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Maarten Janssen, 2014-
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Il dramma di “suicidarsi”
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
25
settembre
1975
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[1]
Poco
sbaglia
chi
ritiene
che
in
fatto
di
aggettivi
(
vecchio
male
)
siamo
sul
punto
di
perdere
la
testa
.
[2]
O
forse
l’
abbiamo
già
perduta
?
[3]
La
«
guerra
del
vino
»
non
si
fa
senza
strazio
degli
orecchi
.
[4]
Che
mostruosa
cosa
è
quell’
aggiunto
eccedentario
(
«
vino
eccedentario
»
)
che
nel
giro
di
tre
sere
abbiamo
sentito
pronunziato
due
volte
sul
teleschermo
!
[5]
Bisognerebbe
entrare
nelle
tortuosità
di
certi
cervelli
per
capire
che
cosa
sia
nella
nuova
parola
che
già
non
si
trovi
in
Eccedente
,
aggettivo
participiale
per
sé
sufficientissimo
a
esprimere
l’
idea
.
[6]
Ma
la
desinenza
-ario
è
di
moda
(
comunitario
prioritario
ecc
.
)
,
e
pur
di
ficcarcela
,
la
si
applica
di
testa
propria
(
qui
è
la
differenza
dell’
affine
Sedentario
,
che
è
tolto
di
peso
dal
latino
sedentarius
)
o
senza
badare
ch
’
essa
denota
«
appartenenza
,
conformità
,
convenienza
a
una
cosa
»
e
altro
che
non
fa
al
caso
,
a
una
voce
già
compiutamente
formata
,
storpiandola
.
[7]
Ma
lasciamo
di
farci
cattivo
il
sangue
,
e
veniamo
a
questioni
più
tranquille
.
[8]
Nulla
di
assoluto
,
di
metodico
può
essere
nell’
insegnamento
linguistico
.
[9]
Talvolta
bisognerà
mettere
in
guardia
contro
la
pedanteria
:
talaltra
incuorarla
.
[10]
Rientra
nel
primo
caso
la
maniera
congiuntiva
a
che
(
franc
.
à
quoi
)
,
una
delle
balordaggini
più
diffuse
.
[11]
Proponete
a
dieci
Italiani
i
verbi
Provvedere
procurare
badare
consentire
opporsi
e
simili
,
e
nove
di
essi
sfionderanno
immancabilmente
l’
a
che
,
come
fatale
conseguenza
sintattica
:
provvederà
a
che
non
ti
manchi
nulla
;
tutti
hanno
interesse
a
che
giustizia
sia
fatta
.
[12]
Per
esempio
del
metodo
opposto
(
pignoleria
a
oltranza
)
sta
il
francesismo
Suicidarsi
(
se
suicider
)
.
[13]
Tutti
ormai
se
ne
giovano
,
anche
scrittori
illustri
:
l’
Uso
se
la
ride
degli
avvertimenti
in
contrario
dei
linguisti
.
[14]
Eppure
quel
riflessivo
ribadito
due
volte
,
equivalente
a
«
suicidare
se
stesso
»
,
e
la
cui
genesi
è
stata
bene
illustrata
dal
Gabrielli
(
dal
sostantivo
suicida
,
uccisore
di
sé
,
e
dal
derivato
verbo
suicidare
,
che
aveva
già
valore
riflessivo
,
ma
non
però
la
forma
,
sicché
gli
fu
data
con
l’
istintiva
aggiunta
della
particella
si
)
,
quel
doppio
riflessivo
non
va
;
e
chi
fa
tanto
da
arrivare
a
capirlo
,
non
lo
userà
più
o
almeno
più
raramente
(
giacché
l’
Uso
ci
travolge
)
e
in
ogni
caso
l’
userà
con
una
punta
di
fastidio
,
come
chi
,
camminando
,
sentisse
un
ciottolo
tra
i
piedi
.
[15]
Gli
stessi
che
gli
usano
indulgenza
come
a
modo
inverato
,
avvertono
poi
che
in
una
prosa
vigilata
si
dirà
assai
meglio
Uccidersi
,
Ammazzarsi
;
o
dispiacendo
questi
verbi
crudi
,
si
potranno
usare
maniere
eufemistiche
quali
darsi
la
morte
,
togliersi
la
vita
,
porre
fine
ai
propri
giorni
e
sim
.
,
o
anche
attaccarsi
prosaicamente
al
mezzo
usato
per
suicidarsi
:
spararsi
,
avvelenarsi
impiccarsi
annegarsi
ecc
.
:
i
quali
tutti
sono
buoni
riflessivi
,
debitamente
formati
(
verbo
più
particella
)
,
senza
ridondanze
.
[16]
Perché
,
alla
fin
fine
,
chi
ci
vieta
di
vigilare
la
nostra
prosa
?
[17]
D’
andar
cauti
con
lo
stesso
Suicidio
(
fr
.
Suicide
)
,
soprattutto
in
senso
morale
:
il
suicidio
d’
uno
scrittore
(
un
cattivo
libro
)
;
il
suicidio
di
un
popolo
(
un
rivolgimento
finito
male
)
?
[18]
Leo
Pestelli
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