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Maarten Janssen, 2014-
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Il cruccio degli zoofili
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
18
aprile
1973
more header data
[1]
I
nomi
degli
animali
,
in
massima
parte
,
sono
soltanto
o
maschili
o
femminili
:
una
mosca
maschio
,
la
femmina
dello
storione
–
Esistono
diverse
“
giubilazioni
”
,
guai
a
drammatizzarle
.
[2]
Secondo
il
barnabita
Corticelli
,
l’
italiano
ha
cinque
generi
:
maschile
(
uomo
)
,
femminile
(
donna
)
,
comune
(
grande
)
,
neutro
(
giusto
)
,
promiscuo
o
confuso
(
anguilla
)
.
[3]
Ma
noi
moderni
,
più
discreti
,
facciamo
con
soli
due
:
maschile
e
femminile
.
[4]
Tuttavia
lo
spettro
del
genere
confuso
crucia
gli
zoofili
,
che
vorrebbero
poter
nominare
distintamente
,
secondo
il
sesso
,
tutti
gli
animali
.
[5]
È
poca
consolazione
che
si
possa
dire
cavallo-cavalla
,
asino-asina
,
leone-leonessa
e
così
via
per
altri
relativamente
pochi
nomi
d’
animali
,
quando
la
massima
parte
di
essi
,
e
tutti
i
pesci
gli
insetti
i
molluschi
gli
aracnidi
i
crostacei
i
vermi
e
i
rettili
(
a
non
tener
conto
delle
forme
celianti
gamberessa
,
camaleontessa
,
scarafaggessa
ecc
.
)
,
sono
soltanto
o
maschili
o
femminili
,
ossia
d’
un
solo
genere
per
ambi
i
sessi
,
dicendosi
allora
promiscui
o
,
grecamente
,
epicèni
.
[6]
Non
rileva
che
in
antico
si
trovi
il
tigre
o
il
lepre
,
perché
anche
così
non
si
esce
dal
promiscuo
(
il
tigre
maschio
,
il
tigre
femmina
)
;
come
non
rileva
,
presso
gli
intendenti
,
la
desinenza
-
one
di
aquilone
o
civettone
o
cimicione
,
perché
questi
sono
i
giusti
accrescitivi
di
Aquila
Civetta
e
Cimice
,
e
a
specificarne
il
sesso
occorre
un’
aggiunta
:
«
due
civettoni
maschi
»
(
G
.
Gozzi
.
)
,
«
l’
aquilone
padre
»
(
Bresciani
)
.
[7]
Né
aiuta
punto
che
alcione
sia
più
spesso
maschile
in
italiano
e
femminile
in
latino
:
in
ogni
caso
è
nome
promiscuo
.
[8]
È
dunque
necessario
coniare
una
serie
pressoché
infinita
di
giustapposti
mediante
l’
aggiunto
maschio
e
femmina
,
cosa
avvilente
per
gli
amici
degli
animali
e
fastidiosa
ai
grammatici
,
che
consigliano
,
come
più
italiano
,
di
anteporre
l’
aggiunto
,
e
dire
:
la
femmina
dello
storione
e
il
maschio
della
zanzara
,
anziché
storione
femmina
e
zanzara
maschio
.
[9]
Si
osserverà
che
di
certi
animali
,
o
perché
troppo
piccoli
o
perché
piccoli
e
repellenti
insieme
(
pidocchi
,
cimici
ecc
.
)
,
importa
poco
stabilire
il
sesso
:
ma
questo
è
vero
(
e
non
sempre
)
per
l’
uomo
della
strada
,
non
per
lo
scienziato
che
avverte
la
lacuna
e
vorrebbe
dire
,
fuor
di
chiasso
,
e
non
solo
di
donna
,
topa
e
topina
,
e
non
può
.
[10]
La
concordanza
[11]
Una
minuzia
.
[12]
Si
trova
talvolta
,
anche
in
buoni
testi
,
l’
aggiunto
maschio
concordato
in
genere
col
nome
femminile
precedente
:
una
mosca
maschia
.
[13]
L’
eufonia
dà
ragione
a
questa
concordanza
;
il
lessico
no
:
perché
dicendo
a
quel
modo
si
potrebbe
credere
(
se
il
lettore
ci
scusa
)
che
si
voglia
determinare
la
psicologia
e
non
il
sesso
di
quell’
animaletto
,
e
insomma
significare
una
mosca
femmina
bensì
,
ma
traente
per
indole
al
maschile
.
[14]
Occorre
ingoiare
il
boccone
tutt’
intero
,
senza
velleità
flessionali
:
una
mosca
maschio
.
[15]
*Domanda
sennata
d’
un
lettore
:
perché
l’
aggettivo
participiale
giubilato
(
connesso
a
Giubilo
,
gioia
)
si
dica
oggi
in
senso
agrodolce
d’
impiegato
collocato
a
riposo
,
e
in
mal
senso
di
marito
o
amante
messo
in
disparte
.
[16]
Delle
due
vie
per
raccapezzarsi
nell’
evoluzione
semantica
di
questa
parola
,
la
più
diritta
è
di
sentirci
l’
influenza
di
giubilèo
come
voce
primitiva
,
significante
prima
nella
legge
mosaica
e
poi
nella
chiesa
cattolica
solennità
speciale
,
indetta
a
suon
di
tromba
(
l’
ebraico
jobel
)
,
per
la
remissione
delle
colpe
.
[17]
Ora
prendiamo
l’
impiegato
destituito
dai
servizi
con
beneficio
di
pensione
.
[18]
«
Non
perché
il
salario
senza
l’
opera
sia
giubilo
all’
anima
e
neanche
al
corpo
(
nota
il
Tommaseo
)
;
ma
per
memoria
del
giubileo
,
c’
era
anno
di
riposo
e
di
remissione
;
e
perché
giubileo
sul
dirsi
il
compimento
di
cinquant’
anni
passati
in
una
medesima
condizione
di
vita
»
,
gli
si
potrà
dire
,
senz’
offesa
,
giubilato
.
[19]
Del
resto
non
è
necessario
ripudiare
l’
altra
ascendenza
del
latino
jubilum
(
giubilo
)
.
[20]
Sebbene
da
noi
giubili
anche
il
taciturno
,
questa
voce
,
etimologicamente
considerata
(
rustico
grido
di
gioia
)
,
importa
certo
idea
di
rumore
e
di
festa
.
[21]
Rumore
e
festa
non
mancano
di
farsi
intorno
a
impiegati
o
funzionari
giubilati
(
o
più
italianamente
riposati
)
;
una
cena
,
una
medaglia
,
un
discorso
.
[22]
Una
festicciola
[23]
È
una
giornatina
,
quella
del
pensionamento
,
culminante
ma
tragica
per
il
vuoto
che
si
reca
appresso
,
e
molto
simile
al
«
dì
del
mortoro
»
così
compendiato
dal
Davanzati
:
«
uno
stratto
di
tutta
la
vita
del
morto
;
poi
non
se
ne
parla
più
»
;
ma
alla
lingua
,
che
non
è
psicologia
,
importa
poco
di
sapere
come
il
giubilato
si
sente
dentro
;
gli
basta
quel
culmine
,
la
festicciola
che
gli
si
fa
,
per
riattaccarsi
al
lat
.
jubilare
,
«
gridare
,
far
chiasso
»
.
[24]
E
poi
adagio
a
drammatizzare
o
a
crepuscolarizzare
la
figura
del
pensionato
;
non
pochi
dei
quali
,
per
recenti
provvidenze
,
se
la
passano
allegramente
,
fanno
le
fiche
ai
vecchi
datori
di
lavoro
,
dànno
ragione
all’
etimologia
.
[25]
Dalla
quale
non
si
dilungano
troppo
neppure
quei
mariti
,
quegli
amanti
,
quei
servi
d’
amore
,
che
dalla
giubilazione
traggono
sollievo
.
[26]
Leo
Pestelli
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