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Maarten Janssen, 2014-
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I trabocchetti del futuro
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
24
gennaio
1976
more header data
[1]
Accanto
al
principale
,
che
è
d'
indicare
azione
che
accadrà
(
domani
partiremo
)
,
il
Futuro
semplice
ha
alcuni
usi
secondari
che
nell'
ambito
scolastico
—
ci
assicura
una
lettrice
insegnante
—
non
sono
presentati
col
dovuto
risalto
,
e
uno
poi
vi
è
affatto
negletto
.
[2]
(
Ma
quante
sono
le
cose
di
lingua
che
la
Scuola
accenna
o
non
dice
,
rassegnando
parte
dell'
ufficio
suo
alla
«
grammatica
della
ragione
»
,
generalmente
infallibile
anche
appresso
i
più
zucconi
?
)
.
[3]
Tutti
,
senza
che
ce
lo
insegnino
,
disviluppiamo
dal
futuro
semplice
dell'
indicativo
un
valore
di
imperativo
:
prenderai
un
buon
bastone
,
e
giù
;
affronterai
il
direttore
e
gli
dirai
il
fatto
suo
:
imperativo
di
sbieco
che
secondo
alcuni
ha
suono
mitigato
,
cioè
esortativo
,
rispetto
al
vero
imperativo
,
e
secondo
altri
invece
,
appunto
perché
rovesciato
nell'
interminato
avvenire
,
un
accento
d'
ineluttabilità
(
quale
sembra
di
sentire
nel
dettato
del
legislatore
:
Sarà
proibito
a
chicchessia
di
fare
brutture
accanto
ai
monumenti
:
sarà
proibito
,
come
dire
«
nunc
et
semper
»
)
.
[4]
Tale
scambio
si
fa
istintivamente
quando
la
cosa
che
si
comanda
non
deve
essere
eseguita
all'
istante
ma
fra
qualche
tempo
,
o
abitualmente
per
l'
avvenire
(
agiterai
prima
dell'
uso
)
.
[5]
Usuale
è
anche
il
futuro
in
luogo
del
presente
,
che
si
usa
,
specialmente
nelle
prime
persone
singolare
e
plurale
,
quando
ci
si
vuole
esprimere
senz'
arroganza
,
in
tono
di
rispetto
verso
chi
ci
ascolta
:
le
dirò
che
il
suo
ragionamento
non
mi
persuade
;
ci
permetteremo
di
farle
osservare
.
.
.
[6]
Le
azioni
di
Dire
e
Osservare
le
facciamo
al
presente
;
ma
volgendole
verbalmente
al
futuro
,
ne
smussiamo
la
punta
.
[7]
Ma
il
futuro
più
singolare
e
insieme
difficile
da
spiegare
(
che
è
forse
la
ragione
perché
a
scuola
se
ne
tace
o
quasi
)
è
quello
che
si
usa
per
indicare
con
incertezza
e
dubbio
(
quasi
con
valore
di
Forse
)
un
fatto
presente
:
saranno
le
quattro
.
[8]
Questo
futuro
dubitativo
dilaga
nel
linguaggio
famigliare
:
Perché
non
è
venuto
?
[9]
—
Sarà
ammalato
;
Perché
corrono
?
[10]
—
Avranno
fretta
.
[11]
E
olofrasticamente
:
Tua
moglie
è
di
buon
umore
.
[12]
—
Sarà
(
cioè
:
può
anche
essere
,
ma
ci
credo
poco
)
.
[13]
E
non
si
tratta
già
di
capestrerie
moderne
,
ma
di
un
uso
antico
,
classico
,
che
approda
al
Manzoni
,
do-vendo
codesto
futuro
dubitativo
tornare
naturalissimo
al
sempre
dubitoso
non
meno
che
restio
don
Abbondio
:
«
Monsignore
illustrissimo
avrò
torto
»
(
posso
avere
,
forse
ho
)
.
[14]
Tendano
i
nostri
didattici
l'
orecchio
e
non
sentiranno
dir
altro
che
sbaglierò
,
ma
oggi
piove
;
sarà
un
bel
film
,
ma
a
me
non
è
piaciuto
;
sarà
un
mese
che
non
mi
bacia
;
non
avrai
mica
una
pistola
nella
borsetta
?
questo
pesce
peserà
un
paio
di
chili
eccetera
.
[15]
E
vi
vedranno
comparire
anche
il
futuro
anteriore
:
non
insisto
,
avrò
preso
un
granchio
.
[16]
Ora
ai
fanciulli
tali
usi
del
futuro
,
denotanti
incertezza
supposizione
approssimazione
valutazione
di
quantità
ecc
.
vanno
spiegati
;
spiegati
piuttosto
nella
loro
effettualità
che
non
nell'
intima
ragione
;
la
quale
è
tale
(
al
futuro
,
siccome
ipotetico
di
per
sé
,
si
avviene
ogni
maniera
d'
ipotesi
)
che
soltanto
un
filosofo
della
lingua
potrebbe
dichiararla
a
puntino
.
[17]
A
un
altro
e
più
bizzarro
scambio
di
tempo
,
all'
imperfetto
dell'
indicativo
tolto
per
il
presente
o
il
futuro
semplice
,
ci
richiama
un
altro
lettore
;
e
qui
ci
sovviene
che
Luciano
Satta
,
un
linguista
che
non
si
lascia
sfuggire
nessun
punto
della
lingua
viva
,
anche
questo
ha
felice-mente
analizzato
e
battezzatolo
«
imperfetto
infantile
»
.
[18]
Esso
vige
infatti
fra
i
«
tetti
bassi
»
quando
,
giocando
alle
persone
,
improvvisano
una
specie
di
copione
:
Tu
eri
il
medico
,
e
io
venivo
da
te
e
tu
mi
visitavi
.
[19]
E
vige
—
non
dispiaccia
al
Satta
che
vorrebbe
circoscriverlo
ai
fanciulli
toscani
—
anche
al
Nord
,
tra
i
più
autentici
gianduiotti
.
[20]
C'
entrerà
l'
influenza
del
«
c'
era
una
volta
»
.
[21]
Sta
il
fatto
che
il
fanciullo
che
dice
così
,
potrà
riuscire
un
broccolo
;
ma
in
quel
punto
è
un
piccolo
aedo
,
che
compie
d'
istinto
la
conversione
del
rem
gerere
nell
’
historia
rerum
gestarum
.
[22]
E
possiamo
attestare
che
questa
maniera
s'
attacca
talvolta
anche
agli
adulti
,
o
per
pratica
che
hanno
coi
ragazzi
o
per
reminiscenza
infantile
.
[23]
Quando
la
moglie
non
avrà
forse
ancora
neppure
abbozzata
l'
idea
di
far
la
spesa
,
il
marito
,
sollevandosi
sulle
circostanze
e
contemplandole
historice
,
domanda
:
Che
cosa
facevi
oggi
da
mangiare
?
[24]
Un
solecismo
certo
,
ma
che
dipinge
la
pregnanza
dell'
imperfetto
di
gioco
o
di
lontananza
,
applicato
alle
cose
domestiche
,
così
spesso
urtate
dall'
odioso
presente
.
[25]
«
Dove
andavi
di
bello
,
mia
cara
,
stamattina
?
»
.
[26]
Tenerlo
prezioso
un
compagno
che
allattato
dalla
poesia
della
rimembranza
,
sproposita
così
!
[27]
Leo
Pestelli
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