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Maarten Janssen, 2014-
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I “regali” del dialetto
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
25
settembre
1973
more header data
[1]
Due
criteri
per
giudicare
dei
regionalismi
:
l’
antichità
,
di
per
sé
inviolabile
,
e
la
convalidazione
[2]
I
doni
che
le
parlate
regionali
hanno
fatto
e
fanno
al
fondo
comune
della
lingua
,
sono
innumerabili
;
e
al
purista
che
ne
li
volesse
sbandire
non
basterebbe
risalire
al
Trecento
,
ché
anche
lì
,
oltre
a
un
viluppo
di
senesismi
(
cittolo
)
,
lucchesismi
(
lappola
)
,
pistolesismi
(
bilenco
)
ecc
.
,
avviticchiati
al
fiorentino
schietto
,
troverebbe
,
a
tacer
d’
altro
,
il
venezianismo
di
botto
(
de
boto
)
e
i
sardismi
di
piano
e
dono
,
che
tutti
e
tre
sono
in
Dante
.
[3]
Sarebbe
insomma
quel
purista
certamente
più
matto
che
purista
:
ma
per
ciò
solo
che
diciamo
«
certamente
»
e
non
decisamente
come
l’
andazzo
porterebbe
a
fare
(
decisamente
euforico
,
decisamente
bella
)
,
perché
neghiamo
che
il
verbo
Decidere
e
i
suoi
derivati
Deciso
Decisamente
abbiano
i
sensi
che
dal
Piemonte
sono
passati
al
resto
d’
Italia
(
di
Risolversi
,
indursi
;
di
Risoluto
,
fermo
;
di
Assolutamente
,
risolutamente
,
certamente
)
,
abbiamo
posto
un
criterio
per
giudicare
dei
regionalismi
;
criterio
che
si
assomma
nel
concetto
di
antichità
prima
e
poi
di
convalidazione
.
[4]
Acciuga
e
ramazza
[5]
L’
antichità
(
come
vediamo
nel
veneto
di
botto
,
che
ha
fatto
corpo
con
l’
italiano
)
è
di
per
sé
inviolabile
:
nelle
cose
di
lingua
si
beve
,
e
talvolta
anche
si
beve
grosso
;
tutto
quello
che
sia
stato
imbottigliato
da
secoli
.
[6]
E
così
,
perché
convalidato
dall’
Uso
che
li
sente
ormai
necessari
,
nessuno
darebbe
addosso
a
quelle
«
creature
loci
»
che
sono
i
termini
liguri
darsena
boa
trinchetto
acciuga
;
ai
piemontesi
gr
issini
e
ramazza
;
ai
veneti
gondola
regata
catasto
e
gazzetta
;
agli
emiliani
birichino
aleàtico
mezzadro
;
ai
romani
maschera
(
inserviente
teatrale
)
,
pizzardone
e
sbafare
;
ai
napoletani
ammainare
pizza
mozzarella
e
iettatura
;
al
siciliano
cassata
e
così
via
.
[7]
Ma
ci
sono
parole
e
modi
e
anche
o
soprattutto
pronunzie
(
appiccicose
,
incrollabili
,
fatali
come
quella
di
certo
maestro
veneto
,
ricordato
dal
Migliorini
,
che
soleva
esortare
gli
alunni
a
«
batere
le
dopie
»
)
,
che
manifestano
la
patria
di
chi
parla
con
una
confidenzialità
che
sarebbe
del
dialetto
ma
non
è
della
lingua
;
deviazioni
,
storture
,
anche
errori
,
che
se
si
possono
giustificare
in
sede
stilistica
(
come
i
tanti
piemontesismi
di
Faldella
,
riscattati
da
così
superbe
adiacenze
,
o
i
non
pochi
di
Pavese
,
per
il
quale
Poggio
è
fatto
bricco
)
,
non
si
sostengono
davanti
alla
lingua
nazionale
,
di
cui
anzi
ritardano
il
processo
di
unificazione
.
[8]
A
occhi
chiusi
,
udendo
dire
tiretto
per
Cassetto
(
adattamento
del
francese
tiroir
)
,
siamo
ben
certi
di
trovarci
nell’
Italia
settentrionale
;
e
così
non
basta
la
nobile
origine
latina
a
sprovincializzare
il
termine
anta
,
ante
per
Battente
di
finestra
o
Sportello
d’
armadio
,
che
anche
si
dice
nell’
Italia
boreale
.
[9]
A
tavola
,
dove
pur
si
sta
tanto
bene
,
spuntano
altri
dispiaceri
.
[10]
La
parola
terrina
a
denotare
quel
recipiente
di
terracotta
,
rotondo
,
per
servire
minestre
e
condire
insalate
,
ha
rotto
i
confini
nordici
,
ed
è
usata
anche
dai
più
rigorosi
con
quel
senso
di
rassegnazione
che
s’
accompagna
all’
inevitabile
.
[11]
Tiriamo
via
che
deriva
metonimicamente
dal
francese
terre
diminuito
in
terrine
:
molti
e
molti
sono
i
francesismi
che
l’
italiano
accoglie
.
[12]
Ma
la
definizione
del
vocabolo
,
sui
fulcri
«
minestra
»
e
«
insalata
»
,
indica
chiaramente
le
soluzioni
corrette
,
che
saranno
rispettivamente
Zuppiera
(
pur
col
lieve
disagio
che
zuppa
,
assolutamente
per
Minestra
,
è
anch’
esso
oltremontano
)
e
Insalatiera
,
non
dovendo
qui
spaventare
la
duplicazione
del
tema
:
si
è
mangiato
una
intera
insalatiera
d’
insalata
.
[13]
«
Terrina
»
non
è
dunque
quel
caso
di
forza
maggiore
che
troppi
,
non
avendo
in
casa
né
il
Tommaseo
né
il
Petrocchi
,
s’
immaginano
;
come
non
lo
è
un’
altra
voce
della
famiglia
dei
piatti
,
che
nel
toscano-italiano
suona
Piatto
fondo
o
Scodella
,
e
nell’
italiano
dei
provinciali
,
a
motivo
di
quel
«
fondo
»
,
fondina
,
risultando
così
un’
illecita
concorrenza
col
legittimo
Fondina
,
borsa
o
astuccio
a
custodir
la
pistola
,
derivato
da
un
antico
«
fonda
»
per
Tasca
.
[14]
Natali
oscuri
[15]
In
genere
i
dialettismi
hanno
natali
oscuri
e
come
si
perdono
,
il
che
avviene
spesso
,
non
v’
è
modo
di
ricondurli
a
casa
,
a
quella
casa
etimologica
dalla
quale
chi
abbia
per
ideale
la
lingua
del
Petrarca
,
cioè
l’
italiano
per
quintessenza
,
non
si
dovrebbe
mai
dipartire
.
[16]
Al
fuoco
di
quell’
ideale
,
noi
potremmo
,
piegati
dalla
necessità
,
arrischiare
putacaso
guard-rail
e
consimili
esotismi
crudi
,
ma
non
il
romanesco
e
senza
parentado
sbronza
,
che
ha
da
cedere
all’
italiano
Sbornia
,
consolato
dalla
probabile
etimologia
d’
un
latino
tardo
e
brionia
,
da
ebrius
,
ebbro
.
[17]
Questa
discorsa
si
è
fatta
a
contemplazione
di
un
lettore
piemontese
in
là
con
gli
anni
,
che
solo
in
questi
giorni
ha
appreso
,
con
suo
grande
avvilimento
,
che
l’
espressione
solo
più
,
usuale
sulle
sue
labbra
,
è
un
netto
dialettismo
.
[18]
La
cosa
sta
purtroppo
così
:
ma
a
differenza
del
credo
mica
dei
Lombardi
o
del
quando
che
vado
dei
Veneti
,
che
sono
regionalismi
evidentissimi
,
il
piemontese
solo
più
(
mac
pi
)
,
se
ne
consoli
il
lettore
incriminato
,
è
tanto
subdolo
e
sfuggente
che
pochi
se
ne
accordano
e
moltissimi
invece
se
ne
giovano
,
e
non
mica
gentuccia
,
ma
maestri
della
forza
di
Momigliano
,
Bignone
,
Foscolo
Benedetto
,
Einaudi
,
Jemolo
e
altri
,
da
cui
il
Migliorini
ha
tolto
copia
di
esempi
.
[19]
Di
per
sé
,
osserva
il
linguista
,
il
costrutto
non
è
affatto
strano
:
come
si
dice
che
un
eslantifondista
ha
solo
o
soltanto
un
campicello
,
oppure
che
non
ha
più
che
un
campicello
,
così
si
potrebbe
ben
dire
,
fondendo
i
due
costrutti
,
che
ha
solo
più
un
campicello
.
[20]
Si
potrebbe
dire
e
si
dice
,
ma
appunto
dai
Piemontesi
soltanto
e
dai
loro
inconsapevoli
echeggiatori
.
[21]
D’
altra
parte
la
Rettorica
è
là
per
scusare
tante
cose
;
e
se
è
vero
che
al
buon
italiano
basta
e
avanza
«
ci
mancava
solo
questa
!
»
,
senza
il
rincaro
del
«
solo
più
questa
»
,
è
forza
riconoscere
che
quel
Più
,
riguardato
come
pleonasmo
,
non
è
senza
efficacia
sull’
espressione
.
[22]
Inorridire
bisogna
di
altri
piemontesismi
:
vorrei
chiamarti
un
favore
e
chiamare
l’
elemosina
;
che
grosso
guaio
è
arrivato
al
nostro
Luigi
!
;
se
volete
venirci
a
trovare
in
casa
,
dispensatevi
(
che
invece
che
«
venite
pure
»
,
come
vuole
,
viene
a
dire
il
contrario
,
cioè
«
non
venite
»
)
;
nel
Giro
del
Piemonte
il
corridore
Tizio
è
restato
primo
,
eccetera
;
ma
circa
solo
più
,
che
forse
striscia
inavvertito
nelle
stesse
scuole
,
basta
sconsigliarlo
in
via
amichevole
:
è
troppo
facile
che
anche
i
riprensori
ci
caschino
talvolta
.
[23]
Leo
Pestelli
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