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Maarten Janssen, 2014-
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Se l’Italia è “solvibile”
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
24
giugno
1975
more header data
[1]
La
notizia
economica
,
pubblicata
di
recente
,
che
l’
Italia
(
personificazione
)
è
tornata
a
essere
solvibile
,
se
rallegra
incondizionatamente
il
buon
cittadino
,
rallegra
e
conturba
(
contenuto
e
forma
)
il
buon
cittadino
che
abbia
anche
del
grammatico
.
[2]
Egli
o
i
padri
suoi
hanno
ripetuto
a
sazietà
che
Solvibile
,
in
buona
lingua
,
val
quanto
«
che
si
può
pagare
»
.
[3]
Diremo
dunque
che
un
debito
è
solvibile
.
[4]
Ma
ci
dovremmo
guardar
bene
,
con
pace
di
certi
dizionari
che
fanno
lo
gnorri
al
riparo
del
neologismo
(
e
che
poi
magari
si
denominano
,
insopportabilmente
«
nuovissimi
»
)
,
dal
riferire
tale
aggettivo
proprio
di
cosa
,
alla
persona
,
dandogli
senso
attivo
di
«
che
può
pagare
»
.
[5]
Se
dunque
il
debito
è
solvibile
,
la
persona
del
debitore
,
volendogli
serbare
dignità
di
soggetto
agente
,
non
sarà
solvibile
ma
bensì
solvente
,
aggettivo
participiale
denotante
l’
atto
di
pagare
o
la
possibilità
e
più
raramente
la
voglia
di
pagare
.
[6]
Pare
impossibile
che
neppure
ai
più
alti
livelli
bancari
(
e
pensatamente
usiamo
l’
eleganza
moderna
«
livello
»
così
culturalmente
pregnante
tale
differenza
morfologico-semantica
non
sia
osservata
,
e
che
facendo
fare
allo
stesso
vocabolo
«
solvibile
»
un
viaggio
a
due
servizi
(
che
si
può
pagare
,
che
può
pagare
)
,
si
dia
all’
«
Italia
»
,
per
deplorevole
equivoco
,
la
proprietà
chimica
d’
un
corpo
solubile
e
liquefattibile
.
[7]
La
stessa
distinzione
si
ripete
negli
astratti
solvibilità
(
che
è
dei
debiti
)
e
solventezza
(
che
è
dei
debitori
)
;
ma
qui
andiamo
peggio
,
ché
Solventezza
non
trovasi
più
registrato
nemmeno
nei
migliori
dizionari
,
si
che
il
francese
solvibilità
(
solvibilité
)
,
facendo
come
la
civetta
:
tutto
mio
ha
finito
coll’
appropriarsi
i
due
significati
.
[8]
Tali
indebite
confusioni
non
si
facevano
o
si
facevano
meno
quando
l’
Italia
,
nonché
piccola
e
disunita
,
sentiva
,
più
che
non
faccia
oggi
,
la
responsabilità
della
parola
.
[9]
Risplende
solitario
nel
«
Tommaseo-Bellini
»
un
esempio
del
Guadagnoli
(
da
una
lettera
al
Monti
)
:
«
Son
sicuro
della
solventezza
de’
miei
associati
»
;
che
è
di
quelle
cosette
che
più
colpiscono
perché
sono
scritte
in
punta
di
penna
:
effetto
dell’
abito
,
dell’
abito
buono
;
e
dove
non
soltanto
il
solventezza
muove
a
invidia
di
proprietà
ma
anche
gli
associati
,
ch’
era
allora
il
tecnicismo
d’
uso
,
parlandosi
di
pubblicazioni
periodiche
,
a
denotare
quelli
che
noi
oggi
,
rilassatamente
,
con
profuse
accezioni
(
giornali
,
teatro
,
barberia
,
ferrotranviaria
ecc
.
)
addomandiamo
abbonati
.
[10]
Coll’
aria
di
fallimento
che
tira
,
che
Tizio
sia
detto
insolvibile
non
fa
quasi
più
specie
a
nessuno
.
[11]
Viceversa
abbiamo
occhi
di
falco
per
cogliere
certe
sconcordanze
che
la
tradizione
linguistica
italiana
ha
sempre
ritenuto
veniali
o
addirittura
,
in
parecchi
casi
,
gemme
stilistiche
.
[12]
Ecco
un
esempio
tolto
dal
vivo
della
lotta
elettorale
:
a
quel
comizio
c
’
era
tanta
poca
gente
,
che
l’
oratore
lasciò
il
palco
prima
del
tempo
.
[13]
Il
maestro
di
scuola
ha
tutto
il
diritto
d’
arrabbiare
contro
quel
tanta
e
di
metterne
in
guardia
il
gregge
affidatogli
.
[14]
Ma
quando
dalla
lingua
di
scuola
si
passa
a
quella
della
cultura
che
si
guarda
indietro
,
troveremo
che
l’
anonimo
cronista
(
e
forse
non
lo
sa
)
è
in
filo
con
la
sintassi
del
Trecento
,
che
è
quanto
dire
col
Boccaccio
,
a
onorare
il
quale
,
nell’
anniversario
della
morte
,
meglio
di
tanti
discorsi
generali
gioverebbe
alle
reni
degl’
Italiani
uno
studio
in
vitro
del
suo
periodo
imperituro
.
[15]
Si
dice
dunque
nella
novella
di
Andreuccio
:
«
…
per
che
da
capo
,
presa
una
gran
pietra
,
con
troppi
maggior
colpi
che
‘
mprima
,
fieramente
cominciò
a
percuotere
la
porta
»
.
Come
il
nostro
cronista
ha
messo
tanta
invece
che
Tanto
,
così
il
Certaldese
,
troppi
invece
che
Troppo
.
E
ambedue
vanno
assolti
in
nome
d’
uno
di
quei
«
fenomeni
d’
attrazione
»
che
sono
tanto
frequenti
nella
sintassi
antica
e
che
nessuno
mai
ha
reso
così
attraenti
alla
ragione
come
ha
saputo
fare
il
Fornaciari
.
[16]
«
Con
troppi
maggior
colpi
.
Regolarmente
:
con
troppo
maggior
colpi
.
In
simili
casi
l’
aggettivo
,
che
dovrebbe
usarsi
come
avverbio
,
perché
serve
a
determinare
un
altro
aggettivo
;
è
attratto
,
per
una
specie
di
anticipazione
mentale
,
dal
seguente
sostantivo
,
e
con
lui
si
accorda
in
numero
e
genere
»
.
[17]
Seguono
fior
d’
esempi
(
fra
i
quali
un
«
tanta
poca
gente
»
del
Villani
)
e
l’
avvertenza
che
l’
attrazione
ancora
si
fa
talvolta
quando
segue
un
costrutto
distributivo
con
di
o
del
quella
poca
di
bellezza
che
m’
è
rimasta
(
invece
di
«
quel
poco
»
)
;
in
poca
d’
ora
.
[18]
Sono
licenze
popolari
riprese
in
alto
.
[19]
Ma
il
caso
un
po’
maligno
ha
voluto
che
ricordassimo
il
fenomeno
linguistico
dell’
attrazione
,
togliendolo
per
l’
appunto
da
un
esempio
d’
inerzia
elettorale
.
[20]
Leo
Pestelli
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