Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Il raro vilipeso “codesto”
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
25
luglio
1976
more header data
[1]
Letterati
non
toscani
che
professano
antiletteratura
si
son
fatti
un
idolo
polemico
del
povero
pronome
dimostrativo
locale
di
seconda
persona
Cotesto
Cotesta
(
o
in
forma
raddolcita
Codesto
Codesta
)
,
lo
cuoprono
di
scherni
,
lo
notano
come
piccolo
«
mostrum
»
nello
stesso
Leopardi
(
«
Garzoncello
scherzoso
,
/
codesta
età
fiorita
…
»
)
,
lo
sentono
irreparabilmente
stonato
e
arcaico
.
[2]
Che
fare
perché
una
parola
uscita
dal
sentimento
linguistico
comune
vi
rientri
,
come
avrebbe
pienamente
diritto
di
fare
il
Codesto
,
che
ha
una
sua
inalienabile
proprietà
grammaticale
?
[3]
Altrove
che
in
Toscana
,
dove
la
parola
ancora
si
conserva
e
anzi
sfringuella
(
e
sarà
forse
questa
la
prima
cagione
della
sua
disgrazia
)
,
si
ode
quasi
invariabilmente
dire
:
càmbiati
quella
camicia
,
lèvati
quell
’
anello
,
e
da
un
capo
all’
altro
del
desco
:
dammi
quel
sale
;
quasi
che
comincia
anello
e
sale
siano
sospesi
all’
ingiro
,
lontano
dalla
persona
a
cui
si
parla
.
[4]
Eppure
i
grammatici
,
avendo
riguardo
all’
uso
dei
buoni
secoli
,
avevano
distinto
bene
,
secondo
le
tre
persone
,
così
:
Questo
,
per
indicare
cosa
prossima
a
chi
parla
(
questo
dito
mi
duole
)
;
codesto
per
indicare
cosa
prossima
a
chi
ascolta
(
lascia
codesto
pensiero
)
;
Quello
,
per
indicare
cosa
terza
e
non
prossima
ai
parlanti
(
quella
donna
mi
piace
)
.
[5]
Si
avevano
così
dimostrativi
locali
di
prima
,
di
seconda
e
di
terza
persona
,
corrispondenti
ai
latini
hic
haec
hoc
,
iste
sta
istud
,
ille
illa
illud
:
onde
proprissimamente
ai
buoni
tempi
,
si
sarebbe
detto
:
càmbiati
codesta
camicia
,
lèvati
cotesto
anello
,
e
ove
la
saliera
fosse
stata
dalle
parti
di
chi
ascoltava
,
dammi
cotesto
sale
.
[6]
Il
declino
di
questo
pronome
sarà
forse
uscito
dall’
erosione
stilistica
che
cominciarono
a
farne
i
classici
in
favore
di
Questo
e
Quello
,
sempre
però
a
ragion
veduta
e
con
arte
finissima
.
[7]
Quando
Dante
fa
dire
a
Catone
«
Qual
negligenza
,
quale
stare
è
questo
?
»
(
che
non
è
già
suo
,
ma
delle
anime
purganti
)
,
quel
portentoso
fondatore
della
nostra
lingua
antivedeva
anzi
istituiva
l’
eccezione
posta
dal
grammatico
:
«
Quando
la
cosa
che
si
trova
preso
la
seconda
persona
si
suol
riguardare
in
se
stessa
senza
porre
in
rilievo
la
persona
medesima
,
può
qualificarsi
anche
coi
pronomi
dimostrativi
di
prima
e
di
terza
persona
»
.
[8]
Puzzerebbe
anzi
d’
affettazione
(
ed
ecco
il
principio
della
fine
per
il
povero
Cotesto
)
l’
usare
sempre
il
Cotesto
tutte
le
volte
che
una
cosa
è
vicina
alla
seconda
persona
.
[9]
Il
Boccaccio
infatti
,
supremo
maestro
in
questa
materia
,
ha
:
«
Calandrino
che
viso
è
quello
?
è
par
che
tu
sia
morto
»
.
[10]
Dove
Nello
che
parla
,
mostrando
meraviglia
della
pallidezza
di
C
.
,
considera
il
viso
separato
dalla
persona
.
[11]
Anche
nell’
uso
famigliare
è
consentita
la
licenza
«
non
fare
quella
faccia
»
,
dove
il
quella
assorbe
l’
individuo
nella
faccia
,
facendola
capeggiare
.
[12]
Ma
in
troppi
altri
casi
il
regolare
Cotesto
non
dovrebbe
cedere
le
sue
ragioni
,
anche
perché
torna
utile
a
impedire
l’
equivoco
.
[13]
«
Dammi
quella
penna
»
non
lascia
capire
se
devo
dare
la
penna
che
ho
in
mano
o
quella
ch’
è
sulla
tavola
;
«
dammi
quella
lettera
»
non
dipinge
il
geloso
così
addosso
alla
sua
vittima
.
[14]
All’
irritazione
avrà
contribuito
il
Cotesto
enfatico
,
caro
agli
oratori
e
ai
«
paglietta
»
,
usato
a
indicare
cosa
o
concetto
significato
poco
prima
o
poco
appresso
(
cotesto
è
da
vedere
)
,
che
nove
volte
su
dieci
può
essere
sostituito
con
Questo
,
perdendosene
appena
quel
tanto
di
cattedratico
che
peraltro
spiega
la
sua
fortuna
.
[15]
Pure
,
anche
in
quest’
ufficio
di
ripresa
,
Cotesto
serba
caratteristiche
sue
proprie
,
segna
una
sfumatura
di
distacco
tra
la
cosa
,
pur
vicina
al
nostro
pensiero
,
e
noi
che
la
guardiamo
più
di
lontano
.
[16]
«
Questa
minestra
è
uno
schifo
.
In
cotesto
modo
non
si
va
più
avanti
»
.
[17]
Nel
«
cotesto
»
spunta
la
responsabilità
della
cuoca
.
[18]
E
fa
parte
del
galateo
dello
scrittore
,
segnatamente
toscano
,
il
dire
Cotesto
,
invece
che
Questo
o
Quello
,
quando
la
cosa
di
cui
si
parla
è
in
certo
modo
accostata
a
chi
legge
e
fatta
sua
:
«
in
cotesta
casa
viveva
…
»
,
«
costì
dice
bene
Aristotele
»
:
un
«
cotesta
»
e
un
«
costì
»
che
segnano
la
sovranità
locale
del
lettore
.
[19]
V’
è
dunque
un
Cotesto
letterario
che
non
ha
regole
precise
,
e
un
Cotesto
grammaticale
(
geniale
fusione
del
latino
eccu
(
m
)
tibi
istum
)
,
che
invece
le
ha
,
determinate
dalla
posizione
della
cosa
rispetto
alla
persona
.
[20]
Curioso
che
il
primo
sopravviva
per
vezzo
rettorico
;
dove
del
secondo
,
che
pure
svolge
un
ufficio
preciso
,
pochi
ormai
vogliono
sapere
.
[21]
Leo
Pestelli
Text view
•
Paragraph view