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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Il famigerato “vendesi”
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
20
Luglio
1973
more header data
[1]
Le
insidie
e
i
vantaggi
del
verbo
all’
impersonale
–
la
forma
“
si
deve
”
,
costruita
col
plurale
,
per
quanto
offenda
lievemente
l’
orecchio
,
non
è
meno
lecita
di
“
piove
”
,
“
albeggia
”
[2]
Un
lettore
ci
rimanda
incollato
su
una
cartolina
postale
,
a
mo
‘
di
gogna
,
il
titolo
apparso
qualche
tempo
fa
in
questo
giornale
:
«
Si
deve
recuperare
i
bimbi
»
;
e
sottolinea
il
si
deve
e
i
bimbi
,
a
rilevare
la
sconcordanza
ch’
egli
giudica
non
meno
riprovevole
di
quella
che
si
fa
sentire
nei
famigerati
modi
commerciali
vendesi
appartamenti
,
cedesi
locali
e
sim
.
[3]
Che
dire
se
non
che
la
passione
del
concordare
ottunde
,
anche
nei
migliori
,
il
senso
del
verbo
impersonalmente
usato
,
non
riferito
cioè
ad
alcun
soggetto
impersonale
determinato
,
né
espresso
né
sottinteso
,
ma
considerato
assolutamente
?
[4]
La
forma
«
si
deve
»
costruita
col
plurale
,
come
che
offenda
lievemente
l’
orecchio
,
non
è
meno
lecita
di
piove
,
albeggia
;
di
bisogna
,
accade
,
sembra
,
piace
;
di
ci
è
,
vi
ha
,
fa
,
corre
,
volge
;
delle
frasi
è
bello
,
è
giusto
ecc
.
:
trattandosi
di
un
impersonale
riflessivo
,
che
esprimendo
l’
azione
come
fatta
o
da
farsi
da
tutti
gli
uomini
in
generale
(
si
vive
,
si
nasce
,
si
muore
)
,
vien
quanto
a
dire
,
nel
nostro
caso
,
«
noi
dobbiamo
»
,
«
è
doveroso
»
e
altrettali
affermazioni
assolute
.
[5]
Diverso
è
il
caso
di
vendesi
appartamenti
,
perché
qui
«
vendesi
»
non
è
già
impersonale
riflessivo
,
ma
riflessivo
passivo
(
è
venduto
)
;
sicché
l’
urto
tra
il
verbo
singolare
e
il
soggetto
plurale
è
più
sensibile
:
al
quale
si
rimedia
dicendo
in
buona
lingua
vendonsi
appartamenti
.
[6]
Eppure
non
ci
sentiamo
di
seguitare
il
bravo
Satta
nel
condannare
senz’
appello
quel
costrutto
che
i
commercianti
hanno
adottato
per
avarizia
di
lettere
.
[7]
Non
mancano
neanche
negli
scrittori
classici
esempi
di
riflessivo
passivo
costruiti
al
singolare
con
soggetto
plurale
,
leggendosi
nel
Petrarca
:
«
Per
bene
star
si
scende
molte
miglia
»
;
nel
Machiavelli
:
«
Secondo
l’
ordine
dato
si
prese
le
armi
»
;
nel
Leopardi
:
«
Non
si
trova
più
né
regni
né
imperi
»
.
[8]
O
non
si
dice
anche
da
noi
correntemente
:
si
dà
dei
casi
,
si
dà
delle
circostanze
?
[9]
Parrebbe
che
l’
impersonale
riflessivo
che
opera
in
«
Italia
si
legge
poco
»
irradi
della
sua
forza
al
riflessivo
passivo
costruito
con
un
complemento
:
ché
se
«
in
Italia
si
leggono
pochi
libri
»
è
più
regolare
,
«
in
Italia
si
legge
pochi
libri
»
,
non
è
scandaloso
,
chi
abbia
occhio
alla
tradizione
.
[10]
Del
resto
non
mancano
grammatici
che
non
pure
tollerano
,
ma
giustificano
,
dimostrandone
la
legittimità
,
costrutti
del
tipo
si
vende
libri
antichi
,
si
dà
lezioni
di
canto
e
sim
.
:
«
Certo
il
passaggio
dal
senso
riflessivo
a
quello
impersonale
deve
essere
cominciato
coi
verbi
intransitivi
o
usati
intransitivamente
(
si
va
,
si
viene
ecc
.
)
,
poiché
qui
la
decadenza
del
passivo
era
agevolata
dal
fatto
che
oltre
alla
mancanza
di
un
complemento
d’
agente
,
mancava
anche
un
soggetto
determinato
.
Ma
una
volta
compiuto
il
passaggio
non
c’
era
ragione
perché
il
costrutto
non
potesse
adattarsi
anche
al
verbo
transitivo
,
perché
,
in
altri
termini
,
quello
che
nella
forma
riflessivo-passiva
doveva
intendersi
come
soggetto
,
fosse
invece
intesto
come
oggetto
»
(
E
.
Levi
,
A
.
Dosi
)
.
[11]
Sapevano
i
nostri
pubblicitari
(
referenze
offresi
)
di
mettere
così
bene
d’
accordo
risparmio
e
grammatica
storica
?
[12]
Sono
sempre
da
accogliere
con
commossa
partecipazione
gli
appelli
circa
il
piemontese
che
sparisce
.
[13]
Una
volta
il
piemontese
premeva
sull’
italiano
,
dando
luogo
ai
«
piemontesismi
»
;
ora
accade
l’
inverso
,
che
l’
italiano
ripreme
sul
piemontese
,
togliendogli
il
carattere
.
[14]
«
Troppe
rinunce
impoveriscono
il
piemontese
e
alla
fine
lo
dissolvono
nell’
italiano
»
,
ebbe
a
lamentare
l’
indimenticabile
Pinin
Pacot
.
[15]
Non
torneranno
più
De
(
vivo
per
altro
in
ahi-
dè
)
,
Dio
,
né
fai
,
fede
,
né
mai
,
maggio
,
nè
altri
simili
arcaismi
piemontesi
;
ma
piemontesizzare
al
possibile
le
parole
nuove
,
questo
si
deve
.
[16]
Capace
,
per
esempio
,
non
è
da
rimutare
,
se
mai
,
in
capass
,
sull’
innanzi
di
ravass
(
rapace
)
,
che
si
trova
in
«
luv
ravass
»
.
[17]
Ma
meglio
è
ripiegare
sulla
buona
e
vecchia
voce
bon
,
che
ha
tutti
i
senti
dell’
italiano
capace
e
anche
qualcuno
in
più
:
bon
a
fe’
na
cosa
,
bon
a
tut
,
bon
a
pieuve
,
il
quale
ultimo
è
di
quel
piemontese
pretto
che
l’
italiano
dicendo
:
«
è
buono
a
piovere
»
!
[18]
Per
conservare
il
piemontese
bisogna
ormai
rannicchiarsi
,
sentirlo
funzione
espressiva
e
non
di
comunicazione
,
sentirlo
insomma
da
artista
,
confidando
ciecamente
nell’
aurium
superbissimum
judicium
di
Tullio
,
ossia
nell’
orija
.
[19]
Ne
«
Ij
Brandé
»
un
malizioso
R
.
[20]
G
.
pone
per
ipotesi
che
il
discorso
d’
un
certo
onorevole
(
non
diciamo
chi
)
fosse
da
voltare
in
piemontese
.
[21]
Sarebbe
materialmente
impossibile
il
farlo
,
tanto
la
semplicità
e
il
gusto
del
concreto
è
l’
inalienabile
caratteristica
di
quel
parlare
.
[22]
Creada
,
per
cameriera
,
famula
,
pedissequa
,
fille
de
chambre
,
e
nel
nuovo
italiano
siglato
«
colf
»
,
è
una
parola
di
sapore
ormai
lontano
,
che
dipinge
una
situazione
sociale
irrepetibile
,
quando
le
cameriere
si
allevavano
(
lo
spagnolo
criar
,
creado
)
,
senza
marchette
,
nell’
ambito
della
famiglia
.
[23]
E
pochi
portenti
onomatopeici
ha
l’
italiano
che
uguaglino
il
verbo
cisé
,
nato
dall’
incrocio
di
isè
,
incitare
,
con
cis
variante
alleggerita
di
cist
,
voce
con
che
s’
incitano
i
bovi
;
davanti
al
quale
impallidiscono
gli
equivalenti
e
toscani
e
latini
e
francesi
,
perché
,
come
quelli
non
fanno
,
nella
sua
ficcante
brevità
attinge
il
nervo
.
[24]
Bastino
questi
pochi
rimpianti
lessicali
,
a
rimetterci
sul
giusto
del
piemonteseggiare
,
in
simpatia
coll’
italiano
e
nonostante
o
contro
i
tempi
[25]
Spesso
i
dispareri
dei
grammatici
addormentano
i
nostri
dubbi
;
ma
non
sempre
.
[26]
Perché
,
per
esempio
,
continuiamo
a
trovare
promiscuamente
il
iato
,
lo
iato
;
il
lettore
e
lo
lettore
,
il
iugoslavo
,
lo
iugoslavo
,
il
Ionio
,
lo
Ionio
,
quando
si
desidererebbe
una
forma
assoluta
circa
l’
articolo
da
mettere
innanzi
a
i
semiconsonantica
?
[27]
Perché
in
proposito
c’
è
un
tiro
alla
fune
tra
i
grammatici
che
la
pensano
diversamente
;
e
sebbene
i
più
consiglino
lo
o
meglio
l’
,
basta
che
all’
altro
capo
un
solo
s’
impunti
sul
valore
consonantico
di
i
seguito
da
vocale
e
perciò
propugni
le
forme
il
,
i
,
perché
la
partita
non
sia
conclusa
e
ne
scaturiscano
le
variazioni
che
si
vedono
.
[28]
Una
parola
specialmente
,
una
parola
di
passione
,
rinfocola
giornalmente
questa
questioncella
ortografica
;
juventino
;
la
quale
non
potendo
,
per
la
nobiltà
dei
natali
,
mutare
non
che
la
j
in
g
palatale
(
giuventino
)
,
ma
nemmeno
la
j
nella
semplice
i
(
iuventino
)
,
tortura
qualche
poco
le
orecchie
,
si
che
si
dica
il
juventino
o
l’
juventino
,
gli
juventini
o
gl’
juventini
.
[29]
Per
lunga
esperienza
di
tifo
e
di
fonetica
,
ci
pare
che
le
forme
lo
gli
siano
da
preferire
,
e
da
preferire
elise
(
l’
,
gl’
)
,
si
che
diano
luogo
a
quel
fenomeno
detto
Sinalefe
,
che
ritiene
dell’
olio
della
sua
origine
(
insieme
–
ungere
)
,
e
in
forza
di
che
la
vocale
finale
di
una
parola
si
fonde
con
la
vocale
o
dittongo
iniziale
della
seguente
,
risultandone
l’
incognito
indistinto
liuventino
,
gliuventini
,
che
,
male
che
vada
,
scorre
.
[30]
E
se
altra
volta
fummo
forse
di
parere
opposto
(
il
juventino
,
i
juventini
)
,
ne
scusi
la
situazione
grammaticalmente
fluida
che
consente
il
variare
degli
umori
e
dei
gusti
.
[31]
Leo
Pestelli
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