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Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
La disinvoltura dei classici
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
15
aprile
1976
more header data
[1]
V’
è
un
punto
di
lingua
non
sufficientemente
lumeggiato
dai
testi
grammaticali
:
di
che
,
sia
detto
in
passando
,
vanno
scusati
,
essendo
tante
le
cose
cui
devono
badare
.
[2]
Si
tratta
della
«
proposizione
infinitiva
»
,
la
quale
si
ha
quando
dopo
i
verbi
reggenti
Fare
e
Lasciare
o
dopo
verbi
indicanti
testimonianza
dei
sensi
(
Sentire
Udire
Vedere
Guardare
Ascoltare
ecc
.
)
segue
un
infinito
col
suo
soggetto
espresso
:
«
lascia
dir
le
genti
!
»
,
fo
divertire
i
ragazzi
,
«
veggio
in
Alagna
entrar
lo
fiordaliso
»
,
sento
abbaiare
i
cani
,
vedo
passare
il
treno
e
sim
.
;
dove
(
restringendoci
all’
ultimo
esempio
)
vedo
è
la
proposizione
principale
e
passare
il
treno
la
proposizione
infinitiva
di
cui
il
treno
è
soggetto
.
[3]
Di
regola
si
raccomanda
che
nelle
infinitive
il
soggetto
debba
tener
dietro
all’
infinito
,
come
quello
che
forma
con
esso
una
specie
di
unità
inseparabile
,
eccetto
il
caso
che
il
soggetto
dell
’
infinito
sia
costituito
da
pronomi
personali
,
quali
allora
si
premettono
al
verbo
reggente
nella
loro
forma
atona
e
proclitica
:
ti
sento
cantare
,
ci
lasciò
partire
.
[4]
Ma
anche
nella
lingua
vale
il
dettato
che
sono
più
i
casi
che
le
leggi
:
e
un
linguista
moderno
,
fiorentinamente
indiavolato
a
fare
incetta
di
codesti
casi
eccedenti
e
nel
mettere
negli
impicci
gli
stessi
grammatici
,
elenca
una
quantità
di
esempi
in
cui
la
prescritta
collocazione
(
infinito-soggetto
)
può
generare
confusione
di
senso
o
atteggiare
il
nostro
pensiero
altrimenti
da
quello
che
per
l’
appunto
intendiamo
.
[5]
Non
sarà
anfibologico
,
cioè
ipoteticamente
cannibalesco
;
ho
visto
mangiare
Eugenio
?
[6]
Laddove
,
richiamando
il
soggetto-oggetto
in
prima
posizione
,
il
senso
diventa
inequivocabile
:
ho
visto
Eugenio
mangiare
.
[7]
E
ancora
,
allegramente
continuando
:
ho
visto
Antonio
pescare
,
non
lascia
dubbi
sul
contenuto
ittico-sportivo
dell’
azione
;
ma
non
così
:
ho
visto
pescare
Antonio
,
che
potrebbe
far
pensare
al
ripescamento
di
un
naufrago
.
[8]
Dicendo
poi
,
secondo
costruzione
regolare
:
l’
imperatore
fece
mangiare
di
molti
cristiani
,
rimane
dubbio
se
l
’
imperatore
facesse
ristorare
di
cibo
quei
tapinelli
,
o
non
piuttosto
,
come
mandano
le
istorie
,
non
li
facesse
divorare
dalle
fiere
.
[9]
Tanta
avvertenza
dunque
bisogna
avere
,
nelle
infinitive
,
che
sono
sfuggite
al
discernimento
dei
grammatici
!
[10]
Se
,
putacaso
,
il
verbo
sia
passativo
o
intransitivo
:
se
sia
necessario
richiamare
il
complemento
d’
agente
(
vediamo
incoronare
la
miss
dal
noto
attore
)
;
se
,
trattandosi
di
locuzione
verbale
complessa
,
sia
bene
che
il
soggetto-oggetto
non
si
trovi
troppo
discosto
dal
verbo
reggente
(
anche
prescindendo
da
ragioni
metriche
,
è
dubbio
che
Leopardi
avrebbe
scritto
«
odo
far
festa
augelli
»
,
anziché
,
«
odo
augelli
far
festa
»
)
,
e
così
via
.
[11]
La
somma
di
questo
discorsetto
è
che
nelle
cose
di
lingua
bisogna
andare
adagio
ad
affermare
che
la
tal
cosa
non
si
può
.
[12]
Trattando
ex
professo
la
questione
del
«
se
+
condizionale
»
(
«
Lingua
Nostra
,
XXXV
,
4
)
,
Alfonso
Leone
incomincia
dal
ricordare
come
nella
vecchia
scuola
esso
fosse
uno
di
quegli
spauracchi
grammaticali
(
se
vincerei
,
io
farei
…
)
dal
quale
bisognava
guardarsi
ad
ogni
costo
,
sufficiente
forse
(
in
tempi
che
gli
strafalcioni
importavano
)
a
compromettere
una
promozione
.
[13]
Soltanto
studiando
di
più
oltre
nella
lingua
viva
non
cristallizzata
da
regole
assolute
,
l’
uomo
trova
gran
copia
d
’
esempi
,
anche
scritti
(
e
da
tali
che
si
chiamano
Petrarca
e
Ariosto
)
,
di
se
col
condizionale
,
quali
del
resto
incontriamo
anche
noi
tutto
il
giorno
;
e
basterà
citare
;
«
non
so
se
lo
farebbe
»
,
o
in
dipendenza
d’
un
tempo
storico
:
«
non
sapevo
se
lo
farebbe
o
avrebbe
fatto
»
;
basterà
ricordare
il
tipo
«
se
interrogativo
+
condizionale
con
ellissi
della
proposizione
principale
:
se
la
sposerei
?
(
cioè
mi
chiedi
se
la
sposerei
?
;
il
quale
può
essere
ripreso
nella
risposta
:
oh
se
la
sposerei
!
[14]
V’
è
poi
da
notare
una
lieve
differenza
circa
i
significati
di
«
se
+
congiuntivo
»
(
la
forma
regolare
)
e
«
se
+
condizionale
»
.
[15]
Quest’
ultimo
può
alternarsi
tanto
all’
indicativo
(
lo
fa
,
lo
farebbe
)
quanto
al
congiuntivo
(
non
sapevo
se
lo
facesse
,
non
sapevo
se
lo
farebbe
)
,
attenuando
la
certezza
del
primo
e
l’
incertezza
del
secondo
,
e
conferendo
in
entrambi
i
casi
al
pensiero
un
atteggiamento
particolare
.
[16]
Più
spiccatamente
nelle
concessive
,
la
sostituzione
del
regolare
congiuntivo
condizionale
colorisce
variamente
il
pensiero
.
[17]
«
I
sicari
non
compirono
il
delitto
,
sebbene
avrebbero
già
ricevuto
il
compenso
»
;
«
Anche
se
me
lo
direbbe
lui
,
gli
risponderei
di
no
»
.
[18]
Nella
prima
frase
le
parole
sebbene
avrebbero
già
ricevuto
il
compenso
,
sottintende
,
a
orecchio
fine
,
«
stando
a
quel
che
dice
la
gente
»
;
nella
seconda
le
parole
anche
se
me
lo
direbbe
lui
si
distinguono
da
anche
se
me
lo
dicesse
lui
in
quanto
denotano
,
meglio
delle
altre
,
una
maggiore
probabilità
del
fatto
.
[19]
Siamo
,
parrebbe
,
al
confine
con
lo
sproposito
;
ma
,
a
guardar
bene
,
cioè
a
lumi
spitzeriani
(
«
Nihil
est
in
syntaxi
quod
non
fuerit
in
stylo
»
)
,
quel
confine
è
illusorio
.
[20]
Leo
Pestelli
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