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Maarten Janssen, 2014-
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Parlando del caro estinto
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
11
giugno
1975
more header data
[1]
Pur
di
evitare
la
parola
morire
,
la
cui
semplicità
ci
agghiaccia
,
le
giriamo
intorno
con
espressioni
equivalenti
,
che
,
al
dir
di
qualcuno
,
sarebbero
trentadue
:
computo
forse
avaro
,
chi
pensi
alle
tante
maniere
idiotistiche
(
ogni
regione
ha
le
sue
)
come
le
toscane
andare
a
babboriveggoli
,
non
dolergli
più
i
denti
,
sonar
l’
ultimo
doppio
,
sballare
e
somiglianti
.
[2]
Tuttavia
nella
pratica
la
scelta
di
tali
sinonimi
è
piuttosto
stretta
.
[3]
L’
uso
giornalistico
,
serbando
perire
(
che
in
effetto
è
un
«
finir
male
»
)
ai
morti
di
morte
violenta
e
non
potendo
abusare
di
soccombere
che
manca
del
participio
passato
e
dei
tempi
composti
,
per
il
resto
se
la
sbriga
col
latinismo
decedere
(
già
sentito
come
buffo
)
,
coll’
aulico
spirare
,
mancare
e
pochi
altri
;
più
oltre
non
va
,
salvo
a
rendere
il
moribondo
così
autosufficiente
da
giungere
cadavere
all’
ospedale
.
[4]
Sono
affatto
disusati
i
bellissimi
passare
e
trapassare
(
così
pregnanti
,
specie
il
primo
,
di
speranza
cristiana
)
,
l’
assoluto
finire
,
lo
statico
andar
nei
più
,
il
fisiologico
rendere
l’
ultimo
fiato
,
e
non
parliamo
della
splendida
perifrasi
villaniana
,
che
più
d’
ogni
altra
consola
del
morire
,
andare
a
sapere
novelle
dell’
altro
mondo
.
[5]
Ma
questa
scelta
,
come
che
sia
stretta
,
si
fa
strettissima
quando
si
passa
alle
partecipazioni
di
lutto
,
dove
quasi
tutte
le
spese
son
fatte
dai
soliti
mancare
(
col
necessario
complemento
:
all’
affetto
dei
suoi
cari
)
,
spirare
,
volare
al
cielo
e
consimili
platonismi
.
[6]
In
«
Lingua
Nostra
»
(
XXXV
,
4
)
Carlo
Bascetta
,
rifacendosi
a
una
precedente
nota
di
L
.
[7]
Serianni
,
ha
fortemente
studiato
nella
«
tipologia
dell’
annuncio
funebre
»
,
togliendone
come
principale
carattere
l’
uniformità
.
[8]
Questa
è
in
gran
parte
dovuta
ai
freddi
suggerimenti
dei
commessi
d’
agenzia
,
e
per
un
poco
anche
alle
deserte
velleità
dei
compilatori
in
proprio
,
che
quanto
più
si
studiano
di
fuggire
le
frasi
fatte
,
tanto
più
vi
cadono
.
[9]
C’
è
poi
chi
sa
di
lettere
,
ma
si
perita
di
farne
sfoggio
nella
congiuntura
triste
.
[10]
In
morte
non
meno
che
in
vita
vogliamo
accompagni
un
linguaggio
stereotipato
.
[11]
E
non
di
meno
–
com’
è
incoercibile
in
tendenza
a
segnalarsi
–
anche
l’
annunzio
funebre
,
pur
così
rituale
nel
verbo
,
fa
suoi
periferici
tentativi
per
giungere
alla
«
singolarizzazione
»
;
e
poco
importa
al
linguista
che
,
facendosi
quei
tentativi
da
tutti
e
da
tutti
nella
stessa
direzione
,
il
loro
risultato
sia
scarso
.
[12]
Dietro
la
sagace
scorta
del
Bascetta
,
vediamo
quali
sono
.
[13]
Per
prima
cosa
si
rincara
sull’
individualità
anagrafica
del
defunto
.
[14]
Quindi
l’
uso
d’
indicare
il
mestiere
la
carica
la
professione
talvolta
prima
del
nome
:
maestro
G
.
[15]
C
.
[16]
G
.
;
e
più
spesso
dopo
,
con
una
punta
d’
orgoglio
(
specie
al
Nord
)
:
A
.
[17]
B
.
ostetrica
.
[18]
Quindi
,
se
ci
sono
,
generosa
enumerazione
di
titoli
e
ricompense
al
valor
civile
e
militare
.
[19]
La
citazione
dell’
età
,
dato
anagrafico
pressocché
costante
,
può
di
per
sé
diventare
eloquente
:
spegnevasi
a
soli
57
anni
.
[20]
Da
altri
esempi
si
rileva
che
possono
conferire
alla
singolarizzazione
dell’
annunzio
sia
il
ricorso
alle
generalità
:
è
mancato
al
ns
.
affetto
il
dott
.
[21]
Ing
.
[22]
G
.
[23]
L
(
fu
Edoardo
)
;
sia
a
vezzeggiativi
e
nomignoli
:
è
mancato
G
.
[24]
P
.
[25]
(
Nuciu
)
;
sia
a
barlumi
di
un
«
parlar
chiuso
»
inteso
appieno
dalla
famiglia
:
G
.
,
piccolo
ometto
d’
oro
,
guarda
e
sorride
di
lassù
.
[26]
Conferiscono
anche
certe
deviazioni
dell’
uso
comune
,
suggerite
da
fattori
emotivi
:
medico
dei
bambini
,
preferito
a
«
pediatra
»
;
cieco
di
guerra
,
a
«
invalido
di
guerra
»
.
[27]
L’
annunzio
,
si
sa
,
è
costoso
;
e
perciò
vi
dovrebbe
brillare
il
tacitismo
;
vi
brilla
invece
il
luogo
comune
.
[28]
Quando
si
tenta
(
che
un’
altra
via
per
distinguersi
)
una
biografia
in
nuce
,
le
sequenze
sono
sempre
lavoro-famiglia
,
famiglia-lavoro
:
«
tertium
non
datur
»
,
salvo
talvolta
il
disturbo
di
un
aggiunto
elemento
Patria
,
affatto
sporadico
.
[29]
Nelle
partecipazioni
che
si
raccolgono
sulla
solennità
famigliare
del
transito
,
i
domestici
sono
quasi
sempre
connotati
di
fedeli
o
fedelissimi
;
per
i
medici
curanti
si
eseguiscono
,
chi
può
spendere
,
cavatine
particolari
.
[30]
Gli
aggettivi
sono
per
lo
più
triplicati
in
posizione
enfatica
(
nobile
intelligente
esemplare
vita
)
,
e
fra
i
solinghi
abbonda
ferale
.
[31]
Ma
il
nostro
studioso
ha
reperito
un
prezioso
intatto
(
vive
intatto
nel
cuore
della
mamma
)
.
[32]
È
già
troppo
.
[33]
Perché
a
ricacciare
al
generico
anche
l’
annunzio
più
smanioso
di
apparire
individuale
e
«
sofferto
»
,
è
il
rischio
dell’
espressività
;
il
quale
può
portare
all’
equivoco
o
all
’
immagine
incongrua
:
A
.
[34]
G
.
moglie
,
devota
fino
all
’
ultimo
respiro
,
di
R
.
ringrazia
(
dove
il
senso
è
tutto
rimesso
all’
interpunzione
)
;
A
tumulazione
avvenuta
…
annunciano
il
volo
verso
il
cielo
ecc
.
non
potendosi
uscire
dal
vicolo
cieco
di
un
espressivo
che
non
esprima
troppo
,
molto
meglio
rinunciare
al
proprio
Pegaso
e
lasciar
fare
a
gente
del
mestiere
.
[35]
Si
comincia
dal
voler
dire
pane
al
pane
,
dall’
evitare
,
cioè
,
la
parola
Morire
.
[36]
E
si
continua
poi
in
falsetto
,
su
schemi
convenuti
,
per
tutto
l’
annunzio
.
[37]
Leo
Pestelli
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