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Maarten Janssen, 2014-
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Amor d'elisione
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
08
agosto
1974
more header data
[1]
Da
una
visione
burocratica
della
lingua
,
dove
tutto
sia
espresso
per
l'
appunto
e
gli
accidenti
non
s
’
abbiano
a
moltiplicare
senza
necessità
,
deriva
che
capiufficio
e
dattilografe
hanno
generalmente
in
uggia
l’
elisione
,
che
avendo
bisogno
di
un
segno
(
l'
apostrofo
)
,
introduce
una
complicazione
di
più
.
[2]
Il
loro
costume
di
scrivere
«
gli
italiani
e
non
gl
'
italiani
»
;
«
gli
iscritti
»
e
non
«
gl
'
iscritti
»
:
e
tanto
hanno
a
cuore
la
forma
articolata
intera
,
che
giunti
al
fin
del
rigo
molti
di
loro
preferiscono
trecenteggiare
:
lo
(
da
capo
)
uomo
,
anzi
che
lasciarvi
il
segno
d’
apostrofo
:
l’
-
(
da
capo
)
uomo
(
il
qual
partito
,
oggi
tornato
di
moda
,
non
è
però
scevro
d'
inconvenienti
al
giudizio
degli
studiosi
)
.
[3]
Codesto
vezzo
,
se
ripreso
,
si
porge
come
un’
elezione
del
gusto
:
sembrando
a
quelli
che
così
scrivono
spiattellatamente
,
che
la
forma
piena
(
gli
invalidi
)
sia
più
decorosa
dell'
altra
.
[4]
E
se
già
sono
così
schizzinosi
circa
l'
elisione
dell'
articolo
maschile
gli
,
non
prenderebbero
neppure
in
considerazione
quella
dell'
articolo
femminile
le
,
tanto
così
mentalmente
sulle
dita
al
Petrarca
(
«
l'
acque
»
)
al
Tasso
(
«
Canto
l'
arme
pietose
»
)
,
all'
Ariosto
(
«
le
tigri
e
l'
orse
»
)
,
al
Davanzati
(
«
l'
ampolle
»
)
e
ai
tantissimi
altri
che
pur
con
le
debite
avvertenze
la
fecero
è
ancora
la
fanno
:
l'
epoche
,
l
'
altre
;
e
persino
l
'
estremità
è
l
'
età
,
quando
da
quel
che
segue
(
estremità
dolenti
,
età
barbariche
)
si
rileva
che
la
parola
invariabile
usata
nel
numero
del
più
.
[5]
Il
vero
che
la
lingua
italiana
,
come
quella
che
ha
supremamente
cara
la
legatezza
dei
suoni
,
ama
l'
elisione
:
l'
ama
dentro
e
anche
po'
fuori
i
confini
del
lecito
grammaticale
.
[6]
Certo
quei
confini
ci
sono
:
e
trattandosi
per
esempio
di
parole
di
genere
comune
come
amante
e
onorevole
(
in
senso
parlamentare
)
,
soltanto
rispettando
la
forma
intera
la
,
noi
possiamo
determinare
quando
altro
non
soccorra
,
il
sesso
della
persona
:
invitò
a
cena
la
amante
;
parlò
la
onorevole
Rossi
:
sono
casi
in
cui
la
chiarezza
val
bene
uno
iato
(
la-a
,
la-o
)
.
[7]
Oltre
a
questo
,
Lo
La
possono
non
essere
articoli
ma
forme
pronominali
per
Lui
Lei
,
Quello
Quella
;
e
poiché
il
pronome
vuole
risalto
,
il
farci
l'
elisione
è
talvolta
sconsigliabile
,
come
sanno
i
veri
scrittori
,
i
quali
nel
primo
caso
elidono
(
invitò
a
cena
l'
amic
a
)
ma
nel
secondo
non
sempre
(
.
.
.
e
la
avvelenò
)
.
[8]
D'
altra
parte
è
regola
che
l'
elisione
non
si
faccia
nelle
parole
accentate
sull'
ultima
;
e
nondimeno
la
congiunzione
Ché
e
i
suoi
composti
Perché
Benché
Comecché
si
trovano
apostrofati
nelle
buone
scritture
,
come
anche
vi
si
trova
apostrofato
(
due
volte
nell'
Ariosto
)
Chi
.
[9]
Non
solo
si
può
scrivere
ch
’
altri
,
ch
’
odio
,
ch’
udiva
,
ch’
era
,
ch’
intesi
,
ma
l
'
osservazione
liberatoria
del
Fornaciari
che
davanti
a
parola
cominciante
per
a
,
o
,
u
,
l'
h
torna
inutile
,
ci
licenzierebbe
a
scrivere
ch'
altri
e
c
’
od
o
,
restando
invece
indispensabile
l'
h
in
ch'
io
(
a
conservare
alla
c
la
sua
pronuncia
)
,
ma
non
già
in
ch'
io
,
dove
il
primo
h
è
affatto
superfluo
,
è
il
volercelo
tenere
è
segno
di
accecamento
ortografico
.
[10]
Se
la
particella
Di
si
apostrofa
che
è
un
piacere
,
Da
non
si
dovrebbe
apostrofare
mai
,
eccenzion
fatta
per
alcune
locuzioni
avverbiali
fossilizzate
dall'
uso
come
d
'
altronde
,
d
'
altra
parte
,
d
'
ora
innanzi
,
d
'
allore
in
poi
e
sim
.
[11]
Ma
anche
di
questa
regola
i
più
grandi
scrittori
,
anime
libere
,
si
presero
stesso
gioco
,
e
specialmente
l'
Ariosto
in
molti
luoghi
del
poema
si
mostra
sviscerato
del
d'
per
da
,
osservando
la
forma
intera
soltanto
effetti
d'
arte
,
come
nel
caso
di
Ruggero
che
si
toglie
«
da
Alcina
»
,
dove
lo
scontro
vocalico
da-a
esprime
la
fatica
del
distacco
.
[12]
Leo
Pestelli
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