
suole
troncare
un
discorso
,
una
questione
,
che
abbia
finito
col
seccarci
.
[17]
«
Se
dopo
tutto
quello
che
ti
hanno
raccontato
di
lei
,
l’
ami
ancora
,
buona
notte
!
»
.
[18]
Perché
l’
idea
di
notte
è
più
finale
di
quella
di
sera
,
«
buona
sera
!
»
che
anche
si
dice
con
lo
stesso
significato
d’
impazienza
,
non
suona
altrettanto
energico
e
liberatorio
:
respinge
l’
interlocutore
,
ma
non
lo
manda
a
dormire
come
fa
l’
altro
.
[19]
È
l’
anno
buono
per
ricordare
una
delle
più
curiose
fra
le
tante
questioncelle
di
lingua
che
s’
annidano
nel
gran
volume
dei
Promessi
Sposi
.
[20]
Si
riattacca
alla
preminenza
della
parte
destra
sulla
sinistra
(
braccio
,
mano
,
occhio
ecc
.
)
,
riconosciuta
da
tutte
le
principali
lingue
europee
.
[21]
Tutti
rammentiamo
,
al
cap
.
[22]
IV
,
lo
scambio
di
battute
tra
Lodovico
(
poi
fra
Cristoforo
)
e
il
suo
avversario
che
gli
cammina
incontro
rasentando
il
muro
:
«
Fate
luogo
,
voi
la
diritta
è
mia
»
.
[23]
«
Co’
vostri
pari
,
è
sempre
mia
.
»
Un
acuto
lettore
ebbe
subito
a
notare
che
l’
espressione
«
la
diritta
è
mia
»
sta
bene
in
bocca
a
Lodovico
che
ha
il
lato
destro
verso
il
muro
,
ma
che
non
si
capisce
come
il
prepotente
signore
,
stando
di
fronte
a
Lodovico
e
pur
pretendendo
la
stessa
cosa
,
dica
anche
lui
:
«
(
La
diritta
)
è
mia
.
»
In
altri
termini
la
parola
diritta
,
usata
in
comune
,
non
si
accorda
con
la
posizione
dei
due
litiganti
.
[24]
Ma
il
D’
Ovidio
,
a
cui
i
manzoniani
si
rapportano
,
riflettutoci
un
poco
,
parlò
così
.
[25]
Certamente
,
a
considerare
la
cosa
con
rigore
matematico
,
la
diritta
che
l’
avversario
di
Lodovico
pretendeva
non
era
diritta
,
ma
era
proprio
,
quanto
a
lui
,
la
sinistra
.
[26]
«
Ma
egli
è
che
qui
si
tratta
di
parole
colleriche
,
passionate
,
figurate
…
.
(
il
prepotente
)
non
fa
che
ritorcere
rabbiosamente
la
frase
e
non
istà
a
guardare
il
valore
matematico
della
sua
espressione
»
.
[27]
È
un
caso
insomma
di
ecolalia
psicologica
,
in
cui
il
vocabolo
diritta
,
la
seconda
volta
,
non
ha
un
significato
da
vocabolario
ma
un
senso
tutto
momentaneo
.
[28]
E
a
rincalzo
di
tale
osservazione
,
lo
studioso
citava
un
analogo
esempio
di
ripigliamento
nelle
parole
di
un
vescovo
d’
origine
campagnola
,
che
volendo
inculcare
nel
rozzo
uditorio
l’
obbligo
dell’
astensione
dal
lavoro
la
domenica
,
uscì
colà
:
«
Anche
di
domenica
voi
non
pensate
al
ciuco
,
al
bove
,
alla
vacca
;
e
non
vi
volete
persuadere
che
il
primo
ciuco
è
Dio
,
il
primo
bove
è
Gesù
Cristo
!
»
Che
è
un
piccolo
capolavoro
di
lingua
ingenua
,
trascinata
dall’
analogia
;
dove
i
vocaboli
bassi
ciuco
e
bove
,
così
empiamente
applicati
,
si
redimono
nel
tono
di
una
rustica
laude
al
Signore
.
[29]
Leo
Pestelli
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