Chair
Contact
Login
TEITOK
Digital Corpus Library
TEITOK
CronIT
Available Corpora
CronIT
Home
Search
Browse
Powered by
<TEI:TOK>
Maarten Janssen, 2014-
Sentence view
Non è “mica” sbagliato
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
10
novembre
1973
more header data
[1]
Dall’
errata
opinione
che
tra
lingua
e
dialetti
scatti
un
abisso
,
muovono
le
persecuzioni
contro
l’
Idiotismo
,
ch’
è
viceversa
il
nerbo
del
parlare
.
[2]
Quando
il
cinema
vuol
rappresentare
un
Piemontese
,
poco
ha
da
stare
in
dubbio
circa
quel
che
deve
fare
:
lo
seppellirà
sotto
i
neh
(
contrazione
di
«
non
è
»
,
registrata
dai
lessici
)
,
che
appunto
perché
richiamati
artificialmente
,
molto
spesso
suonano
falsi
.
[3]
E
all’
incirca
lo
stesso
fa
coi
Lombardi
per
via
del
mica
.
[4]
Prende
così
forza
il
pregiudizio
che
quelle
due
espressioni
si
debbano
evitare
.
[5]
Sia
questa
scheda
a
difesa
di
Mica
,
la
canzonatura
del
quale
(
ove
non
riguardi
l’
abuso
)
non
ha
nessun
fondamento
,
e
come
quella
che
nasce
da
ignoranza
di
lingua
,
merita
di
tornare
in
capo
a
chi
la
fa
.
[6]
È
questo
Mica
un’
assai
graziosa
paroletta
che
ci
viene
dal
pretto
latino
mica
,
e
tanto
importa
quanto
Briciolo
,
piccola
particella
di
checchessia
:
corrispondendole
l’
antico
francese
mie
e
l’
emiliano
brisa
.
[7]
Esso
sta
dunque
,
in
prima
accezione
,
come
nome
sostantivo
di
genere
femminile
;
e
così
l’
usò
,
con
altri
antichi
,
Iacopone
:
«
Non
dare
come
povero
.
Se
sé
ricco
,
una
mica
»
.
[8]
Oggi
questo
valore
sostantivale
si
è
perduto
;
e
sebbene
i
Lombardi
ne
abbiano
forse
tolto
il
loro
michetta
(
piccolo
pane
di
forma
rotonda
,
rosetta
)
,
è
assai
se
ancora
si
conserva
,
presso
i
buongustai
dello
stile
famigliare
,
nella
forma
diminuita
Micolino
;
non
ha
un
micolino
di
giudizio
;
che
è
quanto
dire
un
briciolo
,
uno
zinzino
,
o
anche
assolutamente
,
punto
,
fiore
e
simili
modi
fortemente
riduttivi
.
[9]
Il
nostro
vulgatissimo
e
contestato
Mica
non
è
dunque
più
sostantivo
(
sebbene
ne
ritenga
il
senso
)
,
ma
particella
negativa
che
si
pone
colla
negazione
per
maggior
efficacia
negare
.
[10]
È
insomma
un
ripieno
;
ma
chi
non
sa
l’
importanza
dei
ripieni
?
[11]
Chi
non
sente
che
«
io
non
sto
mica
bene
»
dice
più
che
«
io
non
sto
bene
»
,
e
«
tu
non
mi
piaci
mica
»
più
che
«
tu
non
mi
piaci
»
?
[12]
Sopra
l’
uno
dei
due
piatti
della
bilancia
è
appunto
una
briciola
,
un
grano
di
più
.
[13]
Certo
,
quando
l’
animo
non
è
in
vena
di
rafforzare
,
allora
il
mica
non
ci
sta
,
decade
a
vizio
,
intercalare
e
peggio
:
come
avviene
nei
timidi
che
usano
ravvolgere
le
loro
domande
in
forma
negativa
col
mica
,
e
recandosi
,
poniamo
,
dal
carbonaio
tutto
nero
,
gli
domanda
«
se
non
avesse
mica
un
po’
di
carbone
»
.
[14]
Ma
dalla
parapsicologia
tornando
alla
lingua
,
una
cosa
è
da
avvertire
:
che
la
particella
rafforzativa
Mica
(
come
il
latino
quidem
)
da
per
se
stessa
non
nega
,
anzi
non
si
regge
nemmeno
,
ma
ha
sempre
bisogno
di
un’
altra
negazione
che
l’
attragga
nella
sua
orbita
.
[15]
L’
uso
corretto
richiede
sia
preceduta
da
Non
,
interposto
il
verbo
:
non
è
mica
vero
;
dovendosi
avere
per
dialetti
,
questi
sì
,
i
modi
«
mica
è
vero
»
,
«
mica
l’
ho
fatto
apposta
»
e
simili
,
purtroppo
abboccati
da
scrittori
che
tiran
via
.
[16]
Purché
accompagnato
da
negativa
,
Mica
è
tanto
lungi
dal
biasimo
che
se
ne
giovò
la
divinità
del
Petrarca
:
«
E
perché
mitigato
,
non
che
spento
,
né
mica
trovo
il
mio
ardente
desio
»
(
Rime
CXIII
,
7-8
)
;
dopodiché
si
potrà
usarlo
a
visiera
alzata
,
ridendo
degli
sprovveduti
che
ridono
di
lui
.
[17]
È
probabile
che
alla
nuova
fortuna
del
verbo
Sfatare
,
la
quale
ne
ha
fatto
un’
altra
parola
da
quella
che
era
,
abbia
cooperato
non
poco
l’
uso
giornalistico
,
illuso
da
quella
Fata
Morgana
che
è
l’
etimologia
popolare
.
[18]
Dove
gli
etimologisti
di
professione
furono
e
sono
ancora
inarcati
e
perplessi
sopra
questa
voce
,
noi
non
abbiamo
dubitato
di
doverla
connettere
a
Fato-Fatare
(
con
la
s-
privativa
)
;
da
che
il
significato
che
le
diamo
di
«
dimostrare
falsa
e
inattendibile
una
notizia
,
una
credenza
»
,
docendosi
pertanto
che
«
il
Mommsen
ha
sfatato
la
leggenda
dei
Re
di
Roma
»
;
significato
non
troppo
dissimile
da
quelli
di
Dissacrare
,
Smitizzare
e
siffatte
voci
d’
uso
corrente
fra
i
contestatori
.
[19]
Ma
chi
rigetti
(
come
è
da
rigettare
)
quella
facile
derivazione
,
chi
propenda
se
mai
attraverso
un
latino
affatum
,
in
senso
di
Sentenza
che
decida
e
rigetti
,
e
così
facendo
senta
in
Sfatare
l’
affinità
con
Sparlare
in
senso
di
Dir
troppo
e
Dir
male
d’
altrui
;
quegli
allora
scoprirà
facilmente
il
vero
significato
del
nostro
verbo
,
che
sempre
intriso
di
biasimo
e
disprezzo
,
è
appunto
quello
di
Sparlare
,
buttar
giù
biasimando
,
e
anche
Dispregiare
,
farsi
beffe
.
[20]
Questo
nuovo
Sfatare
,
che
farà
specie
a
molti
lettori
,
a
che
non
è
affatto
nuovo
ma
classico
(
ce
ne
sono
due
esempi
nel
Tacito
messo
in
italiano
dal
Davanzati
:
«
Fu
moglie
di
Tiberio
…
e
lo
sfatava
come
da
meno
»
;
«
E
Peto
…
sfatava
le
cose
fatte
senza
sangue
,
senza
preda
»
)
,
è
la
moneta
buona
,
e
l’
altra
la
falsa
.
[21]
Diremo
dunque
bene
:
«
il
Richelieu
non
poteva
partire
e
sfatava
il
Cid
del
Corneille
»
,
o
più
accostandoci
alle
esigenze
moderne
:
«
in
molti
salotti
si
sfatano
le
amiche
assenti
»
,
«
Piero
sfata
la
bellezza
di
Marcella
»
;
«
Già
c’
è
chi
sfata
tutto
,
anche
della
Loren
»
e
così
via
,
senza
tema
d’
invilire
la
parola
che
non
potrà
più
essere
reintegrata
nel
suo
vero
significato
,
e
che
se
rimane
nella
nostra
lingua
e
anzi
vi
prospera
(
laddove
il
Tommaseo-Bellini
la
diceva
«
ignorata
dai
parlanti
»
)
,
vi
rimane
per
vaghezza
di
suono
e
con
valore
di
neologismo
.
[22]
Leo
Pestelli
Text view
•
Paragraph view