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Maarten Janssen, 2014-
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I suoni delle regioni
Language column
Questioni della lingua italiana
Author
Leo Pestelli
Date
07
agosto
1975
more header data
[1]
A
buon
ascoltatore
la
Tv
tiene
giornalmente
scuola
«
e
contrario
»
circa
le
norme
che
regolano
la
fonetica
italiana
.
[2]
Qui
,
senz’
incomodo
di
viaggi
,
stando
comodamente
seduti
,
si
coglie
quanto
di
più
differenziato
e
disastrato
è
nel
modo
di
pronunziare
,
da
bocca
a
bocca
,
i
medesimi
suoni
.
[3]
Restringiamoci
a
modeste
osservazioni
.
[4]
Ognuno
sa
che
la
S
,
lettera
di
suono
veemente
,
ha
due
suoni
,
il
primo
più
gagliardo
,
l’
altro
più
rimesso
:
da
che
la
geminazione
di
due
ben
distinte
S
,
dette
rispettivamente
«
sorda
»
e
«
sonora
»
.
[5]
Non
mancano
dizionari
che
applicando
a
quest’
ultima
un
codino
,
un
punto
o
un
altro
segno
grafico
,
aiutano
a
distinguerla
dall’
altra
:
ma
quanti
sono
che
nella
pratica
del
pronunziare
hanno
per
la
mente
codesti
segni
?
[6]
Istintiva
e
pressoché
sicura
è
la
sonorizzazione
di
S
in
sbadato
sdentato
svegliare
svitare
ciclismo
;
meno
sicura
comincia
a
essere
in
sposa
rosa
accusa
asilo
;
insicura
affatto
in
paese
e
più
ancora
in
quell’
esoso
che
taluni
,
per
vezzo
di
falsa
toscanità
,
assordiscono
senza
ritegno
.
[7]
E
quanto
a
S
sorda
,
che
ha
per
segno
di
non
avere
segno
:
a
pronunziare
come
si
deve
l’
iniziale
Saverio
spirito
sordo
sala
sale
,
ci
arriviamo
tutti
,
anche
noi
settentrionali
;
ma
quando
l’
S
è
interna
alla
parola
(
disegno
)
,
allora
la
faccenda
si
fa
seria
;
e
per
esempio
nell’
ambiente
in
cui
scriviamo
,
aduso
all’
S
sonora
,
sarebbe
quasi
impossibile
,
senza
tirarsi
il
ridicolo
addosso
,
persuadere
che
asino
casa
preso
fumoso
mese
vogliono
l’
S
gagliarda
.
[8]
Su
questi
frantendimenti
circa
il
doppio
suono
di
S
,
lasciamo
stare
l
’
uomo
della
strada
o
il
politico
,
ma
annunziatrici
presentatori
intervistatori
e
gli
attori
medesimi
spesso
inciampano
,
rivelando
la
patria
regionale
.
[9]
Più
difficile
ancora
sarebbe
far
le
giuste
parti
sul
teleschermo
tra
Z
sonora
(
dal
suono
simile
a
ds
)
e
Z
sorda
(
dal
suono
ts
)
,
trovare
in
serie
ordinate
e
distinte
,
da
una
parte
zaino
zeffiro
zigomo
rezzo
pranzo
sfarzo
ecc
.
[10]
(
z
sonora
)
,
e
dall’
altra
zappa
zecca
zoppo
zucca
zucchero
zabaione
zio
zinzino
ecc
.
[11]
(
z
sonora
)
,
quasi
intollerabili
al
Nord
.
[12]
Ma
qui
non
è
soltanto
questione
di
glottidi
privilegiate
o
no
:
c’
entra
anche
la
concorrenza
tra
pronunzia
toscana
e
romana
,
che
legittima
lo
strabismo
fonetico
frizzo
(
sonoro
)
frizzo
(
sordo
)
,
per
citare
solo
un
esempio
fra
i
tanti
.
[13]
Discrepanze
di
suono
si
hanno
anche
per
C
e
G
palatali
.
[14]
L’
Italia
e
quindi
la
Tv
è
nettamente
divisa
tra
un
dice
nordico
(
con
C
forte
e
quasi
occlusiva
)
e
un
altro
dice
centro-meridionale
(
con
C
dolcemente
sibilante
che
ne
fa
quasi
un
disce
)
,
tra
un
Luigi
e
un
quasi
Lui
(
s
)
gi
.
[15]
Anche
per
la
posizione
dell’
accento
molti
telespettatori
si
guastano
il
sangue
.
[16]
Hanno
ragione
quanto
alla
sdrucciolomania
,
di
cui
è
fresco
esempio
un
cerretanesco
Saint-
Ràphael
.
[17]
Ma
in
qualche
altro
caso
possono
aver
torto
.
[18]
Chi
si
ferma
alla
superficie
delle
parole
Motoscàfo
(
piana
)
e
Piròscafo
(
sdrucciola
)
,
che
hanno
cera
di
essere
composte
dalla
stessa
maniera
(
un
prefisso
dotto
,
seguito
da
Scafo
)
,
è
indotto
a
concludere
che
circa
agli
accenti
siamo
in
balia
del
capriccio
.
[19]
Ma
gli
studiosi
ficcano
l’
occhio
nel
profondo
di
quelle
composizioni
e
costì
trovano
la
ragione
della
differente
pronunzia
.
[20]
Piròscafo
(
mediato
dal
francese
pyrosch
a
phe
)
ha
per
primo
elemento
quel
greco
pyr-pyros
«
fuoco
»
,
che
suol
rendere
sdruccioli
i
suoi
composti
(
priòmane
piròfilo
pirògeno
)
,
onde
non
c’
è
ragione
di
eccettuarne
la
pronunzia
di
Piroscafo
(
scafo
o
imbarcazione
a
fuoco
,
cioè
a
vapore
)
.
[21]
Per
contro
Motoscàfo
nasce
dall’
accostamento
di
due
vocaboli
paralleli
,
che
sono
moto
(
scorciatura
di
Motore
)
e
scafo
,
e
quindi
val
quanto
una
parola
doppia
che
si
potrebbe
anche
scrivere
disgiunta
,
moto-scafo
,
a
quel
modo
che
sono
da
sentire
come
doppie
anche
motonave
motocicletta
motocarrozzella
.
[22]
Tale
doppiezza
importa
che
il
secondo
elemento
,
prevalendo
sul
primo
,
dà
legge
alla
posizione
dell’
accento
,
il
quale
va
a
posarsi
naturalmente
(
chi
pensi
alla
grafia
motoscafo
)
sulla
penultima
sillaba
:
motoscàfo
.
[23]
Non
qui
è
da
collocare
lo
sdegno
,
ma
nelle
oscillazioni
edìle-
édile
,
salùbre-sàlubre
,
rubrìca-
rùbrica
,
valùto-vàluto
,
irrìto-ìrrito
e
peggio
ancora
mollìca-
mòllica
;
oscillazioni
dovute
all’
ignoranza
o
all’
oblio
del
latino
,
che
in
quelle
e
in
tante
altre
parole
che
son
sue
,
ha
lunghe
le
vocali
u
e
i
nella
penultima
sillaba
,
e
perciò
precetta
di
lontano
che
la
corrispondente
voce
italiana
sia
parossitona
:
edile
,
rubrica
mollìca
valùto
.
[24]
Leo
Pestelli
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