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Maarten Janssen, 2014-
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Ha troppi sensi la parolina “da”
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
12
agosto
1976
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[1]
Lo
scambio
delle
proposizioni
Da-Di
a
significare
il
complemento
di
moto
da
luogo
intriga
e
confonde
quanti
sono
naturalmente
nemici
delle
oscillazioni
.
[2]
Vengo
da
lontano
o
di
lontano
?
[3]
Esco
da
casa
o
di
casa
?
[4]
Alla
buon’
ora
si
può
dire
in
entrambi
i
modi
,
ma
con
qualche
lieve
differenza
di
proprietà
.
[5]
A
voler
considerare
sottilmente
le
cose
,
la
preposizione
Da
(
corrispondete
al
latino
ab
)
indica
propriamente
la
relazione
di
allontanamento
dall’
esterno
di
qualche
cosa
:
la
preposizione
Di
(
corrispondente
a
ex
o
e
)
segna
piuttosto
il
partire
dall’
interno
d’
un
luogo
,
ossia
l’
uscirne
fuori
.
[6]
I
nostri
antichi
scrittori
(
prendiamo
per
tutti
il
Boccaccio
)
osservavano
fedelmente
questa
differenza
anche
con
la
preposizione
articolata
del
:
«
levata
del
parto
»
,
«
partirsi
dell’
isola
»
,
«
la
Giannetta
uscì
della
camera
»
;
e
per
contro
:
«
credendo
lui
esser
tornato
dal
bosco
»
,
«
tanto
dal
muro
si
scostano
ecc
.
»
.
[7]
Nell’
uso
moderno
si
adopera
con
più
finezza
di
,
quando
mancano
gli
articoli
,
specialmente
se
il
verbo
sia
di
tal
natura
da
significare
chiaramente
il
moto
dall’
interno
d’
un
luogo
(
per
eccellenza
,
Uscire
)
:
si
adopera
regolarmente
da
e
non
di
,
quando
vi
sono
gli
articoli
.
[8]
Quindi
:
partir
di
casa
,
uscir
di
prigione
,
cavar
di
bocca
,
toglier
di
mano
ecc
.
;
e
viceversa
:
uscir
dalla
prigione
,
muoversi
da
una
camera
,
togliere
dalle
mani
,
e
coll’
infinito
,
tornar
da
cenare
.
[9]
Coi
nomi
propri
di
città
o
paesi
si
preferisce
da
quando
si
ha
riguardo
al
termine
dove
si
va
:
da
Roma
andai
a
Milano
;
si
preferisce
di
quando
si
ha
riguardo
al
termine
onde
si
esce
:
vengo
di
Firenze
,
esco
di
Siena
.
[10]
Coi
nomi
di
provincia
o
nazione
si
adopera
sempre
di
o
dal
;
vengo
d’
Inghilterra
,
parto
di
Toscana
o
dalla
Toscana
(
non
si
potrebbe
però
dire
«
partì
di
Lazio
»
,
ma
solo
«
dal
Lazio
»
o
«
uscì
di
Belgio
»
,
ma
solo
«
dal
Belgio
»
)
.
[11]
Nelle
date
delle
lettere
e
dei
documenti
è
più
classico
il
di
:
di
Roma
,
di
Milano
,
di
Varlungo
.
[12]
Dinanzi
agli
avverbi
di
luogo
e
alle
loro
particelle
tornerebbe
duro
e
spiacevole
l’
uso
del
da
:
non
ti
muover
da
qui
,
esci
da
costì
;
specialmente
quando
null’
altro
segue
a
tali
particelle
o
avverbi
locali
.
[13]
Quando
per
altro
è
accennato
anche
l’
altro
termine
del
luogo
,
allora
si
usa
tanto
l’
una
quanto
l’
altra
:
da
qui
a
lì
e
di
qui
a
lì
;
da
qui
a
Roma
,
di
qui
a
Roma
.
[14]
Ai
non
toscani
è
cosa
difficile
sentire
dove
tali
scambi
si
possano
fare
,
e
bisogna
aiutarsi
con
la
lettura
dei
buoni
libri
e
dei
buoni
lessici
.
[15]
È
poi
da
ricordare
che
la
preposizione
Da
è
polivalente
,
cioè
regge
parecchi
complementi
,
e
che
contrariamente
alla
sua
natura
che
è
di
esprimere
il
senso
della
separazione
,
dell’
allontanamento
,
del
distacco
,
può
assumere
valore
di
Presso
(
fr
.
chez
)
,
indicante
,
sempre
con
nomi
di
persona
,
tanto
lo
stato
in
luogo
:
abitare
dalla
nonna
,
lavoro
da
un
notaio
,
sto
da
mio
fratello
;
quanto
il
moto
a
luogo
:
vado
dal
barbiere
,
corro
dal
medico
,
recarsi
dalla
sarta
.
[16]
Anche
negli
antichi
si
trova
il
Da
come
preposizione
del
moto
a
luogo
in
concorrenza
con
A
(
«
io
vi
menerò
da
lei
»
,
«
andatosene
al
signore
»
,
Boccaccio
)
;
e
perché
non
sia
mai
detto
che
usassero
l’
una
e
l’
altra
particella
indifferentemente
,
in
questi
costrutti
,
nota
un
sottile
grammatico
,
laddove
A
è
l’
ad
latino
,
Da
(
dal
lat
.
de
,
che
vale
anche
intorno
o
,
come
diremmo
noi
,
giù
di
lì
,
in
quelle
parti
)
non
denota
propriamente
la
persona
,
ma
il
luogo
dove
la
persona
è
od
abita
:
«
Renzo
rientrò
dalle
donne
»
(
Manzoni
)
.
[17]
Si
va
all’
amante
per
linea
retta
,
quando
non
si
ha
altro
per
il
capo
che
lei
;
si
va
dall’
amante
per
coglierla
in
tutte
le
sue
adiacenze
,
nel
suo
nido
d’
amore
.
[18]
Ma
questa
sfumatissima
differenza
di
significato
si
dà
qui
per
ricreazione
storica
:
i
moderni
non
ne
fanno
più
alcun
conto
.
[19]
Importa
assai
a
chi
corre
dal
dentista
col
fuoco
in
bocca
,
del
suo
«
chez
lui
»
!
[20]
Leo
Pestelli
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