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Maarten Janssen, 2014-
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Sbagliamo dicendo "non mi oso,,?
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
13
aprile
1973
more header data
[1]
Alcuni
grammatici
riprovano
quest'
uso
,
come
forma
dialettale
e
malvezzo
dei
piemontesi
-
Ma
i
classici
insegnano
a
utilizzare
con
spregiudicatezza
le
particelle
"
accompagnaverbi
"
-
Le
molte
insidie
dell'
intransitivo
e
del
riflessivo
[2]
Che
Verbo
sia
antonomasia
di
Parola
(
a
quell'
intemerata
,
non
rispose
verbo
)
,
ci
è
guida
a
intendere
l
’
importanza
di
questa
parte
del
discorso
.
[3]
Posto
che
l
’
ufficio
del
verbo
è
di
denotare
l’
azione
considerata
nel
tempo
,
l
’
azione
ha
sempre
un
«
soggetto
»
;
lo
ha
sempre
,
perché
anche
quando
diciamo
piove
,
ci
sta
fitto
nell
’
inconscio
il
soggetto
che
fa
l
’
azione
del
piovere
:
il
tempo
,
il
cielo
,
Giove
o
altro
soprassensibile
.
[4]
Viceversa
l
’
azione
espressa
dal
verbo
può
ricevere
o
non
ricevere
termine
diretto
(
«
oggetto
»
)
secondo
che
per
natura
è
tale
da
poter
passare
in
una
persona
o
cosa
diversa
dal
soggetto
,
ovvero
da
dover
restare
nel
soggetto
stesso
.
[5]
Della
prima
qualità
sono
Amo
e
Leggo
,
i
quali
possono
rispondere
alla
domanda
«
chi
?
che
cosa
?
»
:
chi
ami
?
la
Laurina
;
che
cosa
leggi
?
il
Petrarca
;
della
seconda
Vivo
e
Vado
,
che
anch
’
essi
rispondono
a
una
domanda
,
ma
d
’
altro
tipo
,
cominciante
da
una
preposizione
:
a
che
cosa
,
in
che
luogo
,
con
che
cosa
,
perché
e
sim
.
;
e
la
risposta
così
obliquata
(
vivo
col
poco
,
vado
dalla
zia
)
costituisce
il
termine
indiretto
o
«
complemento
»
.
[6]
I
primi
si
chiamano
verbi
transitivi
(
o
passativi
:
la
vecchia
terminologia
aveva
del
buono
)
;
i
secondi
intransitivi
.
[7]
Non
inganni
che
molte
volte
l
’
intransitivo
sembra
avere
un
oggetto
:
salire
le
scale
,
vivere
una
vitaccia
,
correre
la
staffetta
ecc
.
,
perché
codesto
oggetto
che
non
riceve
l
’
azione
del
soggetto
,
che
non
istà
in
opposizione
con
esso
,
ma
a
guisa
di
complemento
serve
solo
a
spiegare
meglio
l
’
azione
stessa
,
è
un
oggetto
falso
,
o
come
dicono
i
Maghi
Merlini
della
grammatica
,
«
apparente
»
.
[8]
A
che
cosa
serve
il
saper
distinguere
gli
«
oggetti
»
reali
dagli
apparenti
?
[9]
Praticamente
a
nulla
(
lavo
il
bicchiere
,
bevo
un
bicchiere
)
;
ma
anche
nelle
cose
di
lingua
non
si
vive
di
solo
pane
,
e
gl
’
invisibilia
vi
hanno
un
loro
fascino
.
[10]
Gli
equivoci
[11]
Rinfrescate
così
le
prime
idee
,
e
lasciando
degli
intransitivi
,
dove
l'
azione
rimane
nel
soggetto
(
io
fremo
!
)
,
è
appena
il
caso
di
rammentare
che
il
verbo
transitivo
sta
in
tre
forme
:
attiva
(
io
batto
il
cane
)
,
riflessiva
(
io
mi
batto
)
,
passiva
(
io
son
o
battuto
)
.
[12]
Ora
la
prima
e
la
ter-za
forma
non
danno
luogo
a
difficoltà
,
ma
la
seconda
sì
;
e
la
ragione
è
che
i
riflessivi
non
son
tutti
compagni
,
ma
ve
n'
ha
di
certi
,
di
meno
certi
,
di
ambigui
e
illusori
(
riflessivi
,
ancor
essi
,
«
apparenti
»
)
.
[13]
In
io
mi
lodo
è
un
massimo
di
certezza
:
io
lodo
me
:
qui
il
pronome
personale
è
vero
oggetto
del
verbo
;
ma
in
io
mi
spavento
,
non
vorrò
già
dare
a
intendere
che
io
mi
metto
paura
a
bella
posta
,
ma
piuttosto
che
resto
spaventato
:
qui
il
pronome
è
un
che
di
perplesso
tra
soggetto
e
oggetto
.
[14]
Infine
io
mi
lavo
è
una
schietta
costruzione
riflessiva
(
io
lavo
me
)
,
ma
volendovi
aggiungere
,
verbigrazia
,
le
mani
,
essa
rovinerebbe
dalle
fondamenta
,
il
mi
non
avendovi
più
valore
di
oggetto
ma
di
complemento
di
termine
o
meglio
d'
interesse
(
io
lavo
le
mani
a
me
)
.
[15]
A
complicare
,
sopravviene
la
famiglia
dei
riflessivi
«
assoluti
»
,
ossia
di
quei
molti
intransitivi
di
forma
riflessiva
che
non
possono
separarsi
dalla
particella
pronominale
,
o
che
,
separandosene
,
varierebbero
affatto
significato
(
abboccarsi-abboccare
,
apporsi-apporre
)
,
e
che
nondimeno
,
nell'
uso
elegante
dei
classici
,
talvolta
se
ne
separano
(
Innamorare
per
inna
morarsi
)
,
o
anche
lasciano
la
particella
per
prendere
valore
,
come
dicono
,
«
fattitivo
»
,
significando
il
metter
altri
in
quello
stato
che
il
verbo
accenna
:
se
vuoi
adirare
lo
zio
,
toccalo
sulla
D
.
[16]
C
.
[17]
Il
riflessivo
assoluto
con
valore
fattitivo
,
di
cui
pochissimi
in
Italia
hanno
notizia
,
ricorre
nell'
espressione
usuale
:
questa
cosa
mi
meraviglia
;
la
quale
spiegatamente
viene
a
dire
:
questa
cosa
mi
fa
meravigliare
.
[18]
Dante
diceva
[19]
Scritturi
rapidi
(
ma
rapidi
con
legge
)
sdegnano
certe
for-me
riflessive
o
pseudoriflessive
di
cui
l'
Uso
si
riempie
la
bocca
:
mi
sono
sbagliato
(
ho
sbagliato
)
,
mi
sono
inciampato
(
ho
inciampato
)
,
il
ferro
si
arrugginisce
(
arrugginisce
)
e
così
via
.
[20]
Se
non
tutte
,
alcune
di
queste
forme
si
possono
difendere
come
intensive
(
si
bisticcia
con
la
moglie
)
,
invocando
l'
uso
antico
e
bellissimo
delle
particelle
accompagnaverbi
(
mi
ti
si
ecc
.
)
,
quali
appunto
si
uniscono
tanto
ai
verbi
transitivi
quanto
agl'
intransitivi
,
non
per
altro
che
per
riferire
più
strettamente
il
valore
di
quei
verbi
al
loro
proprio
soggetto
,
quasi
come
se
vi
fosse
un
dativo
di
comodo
o
d'
interesse
.
[21]
Se
Dante
tantissime
volte
(
«
io
mi
son
un
»
,
«
fu'
m
i
»
,
«
fu
si
»
,
«
s'
è
beata
»
,
«
si
gode
»
)
,
se
altrettante
il
Boccaccio
(
«
si
credeva
»
,
«
si
dimoravano
»
,
«
deh
,
aspetta
ti
un
poco
»
,
«
voi
non
sapete
ciò
che
vi
dite
»
)
,
e
dietro
al
loro
esempio
altri
molti
,
usarono
con
tanta
efficacia
questo
pleonasmo
,
perché
non
dovremmo
dire
noi
come
ti
sei
invecchiato
!
e
persino
il
riprovatissimo
,
perché
dialettale
,
non
mi
oso
,
dove
la
particella
etica
(
a
intenderla
cosi
)
tanto
aggiunge
di
trepidazione
?
[22]
Anche
nella
lingua
bisogna
tendere
all'
ottimo
;
e
l'
ottimo
d'
espressività
lo
porgeva
appunto
quest'
uso
intensivo
del
verbo
,
significante
il
concentrarsi
dell'
azione
nel
soggetto
;
il
quale
oggi
appena
si
fa
sentire
,
ma
sempre
col
piaccicotto
dell'
avverbiale
ne
,
in
andarsene
venirsene
star
-
sene
e
più
di
rado
partirsene
.
[23]
Una
volta
il
buon
padre
di
famiglia
si
partiva
di
casa
,
perché
costì
era
il
suo
cuore
,
e
la
riflessiva
pleonastica
segnava
lo
strappo
.
[24]
Ma
oggi
semplicemente
parte
senza
ripieno
,
o
esce
o
va
via
come
qualunque
altro
.
[25]
Leo
Pestelli
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