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Maarten Janssen, 2014-
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Si devono correggere gli errori dei bambini?
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
12
luglio
1975
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[1]
Si
deve
intervenire
o
no
,
quando
gl’
infanti
commettono
degli
strafalcioni
?
[2]
La
pedagogia
buona
è
quella
del
non
intervento
,
e
non
tanto
a
cagione
di
spasso
(
«
l’
idioma
che
prima
i
padri
e
le
madri
trastulla
»
)
quanto
di
meditazione
e
studio
:
perché
i
più
di
quegli
errori
,
direbbe
il
Vico
,
sono
«
eroici
»
.
[3]
Negli
esempi
raccolti
dal
Nieri
,
una
mamma
di
gran
cuore
domanda
al
suo
piccino
:
«
Di
chi
sei
?
»
;
e
quello
,
che
ignora
la
teoria
leopardiana
circa
Essere
,
irregolare
in
quasi
tutte
le
lingue
a
causa
della
sua
astrazione
,
necessità
,
antichità
ecc
.
,
risponde
a
colpo
«
Seo
di
mamma
»
.
[4]
Appare
evidente
che
il
parlar
puerile
si
regge
in
gran
parte
sul
principio
d’
analogia
:
allora
che
la
faticosa
idea
dell’
irregolarità
non
è
ancora
penetrata
nella
mente
del
parlante
,
una
forma
ne
suggerisce
un’
altra
compagna
,
per
irresistibile
processo
analogico
.
[5]
Così
la
prima
del
presente
indicativo
Vado
produce
l’
imperfetto
vadevo
;
così
Neve
si
getta
in
nevare
(
che
è
in
Ser
Brunetto
,
Dante
e
Petrarca
)
,
oggi
usurpato
dal
suo
continuativo
Nevicare
,
sentito
esso
come
primitivo
;
così
ritornano
spesso
su
quelle
vergini
labbra
i
participi
suto
leggiuto
renduto
,
tanto
poco
comici
che
si
ritrovano
nei
primi
documenti
di
lingua
;
e
Suto
(
aferesi
di
essuto
)
è
il
sincero
participio
di
Essere
,
di
poi
sostituito
con
quello
di
Stare
,
e
Renduto
poi
,
appresso
Leopardi
,
è
anch’
oggi
meglio
di
Reso
.
[6]
Un
altro
,
solo
compitando
us
-ci-re
,
manifesterà
la
patria
piemontese
,
la
cui
lingua
scompone
il
nesso
sc
(
s-
cianchè
)
;
più
tardi
,
riflessamente
,
e
perciò
più
indelebilmente
,
imparerà
che
l’
italiano
non
ammette
tale
scempiamento
(
scen
-trare
,
scer-vellato
)
.
[7]
È
insomma
il
linguaggio
infantile
scuola
aperta
di
morfologia
storica
,
da
frequentare
col
massimo
rispetto
;
a
tacere
dei
suoi
molti
lasciti
alla
lingua
comune
,
specie
nelle
voci
da
suono
:
pappa
,
dindi
,
bua
,
c
a
ccia
o
ceccie
,
tato
e
tata
(
di
senso
così
vasto
)
e
,
che
è
più
,
gli
stessi
babbo-papà-mamma
,
nati
da
inconsci
moti
labiali
e
nasali
.
[8]
Ma
in
un
esempio
come
annaffiatore
(
da
noi
reperito
)
,
allora
sarà
il
caso
che
il
genitore
intervenga
con
la
compunizione
del
corresponsabile
:
perché
costì
è
il
germe
,
appreso
dal
linguaggio
dei
grandi
,
del
male
dei
derivati
sostantivali
(
annaffiatoio-annaffiatare
)
e
più
oltre
dei
derivati
da
derivati
:
quei
serpenti
verbali
che
spira
dopo
spira
menano
a
una
sorta
d
’
imbecillità
semantica
.
[9]
Perché
chi
è
che
,
partendo
dal
lontano
Trionfo
,
sappia
dire
che
cosa
veramente
significhi
in
parole
povere
(
parole
vere
)
«
la
sicurezza
del
trionfalismo
»
(
«
La
Stampa
»
)
,
registrata
fra
le
nuove
perdite
della
dc
dopo
l’
elezione
di
giugno
?
[10]
Leo
Pestelli
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