Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
La nèmesi maiuscola
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
26
gennaio
1975
more header data
[1]
Domanda
un
lettore
se
«
nèmesi
»
sia
da
scrivere
con
la
lettera
grande
,
e
se
possa
stare
,
senza
più
,
per
sinonimo
di
Vendetta
.
[2]
Chi
ha
sensibilità
mitologica
,
che
è
quanto
dire
poetica
,
scriverà
Nèmesi
,
perché
ci
sente
il
nome
proprio
d’
una
Dea
,
la
dea
della
giustizia
distributiva
,
che
toglieva
a
premiare
o
castigare
le
azioni
compiute
dagli
uomini
.
[3]
Sebbene
anche
presso
gli
antichi
prevalesse
il
senso
cattivo
di
«
dea
della
vendetta
»
,
quella
prima
e
più
mite
accezione
non
è
da
dimenticare
.
[4]
L’
iter
era
questo
.
[5]
A
punire
il
superbo
gli
Dei
ne
davano
la
mente
in
balia
alla
dea
Ate
(
Fatalità
)
,
cioè
a
un
cotale
accecamento
funesto
,
che
di
stoltezza
in
istoltezza
precipitava
l’
uomo
e
la
sua
stirpe
nella
sciagura
.
[6]
Spettava
poi
a
Nèmesi
(
dea
della
distribuzione
equa
e
irrevocabile
,
perciò
detta
anche
Adrastea
)
segnare
il
funesto
decreto
;
dopodiché
le
Erinni
(
Furie
)
perseguitavano
il
reo
fino
alla
morte
.
[7]
Era
insomma
quella
di
Nèmesi
una
«
vidimazione
»
,
che
riguardava
così
il
male
come
il
bene
.
se
per
umiliare
l’
orgoglio
degli
umani
Zeus
ingenerò
nella
dea
Nèmesi
quell’
Elena
che
fu
cagione
dello
sterminio
di
tanti
eroi
.
[8]
Elena
recò
pure
loro
,
prima
della
rovina
,
dolcezza
e
bella
vista
.
[9]
Cosicché
a
parlare
rettamente
,
Nèmesi
non
sarebbe
lo
stesso
che
Vendetta
:
una
promozione
,
il
lieto
successo
di
un’
impresa
,
una
suocera
buona
,
la
Costituzione
inglese
,
possono
essere
effetto
di
Nèmesi
,
in
quanto
distributrice
di
premi
,
oltreché
di
castighi
.
[10]
Può
esser
Nèmesi
anche
il
sollievo
che
prova
a
rituffarsi
nel
dialetto
nativo
chi
abbia
affaticate
le
orecchie
dal
linguaggio
dei
politici
.
[11]
Lungo
sarebbe
enumerare
i
meriti
di
«
Come
parlare
e
scrivere
meglio
»
(
«
Selezione
del
Reader’
s
Digest
»
-
Milano
)
,
che
compilato
da
Aldo
Gabrielli
,
Luciano
Satta
e
altri
linguisti
di
prima
lancia
,
scioglie
nel
modo
più
piacevole
e
sicuro
quasi
tutte
le
difficoltà
di
lingua
,
innestandovene
di
inedite
che
allargano
l’
orizzonte
.
[12]
Un
paragrafo
tratta
,
«
ad
deterrendum
»
,
del
sermone
dei
politici
,
contrassegnato
da
scialacquo
di
parole
,
ipotassi
a
perdifiato
e
libidine
dell’
astratto
.
[13]
Dai
gustosi
esempi
recati
e
dai
moltissimi
che
il
lettore
può
aggiungere
di
suo
,
si
ricava
questo
paradosso
:
che
il
linguaggio
dell’
uomo
politico
,
non
altrimenti
che
quello
del
poeta
,
è
in
funzione
,
non
già
di
«
mezzo
»
,
ma
di
«
fine
»
.
[14]
Perché
insorgono
daccapo
tante
virgolette
nei
resoconti
parlamentari
?
[15]
Appunto
per
isolare
il
valore
dell’
espressione
per
sé
presa
.
[16]
Parlando
si
fanno
tante
combinazioni
;
e
a
ognuno
può
accadere
di
dare
a
compromesso
l’
aggiunto
storico
,
a
s
v
olta
l’
aggiunto
democratica
,
e
così
,
sebben
più
raramente
,
di
fare
ossimori
(
acutezze
stolte
)
del
tipo
concordia
discors
,
più
invecchi
e
più
diventi
bella
ecc
.
[17]
Ma
con
questo
resteremmo
immensamente
lontani
dai
veri
«
compromesso
storico
»
,
«
svolta
democratica
»
,
«
convergenze
parallele
»
.
[18]
Questi
modi
sono
veri
(
per
lo
meno
al
suono
)
perché
immobili
e
inalterabili
,
cioè
a
dire
perché
escono
da
un
calcolo
e
dosatura
della
parola
,
da
una
vera
e
propria
fascinazione
verbale
(
tipograficamente
segnata
dalle
virgolette
,
in
forza
delle
quali
«
preliminarmente
»
non
è
più
il
nostro
Preliminarmente
)
,
che
,
a
giudicare
dall’
estrinseco
,
è
la
medesima
onde
il
Poeta
si
muove
a
dire
,
una
volta
per
tutte
,
«
Giovane
donna
sotto
un
verde
lauro
»
.
[19]
La
differenza
è
che
quei
modi
,
significando
poco
o
nulla
,
riescono
soltanto
ossessivi
;
ma
non
per
questo
è
men
vero
che
in
essi
la
parola
serve
a
se
stessa
e
non
ad
altro
.
[20]
Lo
stesso
è
delle
Figure
che
,
private
del
sentimento
,
nel
linguaggio
politico
generano
oscurità
piuttosto
che
chiarezza
.
[21]
Tutti
intendono
la
bufera
delle
passioni
(
le
figure
si
fanno
per
questo
)
;
non
tutti
livello
di
guardia
,
linea
dura
e
linea
morbida
,
e
perché
il
Tempo
debba
pluralizzarsi
in
tempi
lunghi
e
tempi
brevi
.
[22]
E
nondimeno
il
linguaggio
politico
giornalistico
suda
dietro
alla
produzione
di
immagini
,
che
,
se
non
ci
fossero
sarebbe
molto
più
chiaro
.
[23]
È
da
vedere
anche
in
questo
una
deserta
volontà
poetica
?
[24]
Meglio
,
si
diceva
,
farsela
col
dialetto
,
con
una
qualunque
particella
di
esso
.
[25]
Quale
differenza
fra
un
mondo
come
«
si
profila
il
riacutizzarsi
»
e
il
piemontese
ciamè
bute
!
[26]
Poiché
un
lettore
ce
ne
chiese
spiegazione
:
è
maniera
popolaresca
,
esprimentissima
,
sapida
d’
osteria
.
[27]
Vale
infatti
«
riconoscersi
vinto
»
,
sul
innanzi
di
colui
che
gioca
all’
osteria
e
,
avendo
perso
la
partita
,
chiama
,
cioè
ordina
:
bottiglie
!
,
vale
a
dire
il
vino
della
posta
in
gioco
.
[28]
Dove
è
da
notare
:
l’
idiotismo
piemontese
chiamare
per
Chiedere
,
domandare
;
l’
ellissi
dei
:
dichiarativi
che
produce
l’
illusione
di
un
termine
diretto
(
chiamar
bottiglie
)
e
infine
la
figura
Metonimia
,
per
cui
il
contenente
(
bottiglia
)
è
preso
come
il
contenuto
vino
.
[29]
Osservazioni
che
nulla
tolgono
alla
bellezza
del
ciamè
bute
.
[30]
Dilungarsi
sulla
sua
origine
eroica
e
tutta
virile
,
quel
modo
si
estende
anche
ai
fanciulli
,
agl’
innamorati
,
agli
animali
domestici
che
,
convinti
d’
aver
torto
,
alzano
il
dito
(
il
tollere
digitum
dei
Latini
)
in
segno
di
resa
.
[31]
Leo
Pestelli
Text view
•
Paragraph view