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Maarten Janssen, 2014-
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Smanie per l’uso americano
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
24
gennaio
1973
more header data
[1]
Confrontation
,
show-down
,
impeachment
:
per
pigrizia
mentale
si
arriva
al
tutto
virgolettato
,
alla
incomprensibilità
[2]
Dunque
,
a
detta
dei
nostri
colleghi
giornalisti
,
non
mancò
più
d’
un
pelo
perché
la
guerra
arabo-israeliana
non
degenerasse
nella
confrontation
tra
le
due
superpotenze
atomiche
.
[3]
Hélas
!
[4]
Vorrebbe
dirsi
,
se
il
francese
fosse
ancora
lingua
universale
:
hélas
!
[5]
La
nostra
disinvoltura
nell’
innestare
nel
discorso
italiano
o
che
figura
di
esserlo
,
parole
e
locuzioni
levate
di
peso
da
altre
lingue
e
specialmente
dall’
anglo-americano
,
non
ha
più
limiti
e
merita
ormai
il
giusto
nome
di
pecoraggine
.
[6]
Non
ci
riteniamo
più
buoni
a
significare
il
pensiero
con
parole
nostrane
.
[7]
Al
Sicario
diciamo
killer
,
facendogli
l’
onore
di
un’
immeritata
eufemia
(
ché
tale
è
sempre
la
parola
straniera
,
non
bene
capita
dalla
maggioranza
dei
parlanti
)
,
e
al
giovane
Teppista
,
perché
stia
su
con
la
vita
,
teddy
boy
.
[8]
Dobbiamo
dire
Spiegazione
,
chiarificazione
,
o
più
icasticamente
«
mettere
le
carte
in
tavola
»
?
[9]
Soccorre
show-down
:
«
dietro
questo
show-down
pubblico
c’
è
tutta
una
serie
di
motivazioni
»
(
dai
giornali
)
.
[10]
Dobbiamo
dire
Riassunto
,
ristretto
?
[11]
Si
preferisce
briefing
(
da
brief
)
,
onde
l’
assurdo
etimologico
di
«
un
luogo
briefing
di
Kissinger
ai
giornalisti
»
(
sempre
dai
giornali
)
.
[12]
E
lasciamo
della
trionfale
antonomasia
Watergate
(
per
Scandaio
)
ormai
prossima
al
linguaggio
famigliare
;
in
quale
ha
messo
sulla
voglia
dell’
impeachment
,
quale
sinonimo
di
Incriminazione
.
[13]
Sostengono
i
fautori
dell’
esotismo
a
tutta
valvola
che
la
parola
straniera
ha
spesso
il
vantaggio
di
farsi
subito
capire
in
accezione
speciale
;
che
dove
la
nostra
«
austerità
»
,
il
nostro
«
capo
»
,
il
nostro
«
disegnatore
»
sono
parole
generali
,
abbraccianti
troppe
significazioni
,
austerity
leader
e
designer
richiamano
immediatamente
all’
economia
,
alla
politica
,
alla
tecnica
.
[14]
Ed
ecco
scoprirsi
in
vera
ragione
che
induce
all’
abuso
dell’
esotismo
:
la
pigrizia
mentale
.
[15]
Si
vagheggia
una
lingua
specifica
,
interamente
contesta
di
motti
(
e
chi
non
le
capisce
,
suo
danno
)
,
la
quale
ci
sollevi
dalla
fatica
di
determinare
.
[16]
Con
questo
criterio
è
naturale
che
l’
italiano
giornalmente
si
perda
e
dia
luogo
a
una
lingua
ibrida
,
virtualmente
virgolettata
tutta
,
da
intendere
,
così
in
aria
,
per
discrezione
;
una
lingua
per
lettori
di
giornali
(
e
soltanto
per
quelli
)
,
dove
non
l’
uomo
piega
le
parole
ai
suoi
bisogni
,
ma
si
adatta
esso
,
supinamente
,
a
parole
bell’
e
fatte
.
[17]
Vi
sono
articolisti
che
a
sfida
del
secolo
enciclopedistico
e
volgarizzatore
,
portate
in
cima
l’
idea
di
facilità
,
si
spingono
all’
ultima
Thule
dell’
intellegibile
,
e
a
far
più
chiaro
,
secondo
loro
,
il
discorso
con
un
lampo
di
parola
,
vi
mettono
il
termine
lanslide
(
valanga
)
,
o
il
più
esoterico
brinkmanship
:
«
il
breve
giro
di
danza
sul
brinkmanship
tentato
dopo
la
prima
settimana
di
guerra
arabo-israeliana
»
;
che
è
un
dire
,
così
senza
la
carità
d’
una
glossa
,
che
in
verità
sente
dell’
arabo
.
[18]
Il
cinema
stesso
,
che
ieri
si
studiava
di
venire
incontro
all’
ignoranza
della
folla
(
con
l’
eccezione
di
Intolerance
e
altri
pochi
titoli
originali
)
,
oggi
la
provoca
:
non
dice
Duello
,
ma
duel
.
[19]
Il
raro
,
lo
strano
e
più
in
là
l’
intruso
,
«
fanno
cassetta
»
.
[20]
Che
cosa
sono
queste
bertucciate
?
[21]
Che
cosa
direbbe
Vittorio
Alfieri
se
levasse
il
capo
dal
chiusino
del
sepolcro
?
[22]
Piccoli
e
poveri
magari
in
tutto
,
non
lo
siamo
però
nella
lingua
:
ché
il
Guicciardini
e
Galileo
,
per
tacere
di
molti
altri
che
si
presero
la
briga
di
esprimersi
senza
scimmiottare
,
l’
uno
nella
storia
politica
e
l’
altro
nella
scienza
,
vennero
italianissimamente
a
capo
,
senza
un
corsivo
,
senza
virgolette
mai
,
delle
situazioni
più
aliene
:
per
modo
che
la
posterità
ancora
li
intende
e
così
farà
sempre
.
[23]
Ma
volendo
sognare
d’
una
posterità
tutta
italiana
,
che
cosa
essa
sia
per
farsi
dello
show-down
,
del
briefing
,
del
brinkmanship
ecc
.
,
solo
il
cielo
lo
sa
.
[24]
Talvolta
siamo
puniti
,
perché
ci
crediamo
all’
estero
e
non
siamo
in
nessun
luogo
(
come
nel
caso
dello
smoking
che
in
Inghilterra
non
vuol
dire
quello
che
intendiamo
noi
)
,
o
siamo
addirittura
in
casa
nostra
,
rientrarvi
per
la
comune
della
lingua
latina
,
come
nel
caso
della
parola
francese
élite
(
giudicata
per
l’
appunto
necessarissima
in
quanto
intraducibile
)
,
la
quale
non
è
altro
che
l’
antico
nome
italiano
Eletta
,
participio
passato
di
quello
stesso
latino
eligere
,
donde
venne
al
francese
élire
e
l’
invidiato
sostantivo
élite
.
[25]
Ci
dev’
essere
un
temperamento
fra
la
boria
linguistica
che
cacciò
il
purismo
nelle
note
angustie
e
l’
odierna
sfiducia
nei
propri
mezzi
idiomatici
,
che
pure
hanno
dato
vita
a
una
delle
più
gloriose
letterature
del
mondo
,
maestra
agli
altri
popoli
.
[26]
Che
non
si
sia
puristi
,
non
è
ragione
perché
si
debba
parlare
per
imprestiti
e
rigatini
,
senza
patria
,
come
alienati
.
[27]
Leo
Pestelli
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