Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Interiezioni fuorilegge
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
14
settembre
1973
more header data
[1]
Espressioni
istintive
di
qualche
affetto
o
sensazione
,
le
interiezioni
costituiscono
un
parlare
eslege
,
sottratto
ai
rigori
della
grammatica
.
[2]
Non
si
può
determinare
né
quante
siano
,
né
a
quale
sentimento
corrisponde
ciascuna
di
esse
,
né
come
si
abbiano
a
pronunziare
e
a
scrivere
:
e
quest’
ultimo
capo
sia
con
pace
di
quel
lettore
che
accagiona
i
fumetti
(
dove
spesseggiano
gli
hai
!
gli
hac
!
ecc
.
)
di
aver
mutato
posto
alla
lettera
h
nelle
interiezioni
,
facendola
iniziale
di
parola
.
[3]
Suoni
diversi
[4]
È
vero
che
l’
uso
interiettivo
tradizionale
suole
posporre
nella
scrittura
l’
h
alla
vocale
,
a
simboleggiare
il
fiato
sospeso
dopo
la
vocale
stessa
:
ond’
è
che
oh
!
ahi
!
ah
!
suonano
in
tutt’
altro
modo
che
ho
hai
ha
,
voci
del
verbo
Avere
.
[5]
Pure
,
l’
h
anteposta
alla
vocale
accenna
a
un
leggero
suono
,
ben
differente
da
quello
dell’
h
posposta
,
un
suono
aspirato
e
non
esalato
come
l’
altro
;
il
quale
può
venire
in
taglio
per
certe
esclamazioni
secche
e
a
esprimere
la
stessa
risata
,
quando
non
sia
cordiale
(
ah
!
ah
!
ah
!
)
,
ma
sussultoria
e
un
po’
maligna
(
ha
!
ha
!
ha
!
)
.
[6]
E
molto
prima
dei
fumetti
,
Dante
aveva
posto
un
hui
!
,
quale
interectio
dolentis
:
«
Alto
sospir
che
duol
strinse
in
“
hui
!
”
,
Mise
fuor
prima
…
»
(
Purg
.
XVI
,
64
)
,
e
Boccaccio
un
hi
!
e
l
’
Alberti
un
hen
!
[7]
Se
il
lettore
non
si
fosse
fermato
alla
prima
insegna
,
ma
avesse
consultato
i
patres
della
lessicografia
italiana
(
Crusca
,
Tommaseo-Bellini
,
Petrocchi
ecc
.
)
,
vi
avrebbe
trovato
che
hac
!
e
huc
!
,
in
questa
forma
,
è
il
suono
proprio
della
tosse
(
la
tosse
che
stacca
e
risolve
)
;
che
ha
!
mal
si
sostituirebbe
con
ah
!
[8]
(
corrispondente
a
un
altro
contenuto
psichico
:
ah
!
che
bella
donna
!
)
nei
casi
d’
interrogazione
mista
di
risentimento
e
di
burla
:
ha
!
credeva
di
burlar
me
,
costui
?
;
fatta
più
provocante
da
un
lieve
suono
nasale
in
fondo
che
la
muta
in
han
!
[9]
(
o
anche
haaan
!
)
:
non
è
vero
,
han
?
;
che
he
,
ha
differenza
di
eh
(
interrogante
con
risentimento
o
senza
)
,
esprime
rassegnazione
o
dubbio
,
perché
no
?
,
non
dico
di
no
e
sim
.
:
he
!
sarà
così
;
e
finalmente
hi
è
il
proprio
di
chi
numera
o
sente
numerare
molti
oggetti
,
e
se
ne
mostra
,
o
finge
,
meravigliato
o
stanco
,
o
che
accenna
a
un
certo
modo
di
ridere
iperacuto
(
hi
!
hi
!
hi
!
)
,
laddove
per
il
Ciregliese
ih
e
iihh
!
,
che
pure
prevalgono
nell’
uso
,
sarebbero
soltanto
i
gridi
lunghi
con
che
si
spingono
le
bestie
da
soma
o
da
barroccio
.
[10]
Avrebbe
dunque
errato
il
Manzoni
,
facendo
dire
a
don
Abbondio
(
Pr
.
Sp
.
C
.
VIII
)
:
«
Ih
!
Com’
è
diventato
sospettoso
il
mondo
»
?
,
avrebbe
dovuto
dire
«
Hi
!
»
?
[11]
Non
ci
spingiamo
tanto
.
[12]
Basti
che
l’
uso
esclamativo
di
h
in
posizione
forte
,
non
è
quella
mostruosità
moderna
che
il
lettore
sembra
credere
,
ma
ha
una
sua
ragione
ed
è
corroborata
da
fior
d’
esempi
,
tra
i
quali
dimenticammo
di
citare
hem
(
dolore
turbamento
disagio
)
,
anche
ripetuto
più
volte
(
hem
hem
hem
)
,
ham
(
stupore
perplessità
sdegno
)
,
hai
(
dolore
e
anche
meraviglia
commozione
gioia
)
,
hèi
(
per
attirare
l’
attenzione
o
per
esprimere
ironicamente
meraviglia
)
:
non
essendoci
che
hoi
,
che
per
non
comportare
differenza
da
ohi
(
dolore
vivo
o
simulato
)
,
possa
dirsi
veramente
superfluo
.
[13]
Chi
bada
alla
lingua
dei
giovani
,
avrà
forse
notato
che
ahi
!
,
la
forma
regina
delle
interiezioni
di
dolore
,
volentieri
suona
ahio
(
o
aio
)
,
giusta
il
genio
dell’
Epitesi
(
andòe
per
andò
)
,
che
opera
,
senza
loro
saputa
,
in
quegli
innocenti
sfregiatori
dell’
idioma
.
[14]
Insomma
,
pure
ammettendo
che
a
scanso
di
brighe
sia
meglio
seguire
l’
Uso
che
pone
l’
h
dopo
la
vocale
,
l’
ortografia
delle
esclamazioni
,
chi
volesse
fondarla
su
un
severo
esame
dei
suoni
,
non
è
da
lasciare
all’
arbitrio
dello
scrivente
,
ma
vuole
considerarsi
caso
per
caso
.
[15]
L’
Amerikano
[16]
Per
restare
in
ortografia
:
fra
tante
cose
che
cambiano
l’
alfabeto
resiste
.
[17]
Riformisti
che
propongono
l’
abolizione
dell’
H
,
la
cui
inutilità
è
proverbiale
(
non
vale
un
acca
)
e
che
ci
è
rimasta
soltanto
«
per
la
dottrina
degli
occhi
»
,
o
quella
della
Q
,
una
mezza
lettera
che
rileva
soltanto
nel
nesso
qu
,
ne
spuntano
ogni
momento
;
ma
nessuno
di
loro
ha
fortuna
,
né
,
crediamo
,
l’
avrà
mai
:
pigrizia
e
affezione
assicurano
l’
integrità
del
nostro
alfabeto
.
[18]
Di
più
:
una
lettera
greca
quale
la
K
,
non
necessaria
ai
Latini
nonché
a
noi
,
rotti
i
confini
tradizionali
(
le
abbreviature
kg
.
kl
.
km
.
,
il
simbolo
del
potassio
,
e
alcuni
nomi
stranieri
non
assimilati
:
kaiser
kursaal
e
pochi
altri
)
,
non
si
è
forse
arrogato
l’
ufficio
della
c
gutturale
nel
titolo
del
film
«
L’
Ameri
k
ano
»
?
[19]
A
proposito
del
quale
un
altro
lettore
,
che
conosce
l’
efficacia
del
cinema
sul
costume
anche
linguistico
e
che
già
vede
spuntare
all’
orizzonte
K
aterina
k
ranio
k
o
kk
io
e
Bello
kk
o
,
ci
scrive
inquietissimo
.
[20]
Ma
anche
qui
la
storia
del
linguaggio
è
buon
medico
.
[21]
Verissimo
che
l’
italiano
non
abbisogna
della
lettera
K
,
ma
non
ch’
essa
sia
sempre
stata
estranea
al
nostro
uso
scritto
.
[22]
Documenti
fiorentini
di
prima
di
Dante
spesseggiano
di
ke
ki
kalènde
kavaliere
;
e
dalle
illustrazioni
linguistiche
fatte
dal
Parodi
a
un
libro
di
banchieri
fiorentini
scritto
nel
1211
,
togliamo
ancora
kapitate
kalkagnio
Iakopo
bankiere
kapitanio
e
kastagniaci
.
[23]
Posti
gli
esempi
kapitale
e
bankiere
:
o
c’
inganniamo
o
in
«
L’
Ameri
k
ano
»
è
l’
intenzione
grafica
di
dar
vita
a
una
parola
violenta
dove
il
k
,
che
non
per
nulla
piaceva
tanto
all’
Aretino
,
faccia
per
così
dire
ufficio
di
un
c
duro
che
mostra
i
denti
.
[24]
Del
resto
nella
conformazione
della
K
specie
maiuscola
è
qualcosa
che
soddisfa
al
sentimento
tecno-meccanico
del
nostro
tempo
.
[25]
E
ciascuno
avrà
notato
,
nella
sigla
del
«
Rischiatutto
»
(
e
quasi
si
vorrebbe
dire
«
Ris
k
iatutto
»
)
,
il
valore
emblematico
di
quel
K
che
con
le
ganasce
aperte
persegue
e
incalza
,
kafkianamente
,
l’
omino
del
naso
dentellato
.
[26]
Leo
Pestelli
Text view
•
Paragraph view